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Italiano perfetto

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gabrigabri

Senior Member
Italian, (Torino)
Se doveste consigliare a uno straniero una città/regione dove imparare un italiano "puro" (non troppo stroppiato dal dialetto), dove gli direste di andare??
Gli farei prima leggere qualche libro di sociolinguistica, poi vada dove vuole.
Sì, è vero che in Italia non esiste una regione in cui si parla l'italiano puro, ma è pur vero che non possiamo mettere sullo stesso piano il dialetto della Sicilia, ad esempio, e il dialetto dell'Umbria. Quest'ultimo risente, senz'altro meno dell'influenza dialettale e sfido chiunque a dire il contrario. Insomma, per uno straniero che si avvicina alla lingua italiana, trovare un luogo in cui viene parlato l'italiano perfetto sarà impossibile, ma per lo meno in alcune regioni il dialetto non è molto distante dalla lingua "pura"... E sto parlando di regioni come la Toscana, l'Umbria, l'Abruzzo e il Lazio.
Sì, è vero che in Italia non esiste una regione in cui si parla l'italiano puro, ma è pur vero che non possiamo mettere sullo stesso piano il dialetto della Sicilia, ad esempio, e il dialetto dell'Umbria. Quest'ultimo risente, senz'altro meno dell'influenza dialettale e sfido chiunque a dire il contrario. Insomma, per uno straniero che si avvicina alla lingua italiana, trovare un luogo in cui viene parlato l'italiano perfetto sarà impossibile, ma per lo meno in alcune regioni il dialetto non è molto distante dalla lingua "pura"... E sto parlando di regioni come la Toscana, l'Umbria, l'Abruzzo e il Lazio.
Ho i miei dubbi. Potremmo dire che dal toscano deriva la lingua italiana ma ciò nonostante oggi giorno la differenza è notevolmente aumentata. Per non parlare dei dialetti (e degli accenti!!) umbri e laziali!
Claudine2006, se rileggi bene ho scritto che non esiste regione in cui si parli la lingua italiana pura, ma ho scritto che esistono dialetti (non uguali) ad essa. Tutti capiscono la cadenza toscana, ma non tutti capiscono la cadenza veneta!
Tanto per la cronaca, se fai una breve ricerca sulla dizione, ti accorgerai che le regioni del centro Italia sono quelle che hanno meno problemi sugli accenti (per esempio al centro non si dice: vèrde o mènte come al sud, e neanche érba come al nord).
Forse, anche per ragioni storiche, letterarie, culturali, sarei portata a dire che la dizione più vicina a quella 'italiana pura' sia la fiorentina.
Non so se estenderei questo giudizio a tutto il 'parlar toscano':i pisani dicono 'asa' anziché 'casa', ad esempio, e non è corretto.
E non è nemmeno detto che la cadenza toscana sia compresa da tutti: da nordica (e, lo ammetto, con una dizione davvero pessima), ti posso assicurare di aver incontrato più difficoltà con le cadenze del centro che con il veneto!
Sono d'accordo con Kritche...non è proprio detto che la cadenza toscana sia compresa da tutti...anch'io sono del nord (Trentino) e sinceramente per noi non è tanto semplice capire le cadenze del centro, siano toscane, umbre o laziali....
Ad ogni modo, ritengo che comunque tutte le città e regioni sono sempre più influenzate da regionalismi, dialettalismi e via dicendo...
Sì, ma... ripeto: ho detto CADENZE, non di parlate in dialetto stretto.
E' normale che se un toscano parlasse in dialetto stretto pochi lo capirebbero, ma tra una cadenza del centro e una cadenza del nord o sud, quella che si avvicina di più all'italiano standard è proprio quella del centro, a mio avviso.
E non mi riferisco ai comici in tv che portano all'esagerazione i vari dialetti.

Inoltre, è indubbio che se uno del nord, uno del centro e uno del sud facessero un corso di dizione italiana, risulterebbe tutto più semplice proprio a quello del centro...
Sì, ma... ripeto: ho detto CADENZE, non di parlate in dialetto stretto.
E' normale che se un toscano parlasse in dialetto stretto pochi lo capirebbero, ma tra una cadenza del centro e una cadenza del nord o sud, quella che si avvicina di più all'italiano standard è proprio quella del centro, a mio avviso.
E non mi riferisco ai comici in tv che portano all'esagerazione i vari dialetti.

Inoltre, è indubbio che se uno del nord, uno del centro e uno del sud facessero un corso di dizione italiana, risulterebbe tutto più semplice proprio a quello del centro...
Non credo, almeno in base alla mia esperienza. Romani e ternani, ad esempio (che sono quelli che conosco meglio) sono così orgogliosi del proprio dialetto da parlarlo anche in presenza di persone di altre regioni, dando per scontato che li si debba capire.
Il mio modesto parere è che una parlata romana attenta a non cadere nel romanesco sia la più chiara da comprendere, e questo perché:
- non ci sono E o O chiuse che dovrebbero essere aperte o viceversa, come accade in molte regioni del Nord o del Sud (e mi rifaccio anche a quanto detto sopra);
- non accade come in Ciociaria o in Campania che le consonanti sorde C /k/, P, T siano pronunciate come le corrispettive sonore G /g/, B, D, soprattutto se precedute da N;
- non c'è quella mollezza toscana nel pronunciare la C e la T che a molti irrita.....

