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Una controcultura è una cultura i cui valori e norme comportamentali si contrappongono a quelli della società dominante, talvolta diametralmente opposti alle consuetudini culturali prevalenti, una situazione in cui un gruppo di persone va contro la cultura tradizionale di una particolare comunità.[1] Viene infatti associata ai gruppi che partecipano ai movimenti di protesta, o al concetto di "contestazione".[2] È proprio questa contrapposizione a distinguere la Controcultura dalla Subcultura (in cui un gruppo di persone che condividono i valori della cultura tradizionale hanno allo stesso tempo una propria identità), dalla Cultura Alternativa e dalla Cultura Underground. La Controcultura contiene in se stessa variegatissimi aspetti, dal détournement situazionista al subvertising, dal pacifismo all'ambientalismo, dal femminismo alla rivoluzione sessuale (Alfred Kinsey, Wilhelm Reich e Herbert Marcuse contribuirono a superare i tabù sulla sessualità)[3], alle rivendicazioni delle minoranze etniche, alla rivoluzione psichedelica, alle provocazioni punk, alle ricerche visive delle riviste underground, della cinematografia sperimentale o politica, delle arti visive in toto,[4]
Definizione e caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]John Milton Yinger coniò il termine "controcultura" nel suo articolo del 1960 su "American Sociological Review". Yinger suggerì l'uso del termine controcultura "ovunque il sistema normativo di un gruppo contenga, come elemento primario, un tema di conflitto con i valori della società complessiva, dove le variabili di personalità sono direttamente coinvolte nello sviluppo e nel mantenimento dei valori del gruppo e ovunque le sue norme possano essere comprese solo facendo riferimento alle relazioni del gruppo con una cultura dominante circostante."[5]
Alcuni studiosi hanno attribuito la controcultura a Theodore Roszak, autore di "La nascita di una controcultura". La controcultura divenne evidente nei media durante la rivoluzione sociale che investì le Americhe, l'Europa occidentale, il Giappone, l'Australia e la Nuova Zelanda negli anni '60. Secondo Sheila Whiteley: "gli sviluppi recenti nella teoria sociologica complicano e problematizzano le teorie sviluppate negli anni '60, con la tecnologia digitale, ad esempio, che fornisce uno stimolo per nuove comprensioni della controcultura". Andy Bennett in una analisi critica della controcultura degli anni 60 e 70 scrive che "nonostante gli argomenti teorici che possono essere sollevati contro il valore sociologico della controcultura come termine significativo per categorizzare l'azione sociale. il termine sopravvive come concetto nella teoria sociale e culturale... diventando parte di una memoria ricevuta e mediata". Tuttavia, "ciò coinvolgeva non solo l'utopico ma anche il distopico e mentre i festival come quelli svolti a Monterey e Woodstock potrebbero sembrare abbracciare il primo, le morti di figure iconiche come Brian Jones, Jimi Hendrix, Jim Morrison e Janis Joplin, il caos nichilista ad Altamont e la figura oscura di Charles Manson gettano una luce più cupa sulla sua agenda sottostante".
Un movimento controculturale esprime l'etica e le aspirazioni di una popolazione specifica durante un'era ben definita. Quando le forze di opposizione raggiungono una massa critica, le controculture possono innescare cambiamenti culturali drammatici.
Gli studiosi differiscono nelle caratteristiche e nella specificità che attribuiscono alla "controcultura". La cultura "mainstream" è ovviamente difficile da definire e in qualche modo diventa identificata e compresa attraverso il contrasto con la controcultura. La controcultura potrebbe opporsi alla cultura di massa (o "cultura dei media"), o alla cultura e ai valori della classe media. La controcultura è talvolta concepita in termini di conflitto generazionale e di rifiuto dei valori più vecchi o degli adulti.
La controcultura può essere esplicitamente politica o meno. Coinvolge tipicamente la critica o il rifiuto delle istituzioni attualmente potenti, con la speranza di una vita migliore o di una nuova società. Non guarda favorevolmente alla politica di partito o all'autoritarismo.
