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Tecniche di autodifesa descritte da un manuale della marina militare italiana.

Con autodifesa (o difesa personale) si indicano l'insieme delle misure che una persona può adottare per difendersi dai pericoli e dalle minacce alla propria integrità fisica e/o psichica.

Essa può consistere anche nel saper gestire o evitare una disputa (non necessariamente sfociante in aggressione di tipo fisico o verbale) o un combattimento tra individui prima che essi, per svariati motivi, possano giungere a uno scontro. Generalmente, dal punto di vista giuridico, gli ordinamenti moderni prevedono una scriminante collegata all'esercizio della difesa personale - ossia la legittima difesa - ma solo a precise condizioni e presupposti.

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Esercitazione pratica di autodifesa durante una lezione per persone anziane in Virginia (USA)

La difesa personale comprende tecnica, strategia e tattica combinabili tra di loro per la difesa contro aggressioni e/o attacchi, a livello fisico, psicologico e verbale. In tema di autodifesa un concetto molto importante è quello della prevenzione che serve ad evitare situazioni potenzialmente di rischio per la persona. Lo studio e l'allenamento alla difesa personale può anche aver lo scopo di aumentare la fiducia in sé stessi e di far conoscere i vari tipi di pericolo.

L'attività si basa su due concetti essenziali:

  • essere preparati;
  • agire solo per difesa e mai per offesa (nel rispetto delle norme vigenti).

Dal punto di vista fisico, nella difesa personale a differenza che negli sport da combattimento/arti marziali agonistiche:

  • non esistono tecniche proibite;
  • la durata: mentre l'allenamento sportivo prepara l'atleta ad affrontare incontri molto lunghi l'autodifesa prepara ad affrontare scontri che magari possono durare pochi secondi.

Strumenti e mezzi di difesa personale

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Dimostrazione di una difesa Jujutsu contro un attacco col coltello in Germania (1923).

Le attività e gli strumenti rivolti allo svolgimento della difesa personale sono diversi, e possono essere utilizzati sia contro aggressioni di vario tipo. A titolo di esempio, si possono in particolare annoverare:

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Bomboletta di spray al peperoncino per autodifesa.

Per quanto riguarda lo studio delle arti marziali e degli sport da combattimento, esse sono forme competitive che pongono il problema della possibilità di testarne l'efficacia delle tecniche apprese contro avversari non collaborativi. Per quanto riguarda l'impiego di strumenti dissuasivi ed altri dispositivi, il loro acquisto e utilizzo sono eventualmente e diversamente disciplinati secondo la legislazione nei vari Stati del mondo, così come l'ottenimento di porto di armi e, dal punto di vista legale, la disciplina dell'istituto giuridico della legittima difesa.

L'autodifesa femminile

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Addestramento a manovre di autodifesa contro aggressione difesa durante un corso per donne negli USA.

Wendy Rouse nel suo saggio Her Own Hero: The Origins of Women's Self-Defense Movement, sostiene che la pratica della formazione per l'autodifesa delle donne iniziò nei primi anni del XX secolo negli Stati Uniti e nel Regno Unito parallelamente alla crescita del movimento per i diritti delle donne e per il suffragio femminile. Queste prime femministe sensibilizzarono l'opinione pubblica sulle molestie sessuali e la violenza che le donne subiscono per strada, al lavoro e in casa, ponendo in discussione l'idea che gli uomini fossero i "protettori naturali" delle donne, osservando che spesso gli uomini fossero gli autori della violenza contro le donne. Allenandosi nel pugilato e nel jiu-jitsu le donne scoprirono la sensazione di emancipazione fisica e personale. L'interesse per l'autodifesa delle donne crebbe assieme alle nuove ondate del movimento per i diritti delle donne, in particolare con l'ascesa del femminismo della seconda ondata negli anni '60 e '70 e del femminismo della terza ondata negli anni '90.[2] I corsi di Empowerment Self-Defense (ESD), sviluppati all'inizio del secolo XXI si concentrano sull'insegnamento di strategie di autodifesa verbale, psicologica e fisica. Questi corsi esplorano le molteplici cause della violenza di genere, incluse le sue connessioni con il sessismo, il razzismo e il classismo. I loro istruttori motivano le donne all'idea di avere sia il diritto che la capacità di proteggere se stesse[3][4][5][6] A partire dagli anni 1960 sono state sviluppate alcune tecniche specifiche di autodifesa, che vengono insegnate in specifici corsi per donne come il Wen-Do e il Wilding.

Il fenomeno desta tuttavia allarme sociale in molti Stati del mondo; ad esempio negli USA, secondo uno studio del RAINN (Rape, Abuse & Incest National Network), circa l'80% delle vittime minorenni di violenza sono donne e il 90% delle vittime di stupro sono donne adulte; inoltre, le donne aventi età compresa tra 12 e 34 anni sarebbero quelle a maggior rischio di subire aggressioni sessuali.[7]

  1. Come ad esempio la teoria del meccanismo di difesa nella psicoanalisi.
  2. (EN) Her Own Hero, su NYU Press. URL consultato il 18 febbraio 2026.
  3. (EN) Charlene Y. Senn, Misha Eliasziw e Paula C. Barata, Efficacy of a Sexual Assault Resistance Program for University Women, in New England Journal of Medicine, vol.372, n.24, 11 giugno 2015, pp.2326–2335, DOI:10.1056/NEJMsa1411131. URL consultato il 18 febbraio 2026.
  4. (EN) Jocelyn A. Hollander, Does Self-Defense Training Prevent Sexual Violence Against Women?, in Violence Against Women, vol.20, n.3, 2014-03, pp.252–269, DOI:10.1177/1077801214526046. URL consultato il 18 febbraio 2026.
  5. (EN) Martha E. Thompson, Empowering Self-Defense Training, in Violence Against Women, vol.20, n.3, 2014-03, pp.351–359, DOI:10.1177/1077801214526051. URL consultato il 18 febbraio 2026.
  6. (EN) Martha McCaughey e Jill Cermele, Guest Editors’ Introduction, in Violence Against Women, vol.20, n.3, 2014-03, pp.247–251, DOI:10.1177/1077801214526047. URL consultato il 18 febbraio 2026.
  7. (EN) Michael Coursey, Statistics: Victims of Sexual Violence, su RAINN, 16 giugno 2025. URL consultato il 18 febbraio 2026.

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