Va bene, conosco anche le obiezioni:
- consonanti pronunciate geminate anche quando sono scempie (es. sabbato* invece di sabato, sùbbito* invece di sùbito ecc.);
- l'articolo IL pronunciato ER.
- ND che si assimila in NN ("annamo" invece di "andiamo")

Tuttavia, ripeto, sto parlando di un modo di parlare che cerchi di essere italiano standard.
Un romano colto e attento a come parla sa che dire ER invece di IL è scorretto e sa che pronunciare le doppie dove non ci sono è sbagliato. Viceversa, molti parlanti del Nord o del Sud fanno veramente confusione tra E e O aperta.
Quindi la mia conclusione è che Roma sia un'ottima città per imparare l'italiano. Poi bisogna dire che comunque Milano, Torino, Bologna ecc. sono grandi città per cui molte peculiarità regionali sono attenuate, visto il gran numero di abitanti originari di altre zone. Diverso il discorso per Firenze, dove comunque c'è un certo orgoglio nel parlare "il vero italiano" e si sentono spesso C e T particolari e espressioni tipicamente toscane come "cencio", "cannella", "vecchina" laddove a tutti gli altri italiani suona più naturale "straccio", "rubinetto", "vecchietta" (tanto che queste sono le parole che si sentono, ad esempio, nei telegiornali).

Sono ansioso di sentire altri contributi alla discussione!
Il mio modesto parere è che una parlata romana attenta a non cadere nel romanesco sia la più chiara da comprendere, e questo perché:
- non ci sono E o O chiuse che dovrebbero essere aperte o viceversa, come accade in molte regioni del Nord o del Sud (e mi rifaccio anche a quanto detto sopra);
- non accade come in Ciociaria o in Campania che le consonanti sorde C /k/, P, T siano pronunciate come le corrispettive sonore G /g/, B, D, soprattutto se precedute da N;
- non c'è quella mollezza toscana nel pronunciare la C e la T che a molti irrita.....

Va bene, conosco anche le obiezioni:
- consonanti pronunciate geminate anche quando sono scempie (es. sabbato* invece di sabato, sùbbito* invece di sùbito ecc.);
- l'articolo IL pronunciato ER.
- ND che si assimila in NN ("annamo" invece di "andiamo")

Tuttavia, ripeto, sto parlando di un modo di parlare che cerchi di essere italiano standard.
Un romano colto e attento a come parla sa che dire ER invece di IL è scorretto e sa che pronunciare le doppie dove non ci sono è sbagliato. Viceversa, molti parlanti del Nord o del Sud fanno veramente confusione tra E e O aperta.
Quindi la mia conclusione è che Roma sia un'ottima città per imparare l'italiano. Poi bisogna dire che comunque Milano, Torino, Bologna ecc. sono grandi città per cui molte peculiarità regionali sono attenuate, visto il gran numero di abitanti originari di altre zone. Diverso il discorso per Firenze, dove comunque c'è un certo orgoglio nel parlare "il vero italiano" e si sentono spesso C e T particolari e espressioni tipicamente toscane come "cencio", "cannella", "vecchina" laddove a tutti gli altri italiani suona più naturale "straccio", "rubinetto", "vecchietta" (tanto che queste sono le parole che si sentono, ad esempio, nei telegiornali).

Sono ansioso di sentire altri contributi alla discussione!

Non mi esprimo nel dettaglio a proposito di quello che hai scritto perchè l'ultima volta che l'ho fatto ne è nata una discussione piuttosto animata...
Qualunque regione d'Italia sarebbe perfetta se i sui abitanti sapessero correggere i difetti di pronuncia come suggerisci tu, ma la messa in pratica del tuo suggerimento mi sembra alquanto ardua..

Anyway..ma cos'è l'italiano puro?

E' un italiano parlato forbitamente e senza errori di grammatica? (allora non conta la provenienza geografica di chi lo parla, bensì il suo livello culturale e la sua istruzione)

O ci riferiamo ad una fantomatica purezza della pronuncia? in questo caso, per attestare che una pronuncia fosse perfetta dovremmo avere come minimo dei termini di paragone, dovremmo sapere, ammesso che questo fosse possibile, qual è per esempio la pronuncia esatta e perfetta di "arrabbiato" (una parola a caso naturalmente): qualcuno di voi si sentirebbe di affermare di conoscerla?
Non credo, almeno in base alla mia esperienza. Romani e ternani, ad esempio (che sono quelli che conosco meglio) sono così orgogliosi del proprio dialetto da parlarlo anche in presenza di persone di altre regioni, dando per scontato che li si debba capire.

Io, da romana, posso dirti di non essere affatto foriera di tale orgoglio. Anzi, cerco il più possibile di parlare un italiano privo di inflessioni gergali, tanto più se in presenza di persone di altre regioni. Però (e non per parzialità di giudizio 👁 Wink ;)
) penso che l'italiano parlato nelle regioni del centro Italia sia meno "viziato" rispetto a quello di regioni del nord o del sud, come sostiene anche Sabrinita; intendo dire, secondo me è più semplice correggere i "difetti" riscontrabili nella cadenza romana che eliminare, che so, una "s" alla romagnola (adorabile!!! 👁 Smile :)
). Sempre tenendo presente che la gente parla ovunque in Italia una lingua ben distante da quella "pura" (e qui mi unisco a paulfromitaly nel domandarmi cosa poi si intenda per "lingua pura") e che in fin dei conti tale allontanamento è un processo naturale presso le lingue di tutto il mondo. Trattasi di opinione personale e scusate per l'intromissione 👁 Smile :)
Se doveste consigliare a uno straniero una città/regione dove imparare un italiano "puro" (non troppo stroppiato dal dialetto), dove gli direste di andare??