Lo sviluppo culturale può anche essere influenzato dalla controcultura. Studiosi come Joanne Martin e Caren Siehl considerano la controcultura e lo sviluppo culturale come "un gioco di equilibrio, [in cui] alcuni valori fondamentali di una controcultura dovrebbero rappresentare una sfida diretta ai valori fondamentali di una cultura dominante". Pertanto, una cultura prevalente e una controcultura dovrebbero coesistere in una simbiosi difficile, mantenendo posizioni opposte su questioni preziose che sono essenzialmente importanti per ciascuna di esse. Secondo questa teoria, una controcultura può contribuire a una serie di funzioni utili per la cultura prevalente, come "articolare le basi tra comportamento appropriato e inappropriato e fornire un rifugio sicuro per lo sviluppo di idee innovative".
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Esempi significativi di prime forme di controculture nel mondo occidentale includono i Livellatori (1645-1650), il movimento artistico Bohème (1850-1910). A Zurigo nel 1916 nasce il movimento Dada: a descriverne il contesto prendendo a prestito le parole del suo fondatore, Tristan Tzara, in una intervista del 1950: “Per comprendere come è nato Dada è necessario immaginarsi, da una parte, lo stato d’animo di un gruppo di giovani in quella specie di prigione che era la Svizzera all’epoca della Prima Guerra Mondiale e, dall’altra, il livello intellettuale dell’arte e della letteratura a quel tempo. Verso il 1916-1917, la guerra sembrava che non dovesse più finire. Di qui il disgusto e la rivolta”. Ritroviamo già in questi presupposti una totale sovrapponibilità con le tesi della Controcultura, Tutte e due le parabole discendenti sono già previste tanto da Dada quanto dalla Controcultura che infatti – così come Dada in precedenza – spettacolarizzerà la propria fine attraverso i medesimi criteri di simbolizzazione teatrale. Basti pensare a Death of the Hippies, l’evento di celebrazione durato tre giorni e conclusosi il 6 ottobre 1967, in cui una bara aperta contenente ornamenti tipici degli hippie viene trasportata da un gruppo di ragazzi per le strade del quartiere di Haight-Ashbury a San Francisco.[6] Seguono o derivano la Beat Generation (1944-1964) e la controcultura globalizzata degli anni '60 (1965-1973). Nel 1956 il designer Gerald Holton, attivista per il disarmo nucleare, crea il simbolo della pace che sarà poi associato allo slogan "Make love not war" (Fate l'amore non fate la guerra).[7] Nel 1960 Ken Kesey (famoso per il romanzo Qualcuno volò sul nido del cuculo) apprende per vie oscure che all’ospedale di Menlo Park (Bay Area, San Francisco) è in atto una sperimentazione segreta, sponsorizzata dalla CIA e chiamata MK-Ultra, in cui si viene pagati 75 dollari a seduta per assumere sotto controllo le più diverse sostanze psicoattive (LSD, psilocibina, mescalina, cocaina, DMT). Kesey si fa assumere come inserviente in un vicino ospedale psichiatrico (dove la notte ha accesso al deposito delle medicine) e lì inizia la scrittura del libro che esce nel 1962. Con i diritti d’autore Ken acquista un ranch a La Honda (San Francisco sud) che diviene una cellula della controcultura. Un ospite prezioso è Neal Cassady (alias Dean Moriarty, ossia il coprotagonista di On the Road di Jack Kerouac). Lasciata La Honda, si trasferisce a New York con la sua compagnia, compra un vecchio Bus Harvester, lo restaura, lo dipinge al modo psichedelico (mandala, arcobaleni, fulmini).In una ghiacciaia riposa una scorta di succo d’arancia tagliato con LSD che viene donato a chi lo chiede. Lo scrittore Tom Wolfe fa parte della combriccola e scriverà sul tema un libro, The Electric Kool-Aia Acid Test. Al volante sta Cassady, la banda si nomina “Merry Pranksters” (Allegri Burloni), la pratica della distribuzione di LSD si chiama Acid Test.