| Berneg | |
|---|---|
| Stato | 👁 Italia (bandiera) Italia |
| Fondazione | 1951a Bologna |
| Fondata da | Paride Bernardi, Bruno Negroni |
| Chiusura | 1961 |
| Settore | Casa motociclistica |
| Prodotti | motociclette |
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La Berneg (Costruzioni meccaniche Berneg) è stata una casa motociclistica italiana, nata a Bologna nel 1951 e trasferitasi poi a Casalecchio di Reno. Il nome dell'azienda deriva dall'unione delle lettere iniziali dei cognomi dei due fondatori: Paride Bernardi e Bruno Negroni.
Negroni, in precedenza, era stato anche socio della Comet insieme ad Alfonso Drusiani.
Azienda dalla storia breve (solo 10 anni), produsse motociclette dal 1955 al 1961.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Inizialmente l'azienda si dedica alla produzione di parti in metallo (parafanghi, serbatoi, ma anche telai) per altri produttori motociclistici italiani.
Il primo modello di moto Berneg viene presentato alla fiera campionaria di Milano del 1955. Si tratta della Iridea, motocicletta turistica da 158,4cc. È mossa da un motore bicilindrico parallelo 4 tempi frontemarcia, raffreddato ad aria, da 7,8cv che spinge il mezzo a 100km/h. Vengono dichiarati 46km con un litro di benzina, a promessa di grande considerazione nel contenere le spese di gestione degli acquirenti. Progettata del tecnico Corrado Mengoni[1], la ciclista conta su ruote a raggi da 19" e freni a tamburo.
Due anni dopo, al motosalone di Milano, viene presentata la Fario, proposta in versione normale e Gran Turismo: motore bicilindrico parallelo 4 tempi frontemarcia, distribuzione monoalbero a camme in testa (come la Iridea), 4 marce, 175cc, 10,5 CV a 8000 giri, 120 km/h[1]. Le teste sono fuse in lega leggera, telaio mono trave e doppi ammortizzatori posteri. Freni a tamburo e ruote da 19".
Nel 1957 una Fario chiuse al sedicesimo posto il Motogiro d'Italia classe 175 con Rubatto in sella.
Da ricordare anche le versioni aggiornate della Iridea, con una migliore velocità massima a 105km/h e la versione Sport della Fario (nel 1959, con motore da 15 cavalli).
Le moto potevano contare su una bella linea e ottimi consumi, ma l'affidabilità era scarsa. L'avvento delle auto utilitarie a basso costo pose fine ai sogni della Berneg, che cessò l'attività nei primi anni '60.
In totale, furono costruite circa 300 Iridea e circa 500 Fario[1].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 (EN) Berneg Motorcycles, su cybermotorcycle.com.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- AA. VV., 100 anni di moto italiana - Un secolo di storia, tecnica, sport, Foligno, Giorgio Nada editore, 2011.
- Benedetto Fragnelli, Antonio Campigotto e Enrico Ruffini, Moto bolognesi degli anni 1950-1960 (PDF), in Scuola officina, Museo del patrimonio industriale di Bologna, n.1-2, Bologna, 2021.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Storia della Berneg, su cybermotorcycle.com.