A
👁 Arrow :arrow:
Trieste, Perugia, Alessandria, Asti, Cremona, Savona, Pavia, Ancona,
(solo per citarne alcune)

ma stranamente anche a
👁 Arrow :arrow:
Potenza, Salerno,Taranto, Palermo, Catania, Cagliari, Reggio Calabria
Se doveste consigliare a uno straniero una città/regione dove imparare un italiano "puro" (non troppo stroppiato dal dialetto), dove gli direste di andare??

Beh, per farvi sentire tutti equivalenti, vi posso assicurare che mi confondete tutti quanti. Quando io ho fatto la stessa domanda, mi hanno risposto "il nord" e mi hanno mandato a Padova. Ha! Se non fosse stato per le Venete non avrei mai imparato. 👁 Wink ;)


Scherzi a parte, io sono d'accordo che l'italiano di Roma e del centro sia molto più facile da capire rispetto al estremo nord e il sud.
Se doveste consigliare a uno straniero una città/regione dove imparare un italiano "puro" (non troppo stroppiato dal dialetto), dove gli direste di andare??

Francamente " risciacquerei i panni in Arno". Non amo particolarmente Manzoni, ma su questo sono d'accordo con lui.
Se doveste consigliare a uno straniero una città/regione dove imparare un italiano "puro" (non troppo stroppiato dal dialetto), dove gli direste di andare??


Venite tutti in Veneto, solo lì si parla la lingua pura e perfetta senza inflessioni dialettali 👁 Big Grin :D

....
Magari 👁 Eek! :o
Perché non a Milano? o Torino? Sono città a tale tasso d'immigrazione prima dal resto d'Italia e adesso dal resto del mondo che l'influenza dialettale locale è diminuita tantissimo a favore di un italiano più neutro e comprensibile da tutti.
Non mi esprimo nel dettaglio a proposito di quello che hai scritto perchè l'ultima volta che l'ho fatto ne è nata una discussione piuttosto animata...
Qualunque regione d'Italia sarebbe perfetta se i sui abitanti sapessero correggere i difetti di pronuncia come suggerisci tu, ma la messa in pratica del tuo suggerimento mi sembra alquanto ardua..

Perfettamente d'accordo con Paul.... (Ricordo benissimo la discussione 👁 Big Grin :D
).

E non voglio ricarderci.... (qualcuno potrebbe far vedere a Gabri il link della discussione???)

Secondo il mio modesto parere non si può parlare di una regione che parli il perfetto italiano, potremmo invece parlare di persone che si esprimono in perfetto italiano, ma ovviamente sono ovunque (vivono tra di noi👁 Eek! :eek:
).

E' naturale avere delle inflessioni, delle cadenze d'altronde è anche il bello delle nostre regioni.

Nuvola
Se doveste consigliare a uno straniero una città/regione dove imparare un italiano "puro" (non troppo stroppiato dal dialetto), dove gli direste di andare??

Ritengo che non esista una città dove si parli un italiano perfetto, e questa caratteristica non fa che aggiungere varietà alla ricchezza e al policentrismo culturale di un paese come il nostro, risultante della coesione di una straordinaria molteplicità di usi, tradizioni e, in buona sostanza, anche idiomi 👁 Smile :)


Se spostiamo l'oggetto della nostra indagine sull'affermazione di un modello, allora possiamo ipotizzare una prevalenza del modo di parlare ambrosiano perche proprio a Milano vengono prodotti/registrati/trasmessi molti dei programmi televisivi di diffusione nazionale. Ma ogni generalizzazione rimane impossibile, in quanto alcuni professionisti televisivi - e in larga parte gli attori e i doppiatori - parlano secondi i dettami di una dizione che non corrisponde ad alcun dialetto/accento locale specifico. Va anche considerato che la globalizzazione linguistica operata dal mezzo televisivo ha anche consentito la diffusione di termini dialettali e non in uso in ciascuna singola regione/area geografica etc

Due esempi che mi sembrano calzanti per sottolineare il fatto che ogni città/provincia/regione ben si adatti all'apprendimento della nostra lingua: un'amica tedesca è stata a suo tempo erasmina in quel di Napoli e. oltre ad essere diventata sostanzialmente bilingue, ha anche inglobato un'inflessione squisitamente partenopea; lo stesso dicasi per un amico francese che ha vissuto a lungo a Milano e che in un italiano quasi ( 👁 Big Grin :D
) perfetto di tanto in tanto inserisce nel parlato interiezioni tipicamente ambrosiane 👁 Smile :)


DDT
Ritengo che non esista una città dove si parli un italiano perfetto [...]

È proprio così che stanno le cose. L'italiano standard non corrisponde alla concreta varietà parlata di nessun ceto sociale in nessuna città.

