Scusami francisgranada,
non capisco il tuo ragionamento.
Se ipoteticamente parlando i verbi derivanti da forestierismi avessero la desinenza
-ere, perché sarebbe
*scìere e non
*sciére (sci-ére /ʃʃi'ere/)?
L'accentazione degli infiniti è normalmente sulla
a per
-are, sulla
e per
-ere e sulla
i per
-ire, in modo da mantenere l'accentazione piana.
Che io sappia, è così per tutt'e tre le coniugazioni. Non solo per
-are.
Invece nei verbi coniugati al presente, di solito l'accentazione si sposta sulla sillaba precedente rispetto all'infinito, in modo da mantenere anche il verbo coniugato come parola piana.
Ci sono poi tantissime eccezioni in cui le voci del presente indicativo hanno l'accentazione sdrucciola.
Oppure voci del presente che secondo la grammatica normativa si dovrebbero pronunciare piane, ma nell'uso comune sono pronunciate sdrucciole.
Invece nell'indicativo presente, non è possibile mantenere l'accento sulla medesima sillaba della forma all'infinito, altrimenti avremmo parole tronche.
Mi pare che in italiano non esistano verbi al presente tronchi... mentre invece è tronca è la forma al passato remoto dei verbi regolari nella terza persona singolare.
Come: egli mangiò.
Per sciare: egli sciò.
Ma anche qui non si pronuncia shò /
ʃʃo/ , bensì sci-ò /ʃʃi'o/.
Shò /
ʃʃo/ mi fa pensare all'esclamazione che rivolgiamo ai cani per mandarli via 👁 Big Grin :D
.
Invece non capisco la tua frase:
mantendendo l'accento sulla "i" tematica della parola "sci" anche nell'infinito