Se spostiamo l'oggetto della nostra indagine sull'affermazione di un modello, allora possiamo ipotizzare una prevalenza del modo di parlare ambrosiano perche proprio a Milano vengono prodotti/registrati/trasmessi molti dei programmi televisivi di diffusione nazionale. Ma ogni generalizzazione rimane impossibile, in quanto alcuni professionisti televisivi - e in larga parte gli attori e i doppiatori - parlano secondi i dettami di una dizione che non corrisponde ad alcun dialetto/accento locale specifico. Va anche considerato che la globalizzazione linguistica operata dal mezzo televisivo ha anche consentito la diffusione di termini dialettali e non in uso in ciascuna singola regione/area geografica etc

DDT

La tua analisi coglie bene nel segno la questione del polo di attrazione del prestigio linguistico. Ventidue anni or sono uscì un importante studio intitolato appunto Lingua toscana in bocca ambrosiana (rivisitazione dell'espressione lingua toscana in bocca romana).
Novara? Quasi a metà strada tra Torino e Milano, sulla linea di confine tra il piemontese e il lombardo, dove i due accenti e le cadenze si sfumano uno nell'altro fino ad annullarsi...
Il calabrese è uno degli accenti più marcati che esistono...siciliano, pugliese e sardo non sono da meno..
Così come il veneto, il romano (meglio conosciuto come romanesco), il ternano, il pisano, il bolognese, il bresciano, il bergamasco, per fare solo qualche esempio eclatante.
Il dialetto pugliese non esiste, visto che in Puglia ci sono almeno tre grandi diversi ceppi linguistici.👁 Big Grin :D

Insomma, dipende dalla persona. Io, per esempio, parlo senza inflessioni dialettali, pur avendo vissuto sempre nello stesso posto.
Due esempi che mi sembrano calzanti per sottolineare il fatto che ogni città/provincia/regione ben si adatti all'apprendimento della nostra lingua: un'amica tedesca è stata a suo tempo erasmina in quel di Napoli e. oltre ad essere diventata sostanzialmente bilingue, ha anche inglobato un'inflessione squisitamente partenopea; lo stesso dicasi per un amico francese che ha vissuto a lungo a Milano e che in un italiano quasi ( 👁 Big Grin :D
) perfetto di tanto in tanto inserisce nel parlato interiezioni tipicamente ambrosiane 👁 Smile :)

E io ho imparato l'italiano in un piccolo paese siciliano. Avrò per sempre un accento americano, ma mi hanno detto che ho anche un'inflessione siciliana (e qualche modo di dire siciliano DOC). Non importa niente, secondo me. Tutti mi capiscono (in ogni parte d'Italia), e non mi vergogno di essere legata ad un posto che amo.

Dovremmo ricordare due cose:

1. Al inizio, i miei amici hanno sempre parlato un italiano più "puro" con me. Trovo che la maggiore parte degli italiani (di qualsiasi regione) ha il buon senso di non usare troppo dialetto con i principianti.

2. In un piccolo paese, come il "mio", la conoscenza d'inglese non è molto diffusa. Conosco tanti americani che sono andati a Milano, Roma, Firenze ecc. e hanno passato tutto il loro tempo con gli altri anglofoni. Si può restare a Firenze o Venezia per 10 anni senza imparare 100 parole italiane (conosco gli inglesi così 👁 Eek! :eek:
). Invece in un piccolo paese ho avuto una scelta netta: imparare o rimanere zitta!
E io ho imparato l'italiano in un piccolo paese siciliano. Avrò per sempre un accento americano, ma mi hanno detto che ho anche un'inflessione siciliana (e qualche modo di dire siciliano DOC). Non importa niente, secondo me. Tutti mi capiscono (in ogni parte d'Italia), e non mi vergogno di essere legata ad un posto che amo.

Dovremmo ricordare due cose:

1. All'inizio, i miei amici hanno sempre parlato un italiano più "puro" con me. Trovo che la maggiore parte degli italiani (di qualsiasi regione) ha il buon senso di non usare troppo dialetto con i principianti.

2. In un piccolo paese, come il "mio", la conoscenza dell'inglese non è molto diffusa. Conosco tanti americani che sono andati a Milano, Roma, Firenze ecc. e hanno passato tutto il loro tempo con gli altri anglofoni. Si può restare a Firenze o Venezia per 10 anni senza imparare 100 parole italiane (conosco inglesi così 👁 Eek! :eek:
). Invece in un piccolo paese ho avuto una scelta netta: imparare o rimanere zitta!
Come sempre una risposta piena di buon senso, Elaine.
Io intendevo dire che in alcune città si usa parlare dialetto, mentre in altre no (vedi per esempio Torino: so che parliamo con vocali aperte anziché chiuse, ecc, però, almeno per quanto mi riguarda, non usiamo parole dialettali, anche perché il 99% dei torinesi è originario di un'altra regione). Forse lo stesso vale a Milano, magari a Bologna, non so! Però quando sento parlare un napoletano o un romano, faccio "fatica a capirli", non tanto per la cadenza (ce l'abbiamo tutti), ma perché ogni tanto usano un termine "non italiano".
Con questo non voglio assolutamente dire che a Torino parliamo un italiano perfetto! Magari!!
Allo stesso modo mi sembra buffo sentire stranieri che parlano benissimo romano ma che magari non conoscono la differenza tra "andiamo" e "annamo" (quale dei due è italiano?)
Ovviamente ci sono anche eccezioni, non voglio fare di tutta l'erba un fascio! Sicuramente ci sono anche torinesi che parlano dialetto e napoletani che non si sognerebbero mai di dire "stai pazziando" al posto di "stai scherzando"!

Io vivo più o meno la stessa situazione: studio a Vienna, e qui si parla praticamente solo viennese; parlando con dei tedeschi molto spesso mi capita di non essere capito perché uso termini dialettali, ma a mia insaputa! E questo non mi sembra molto piacevole, soprattutto se il mio scopo è usare la lingua per lavoro.

Spero di essere stato chiaro! 👁 Smile :)
Allo stesso modo mi sembra buffo sentire stranieri che parlano benissimo romano ma che magari non conoscono la differenza tra "andiamo" e "annamo" (quale dei due è italiano?)
Ovviamente ci sono anche eccezioni, non voglio fare di tutta l'erba un fascio! Sicuramente ci sono anche torinesi che parlano dialetto e napoletani che non si sognerebbero mai di dire "stai pazziando" al posto di "stai scherzando"!

Tipico esempio di determinismo sociale ...
A Roma, e parlo perché ci vivo, perché frequento l'università, perché ho contatto con la gente del posto, , sia ben chiaro! È ovvio, poi, che chi non sa, pensa che sia così.
Ma ad ogni modo, un romano (o un ternano o un fiorentino) anche se parlasse in maniera molto marcata diatopicamente, verrebbe capito lo stesso e questo perché, al di là del fatto che la popolazione non parla come se fosse al cabaret, tale parlante ha una sintassi del parlato più simile a quella italiana.
Ed è importante dire che il romanesco, ad esempio, come il fiorentino o il marchigiano è caratterizzato da diglossia, in cui gioca moltissimo la variabilità diafasica e tanto per farla breve, le modalità d'uso del dialetto sono influenzate dal contesto comunicativo (quindi sicuramente, non si parla dialetto in presenza di stranieri) e dall'argomento della comunicazione, e questo dovrebbe illuminare una parte ben sostanziosa degli ignari foreri partecipanti a questa discussione!
Tipico esempio di determinismo sociale ...
A Roma, e parlo perché ci vivo, perché frequento l'università, perché ho contatto con la gente del posto, , sia ben chiaro! È ovvio, poi, che chi non sa, pensa che sia così.
Ma ad ogni modo, un romano (o un ternano o un fiorentino) anche se parlasse in maniera molto marcata diatopicamente, verrebbe capito lo stesso e questo perché, al di là del fatto che la popolazione non parla come se fosse al cabaret, tale parlante ha una sintassi del parlato più simile a quella italiana.
Ed è importante dire che il romanesco, ad esempio, come il fiorentino o il marchigiano è caratterizzato da diglossia, in cui gioca moltissimo la variabilità diafasica e tanto per farla breve, le modalità d'uso del dialetto sono influenzate dal contesto comunicativo (quindi sicuramente, non si parla dialetto in presenza di stranieri) e dall'argomento della comunicazione, e questo dovrebbe illuminare una parte ben sostanziosa degli ignari foreri partecipanti a questa discussione!
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Non mi addentro nel dettaglio della tua spiegazione, che è già di per sè complessa, ma credo di poter dire che il fatto di avere il buonsenso di non parlare il dialetto in presenza di stranieri ( o di italiani che comunque non lo comprenderebbero) non è una caratteristica legata alla provenienza delle persone, bensì alla loro intelligenza e cultura: un coatto romano parla romanesco con chiunque perchè quello è l'unico modo di parlare che conosce così come un montanaro Bresciano parla dialetto bresciano sempre e comunque perchè probabilmente l'italiano non lo conosce neppure.
Non mi addentro nel dettaglio della tua spiegazione, che è già di per sè complessa, ma credo di poter dire che il fatto di avere il buonsenso di non parlare il dialetto in presenza di stranieri ( o di italiani che comunque non lo comprenderebbero) non è una caratteristica legata alla provenienza delle persone, bensì alla loro intelligenza e cultura: un coatto romano parla romanesco con chiunque perchè quello è l'unico modo di parlare che conosce così come un montanaro Bresciano parla dialetto bresciano sempre e comunque perchè probabilmente l'italiano non lo conosce neppure.


wow! Vero?!? 👁 Eek! :eek:

Comunque, io ho imparato italiano a Perugia. Mi sembra un buon posto per imparare l'italiano e per divertirsi 👁 Eek! :o
👁 Smile :)
Non mi addentro nel dettaglio della tua spiegazione, che è già di per sè complessa, ma credo di poter dire che il fatto di avere il buonsenso di non parlare il dialetto in presenza di stranieri ( o di italiani che comunque non lo comprenderebbero) non è una caratteristica legata alla provenienza delle persone, bensì alla loro intelligenza e cultura: un coatto romano parla romanesco con chiunque perchè quello è l'unico modo di parlare che conosce così come un montanaro Bresciano parla dialetto bresciano sempre e comunque perchè probabilmente l'italiano non lo conosce neppure.

Assolutamente sì, ma ci sono alcuni post in cui pare che romano=coatto che sa parlare solo dialetto con tutti... ovvero, secondo alcune persone se vanno al supermercato o all'università c'è solo gente che dice: "Ahó a bbella, chette sèrve?" oppure "A' signorì, ch'entenzioni c'ha? Vòle studià oppure la devo mannà a casa a carci 'n cxxo?"
E quindi, dato, che mi pare ovvio che la realtà non sia questa, ho cercato di spiegarlo in modo forse troppo accedmico, me ne scuso.
In una conversazione privata, Broca's Area mi faceva ben notare che mentre il romano, il fiorentino o il perugino sono varianti della lingua italiana, il siciliano o il veneto sono proprio due sistemi diversi.
Assolutamente sì, ma ci sono alcuni post in cui pare che romano=coatto che sa parlare solo dialetto con tutti...

D'accordissimo con Sabrinita...

Spesso in questo forum mi è capitato di leggere, riferendosi al romano(cittadino di Roma), anche come una sorta di una lingua ufficiale parlata a Roma.

Sinceramente non ne capisco nemmeno il motivo e credo sia piuttosto un errore comune dettato dall'ignoranza (nel senso di detto da persone che ignorano che a Roma ci sono tante e tante persone che non parlano come l'Albertone nazionale) per cui si confonde un dialetto conosciuto sui media - si, di uso molto comune - come se fosse appunto una "lingua ufficiale".

La maggioranza dei romani che conosco parlano un italiano impeccabile ma ovviamente con una marcata inflessione romana che personalmente - benchè romana - trovo un po' pesante.

Per quanto mi riguarda, ogni volta che conosco gente nuova mi viene spesso chiesto di dove sono perchè - proprio quì a Roma👁 Big Grin :D
- sono sempre stata abituata ad esprimermi in un italiano "pulito".

Nuvola
Per quanto mi riguarda, ogni volta che conosco gente nuova mi viene spesso chiesto di dove sono perchè - proprio quì a Roma👁 Big Grin :D
- sono sempre stata abituata ad esprimermi in un italiano "pulito".

Nuvola

Toh guarda, io invece i romani li riconosco subito, come, del resto, loro riconoscono me!

Personalmente non ho nessuna difficoltà ad ammettere la grande utilità di fissare uno standard (anche nella pronuncia).
Trovo però sbagliato e controproducente associare il concetto di standard a quello di purezza della lingua, per il quale mi trovo d'accordo con Broca's Area.
Inoltre penso che la vicinanza di una certo tipo di italiano regionale ad uno standard sia un metro di misura a volte fuorviante.
D'accordissimo con Sabrinita...

Spesso in questo forum mi è capitato di leggere, riferendosi al romano(cittadino di Roma), anche come una sorta di una lingua ufficiale parlata a Roma.

Sinceramente non ne capisco nemmeno il motivo e credo sia piuttosto un errore comune dettato dall'ignoranza (nel senso di detto da persone che ignorano che a Roma ci sono tante e tante persone che non parlano come l'Albertone nazionale) per cui si confonde un dialetto conosciuto sui media - si, di uso molto comune - come se fosse appunto una "lingua ufficiale".

La maggioranza dei romani che conosco parlano un italiano impeccabile ma ovviamente con una marcata inflessione romana che personalmente - benchè romana - trovo un po' pesante.

Per quanto mi riguarda, ogni volta che conosco gente nuova mi viene spesso chiesto di dove sono perchè - proprio quì a Roma👁 Big Grin :D
- sono sempre stata abituata ad esprimermi in un italiano "pulito".

Nuvola
Mi trovi davvero d'accordo !!! 👁 Smile :)
Il nostro campanilismo non finisce mai di stupirmi, soprattutto quando è scatenato da uno spunto apparentemente banale (in senso buono, ovviamente!) e innocente. Ritornando quindi al quesito iniziale di gabrigabri - e per “mettere pace” tra tutti – perché non proponiamo allora come soluzione un bel Grand Tour, come quello che facevano nel Settecento i viaggiatori eruditi, percorrendo la nostra penisola dalle Alpi alla Sicilia?👁 Wink ;)
Mi dissocio dalla conclusione e dalle sue implicazioni!
Spero che gli stranieri frequentatori del forum abbiano ben chiaro che, in qualunque città italiana si trovino, entreranno sempre in contatto con una varietà di italiano più o meno connotata regionalmente (come dicono i linguisti, marcata in diatopia). L'italiano standard si può apprendere solo frequentando un corso di dizione, e non immergendosi in situazioni comunicative concrete. Forti di questa consapevolezza, gli stranieri non rimarranno delusi se la provenienza del loro italiano verrà subito identificata: si tratta di uno scacco solo per i propugnatori del concetto di lingua pura, che non ha ragione di esistere.

Sono d'accordissimo con te...le varianti diatopiche esistono e, teniamolo presente, non solo in Italia (si tratta di una realtà estesa anche ad altri paesi). In qualsiasi regione, in qualsiasi città, le influenze del luogo si fanno sentire, tanto a Roma quanto a Verona, Trento, Trieste e via dicendo..e poi, come qualcuno ha già sottolineato, sta alle singole persone e alla loro intelligenza comportarsi civilmente cercando di parlare un italiano il più corretto possibile, astenendosi dall'uso di forme strettamente dialettali in presenza di stranieri. Non possiamo dire che è meglio studiare l'italiano a Trento invece di Mantova o Perugia (tanto per fare un esempio)..penso che in qualsiasi posto, se ci fosse una consapevolezza maggiore da parte di NOI italiani, risulterebbe più facile, per uno straniero, imparare la lingua...
In qualsiasi regione, in qualsiasi città, le influenze del luogo si fanno sentire, tanto a Roma quanto a Verona, Trento, Trieste e via dicendo..

Non possiamo dire che è meglio studiare l'italiano a Trento invece di Mantova o Perugia (tanto per fare un esempio)..

penso che in qualsiasi posto, se ci fosse una consapevolezza maggiore da parte di NOI italiani, risulterebbe più facile, per uno straniero, imparare la lingua...

Esattamente!!!!

Nuvola

P.S. Per Cnaeius sul tuo: "Toh guarda, io invece i romani li riconosco subito, come, del resto, loro riconoscono me!"

Il fatto di non essere riconosciuta come romana non è per me un punto di orgoglio. Sono stra-felice di essere nata a Roma e di abitarci perchè adoro la mia città, come adoro tante altre.
Era solo per puntualizzare che essere sempre identificati come quelli che dicono "annamo a magnà la pizza" oppure "ando' stè er Colosseo" per intendere che non ci esprimiamo in modo corretto può essere un fattore di disturbo e fastidio perchè non sempre è fatto con le migliori intenzioni e pensieri e perchè trovo che le generalizzazioni siano sempre fuori luogo, così come quando all'estero (vedi certi film e telefilm stranieri) si viene identificati come la patria della mafia, della pizza e del mandolino.
Scusino,lorsignori,
ma a me sembra che qui si stia cercando di incasellare un fenomeno come quello dell'evoluzione della lingua,vasto quanto tutto l'universo.
Senza soffermarci alle varie sfumature che potrebbero costituire ciascuna un tomo di 200 pagine e forse +,
E' senza dubbio bello sapere che ognuno di noi ha un'opinione ben chiara della purezza linguistica,per quanto riguarda la lingua italiana,ma....👁 Roll Eyes :rolleyes:

forse stiamo perdendo di vista quello che significa contaminazione intesa come integrazione di culture diverse attraverso l'inglobamento e l'assimilazione conseguenti a tutti gli avvicendamenti storico-sociali della nostra epoca e di quelle precedenti?
Per Favore non dimentichiamo che il più delle volte,tempi addietro,le forme dialettali costituivano il biglietto di riconoscimento della propria identità territoriale fornendo un punto di riferimento per la propria collocazione nell'ambito delle dinamiche socio-economiche.
Tutti noi,credo,siamo viaggiatori curiosi ed intelligenti capaci di cogliere le affinità che possono avvicinarci alle realtà con cui ci troviamo ,di volta in volta, ad avere contatti; dunque sappiamo bene che qualunque sia la matrice sociale dei nostri contatti,possiamo trovare materiale di apprendimento sui percorsi etno-socio-economici dell'evoluzione della lingua.👁 Smile :)
Naturalmente intesa in senso + lato possibile come linguaggio.

👁 Eek! :o
Perdonatemi, ma penso che solo così si può affrontare il discorso in maniera corretta.
Esattamente!!!!

Nuvola

P.S. Per Cnaeius sul tuo: "Toh guarda, io invece i romani li riconosco subito, come, del resto, loro riconoscono me!"

Il fatto di non essere riconosciuta come romana non è per me un punto di orgoglio.

La mia era solo una constatazione per rilevare che per quanto crediamo di togliere le inflessioni dialettali fino ad arrivare al cosiddetto standard, non lo facciamo mai del tutto. Qualcosa rimane comunque, solo che non ce ne accorgiamo. Intendo dire che l'auto-giudizio è una specie di utopia.
E questo, a parere mio, vale per chiunque, ovviamente chi più e chi meno.
Volevo dire solo questo, nulla di più. 👁 Smile :)
Il nostro campanilismo non finisce mai di stupirmi, soprattutto quando è scatenato da uno spunto apparentemente banale (in senso buono, ovviamente!) e innocente. Ritornando quindi al quesito iniziale di gabrigabri - e per “mettere pace” tra tutti – perché non proponiamo allora come soluzione un bel Grand Tour, come quello che facevano nel Settecento i viaggiatori eruditi, percorrendo la nostra penisola dalle Alpi alla Sicilia?👁 Wink ;)
Sono d'accordo. Stiamo perdendo di vista il tema principale e la discussione in alcuni momenti ha preso una brutta piega.
Solo in una scuola si può imparare l'italiano "perfetto"....ma poi, esiste davvero l'italiano perfetto? E a che cosa serve se nessuno, tranne pochi eruditi, lo parlano?
Sono d'accordo. Stiamo perdendo di vista il tema principale e la discussione in alcuni momenti ha preso una brutta piega.
Solo in una scuola si può imparare l'italiano "perfetto"....ma poi, esiste davvero l'italiano perfetto? E a che cosa serve se nessuno, tranne pochi eruditi, lo parlano?


Esattamente..
Inevitabilmente saremo sempre influenzati dal nostro dialetto o comunque dalla nostra provenienza geografica...l'importante è cercare di far sentire il meno possibile gli accenti che caratterizzano le nostre parlate locali, nel momento in cui dobbiamo conversare con altre persone..questo anche per rispetto nei confronti degli stranieri, perchè la stessa cosa potrebbe succedere a noi se andiamo in altri stati..
So che prima, scherzando un po', ho detto che studiare nel Veneto è stata una sfida, ma in realtà non scambierei mai le esperienze linguistiche che ho avuto vivendo lá. Semmai mi ha aiutato a capire meglio le sfumature, la differenza tra cittá, regione, e nazione italiana.

Per me questo concetto di un italiano puro e corretto è una noia. Se io avessi voluto imparare una lingua cosí sterile e non colorata dalla gente che lo parla, avrei studiato l'esperanto! Qua in California, quasi tutti gli stranieri che incontro vogliono imparare lo slang Californiano (ovvero il surfspeak) ed io glielo insegno volentieri perché per capire il luogo devono assorbire non solo la lingua ma anche la cultura. Non mi preoccupo del fatto che, parlando con me, non imparano "lo standard." Se vogliono imparare lo standard, basta che si iscrivono in un corso d'inglese.

Uno delle cose piú belle dell'italiano sono i regionalismi e caratteristici particolari contribuiti da ogni campanello. Ovviamente è importante conoscere e parlare la lingua standard in certe situazioni, ma per favore non sterilizziamo la lingua piú bella del mondo.

Adesso vi lascio a continuare la vostra litigata.

Nate

p.s. Vi prego di colpirmi con slang e dialetto quanto possibile. Se non lo capisco ve lo dico.
Una delle cose piú belle dell'italiano sono i regionalismi e caratteristici particolari contribuiti da ogni campanello. Ovviamente è importante conoscere e parlare la lingua standard in certe situazioni, ma per favore non sterilizziamo la lingua piú bella del mondo.


Sono d'accordo Nate in California, hai proprio ragione...il bello di imparare una lingua è anche conoscere le sue varie sfumature, che certamente sono anche legate al luogo in cui si parla la lingua...

In questa discussione mi sa che ci stiamo affannando un pò troppo, chi più chi meno, a difendere i nostri dialetti, perchè questo si avvicina di più all'italiano standard, perche quell'altro sicuramente ha accenti più forti, perchè perchè perchè...
E' chiaro che siamo inevitabilmente legati alla città o al paese in cui siamo nati e/o viviamo, ma questo non dev'essere visto come un aspetto negativo: è proprio questo il bello, una miriade di sfacettature che caratterizzano il nostro paese e che lo rendono più vivace e solare...

Il questito inizale era: dove posso imparare l'italiano? Io a questo punto direi ovunque in Italia...sta poi all'intelligenza di ciascuno di noi fare in modo che l'ospite straniero possa capire il più possibile, sforzandosi di parlare correttamente in italiano!
So che prima, scherzando un po', ho detto che studiare nel Veneto è stata una sfida, ma in realtà non cambierei mai le esperienze linguistiche che ho avuto vivendo lá. Semmai mi hanno aiutato a capire meglio le sfumature, la differenza tra cittá, regione, e nazione italiana.

Per me questo concetto di un italiano puro e corretto è una noia. Se io avessi voluto imparare una lingua cosí sterile e non colorata dalla gente che lo parla, avrei studiato l'esperanto! Qua in California, quasi tutti gli stranieri che incontro vogliono imparare lo slang Californiano (ovvero il surfspeak) ed io lo insegno loro volentieri perché per capire il luogo devono assorbire non solo la lingua ma anche la cultura. Non mi preoccupo del fatto che, parlando con me, non imparano "lo standard." Se vogliono imparare lo standard, basta che si iscrivano ad un corso d'inglese.

Uno delle cose piú belle dell'italiano sono i regionalismi e caratteristici particolari contribuiti da ogni campanello. 👁 Confused :confused:

Ovviamente è importante conoscere e parlare la lingua standard in certe situazioni, ma, per favore, non sterilizziamo la lingua piú bella del mondo.

Adesso vi lascio continuare la vostra litigata.

Nate

p.s. Vi prego di colpirmi con slang e dialetto quanto possibile. Se non lo capisco, ve lo dico.
Assolutamente sì, ma ci sono alcuni post in cui pare che romano=coatto che sa parlare solo dialetto con tutti... ovvero, secondo alcune persone se vanno al supermercato o all'università c'è solo gente che dice: "Ahó a bbella, chette sèrve?" oppure "A' signorì, ch'entenzioni c'ha? Vòle studià oppure la devo mannà a casa a carci 'n cxxo?"
E quindi, dato, che mi pare ovvio che la realtà non sia questa, ho cercato di spiegarlo in modo forse troppo accedmico, me ne scuso.
In una conversazione privata, Broca's Area mi faceva ben notare che mentre il romano, il fiorentino o il perugino sono varianti della lingua italiana, il siciliano o il veneto sono proprio due sistemi diversi.
È però indubbio che in alcune città/regioni si parli il dialetto più che in altre. Ho vari conoscenti romani che parlano, orgogliosamente, il dialetto davanti a stranieri che, disperati, avevano solo chiesto di ascoltare qualcosa in italiano....E non si tratta di coatti, ma di gente che ha studi universitari!!👁 Eek! :eek:
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