[8] Verso la fine degli anni '60, gli Hippies, seguiti ai Beat dell'On The Road, divennero il gruppo controculturale più grande e visibile negli Stati Uniti, partendo dai Campus, da luoghi di ritrovo di artisti e intellettuali come a New York il Peace Eye Bookstore di Ed Sanders (fondatore dei The Fugs), frequentato da Andy Wharol che vi realizzò il primo fiore da cui seguirono i "figli dei fiori",[9][10] e dal quartiere Ashbury di San Francisco, che già dal 1945 era diventato luogo popolato da artisti, e dal 1965 anche punto di riferimento degli assuntori di psichedelici, attorno al negozio Psichedelic Shop. Il movimento Hippy ebbe la sua esplosione nella Summer of Love del 1967.[11][12] Altre diramazioni del fenomeno beat originario furono poi gli indiani metropolitani e il punk.[13] Nel 1964 Timothy Leary, Ralph Metzner e Richard Alpert pubblicano L'esperienza psichedelica, diffuso nei campus di Berkeley e Harvard da cui Leary sarà per questo allontanato dall'insegnamento, avendo promosso un progetto di rivoluzione culturale che prevedeva la somministrazione di massa dell’LSD per spingere verso un cambiamento radicale della società. La nuova generazione psichedelica derivata da queste esperienze porterà ai grandi raduni dei Festival come lo Human Be-In del gennaio 1967, il Monterey Pop Festival con le sue 200.000 persone, e la storica Woodstock. Nel 1966, cessata la produzione di LSD da parte di Sandoz, l’azienda stessa consegnò tutte le scorte della molecola al Governo Americano e così facendo decretò la fine delle oltre 70 sperimentazioni terapeutiche in corso. La FDA sigillò il provvedimento con una lettera agli sperimentatori in cui intimava loro di fermare le ricerche. Un intervento al Congresso del senatore Robert Kennedy, in difesa dell’uso terapeutico degli psichedelici con i quali era stata brillantemente curata la depressione della moglie Ethel, cadde nel vuoto.[14] Dalle rivolte delle Università statunitensi sorgono in tutto il mondo i Movimenti Studenteschi. Alle esperienze psichedeliche si aggiunge la nuova forma sociale delle Comuni agricole o urbane. La lotte contro il militarismo e la Guerra del Vietnam (moltissimi giovani statunitensi figgivano verso Canada e Messico per disertare la chiamata alle armi, e anche il pugile Muhammad Ali si era fatto obiettore)[12] e contro il razzismo (Martin Luther King da una parte e le Pantere Nere di Malcom X dall'altra) sono altri elementi distintivi della cultura Hippy.[15] Il tutto viene racchiuso nello slogan "Sex, drugs and rock'n'roll".[16] Apice politico e rivoluzionario fu poi il maggio francese, momento di massimo scrontro, anche di piazza, tra controcultura e cultura dominante, nel 1968.[2] Negli anni '90 un nuovo capitolo della controcultura globale è favorito dal filosofo Hakim Bey con la teorizzazione delle T.A.Z. (Zone Temporaneamente Autonome), formula riconosciuta come affine dalle occupazioni universitarie e dagli organizzatori dei rave. Bey viene anche considerato, oltre che un riferimento ineludibile del cyberpunk, il padre ideologico degli hackers.[17][18][19]
In Italia lo scoppio del fenomeno giovanile controculturale fu l'esperienza di Barbonia City a Milano nel 1967 (attorno al giornale Mondo Beat di Melchiorre Gerbino), sgomberata con violenza dalle forze dell'ordine (79 arresti, 200 fogli di via, 500 litri di DDT impiegati per "disinfestare l'area") con enorme rilievo sul Corriere della Sera (che definì il ritrovo beat un "inverecondo bivacco"), e conseguente espansione del numero di giovani che fuggivano da casa e convenzioni per aderire al modello di vita della controcultura. Del 1968, anno di nascita del Movimento Studentesco di Mario Capanna, è la prima occupazione a uso socio-culturale-politico di stabili abbandonati: l'ex Hotel Commercio di Piazza Fontana a Milano, che diventa Casa dello Studente e del Lavoratore, a cui seguiranno le occupazioni e gli happenings dei Circoli del Proletariato Giovanile, che iniziano anche le contestazioni alla Prima della Scala e le autoriduzioni del prezzo di ingresso a cinema, teatri e concerti. Un altro aspetto che la controcultura identifica come strumento di controllo e repressione da parte del sistema dominante è la pischiatria, con la nascita negli anni '70 delle lotte antipsichiatriche, poi giunte allo straordinario risultato della Legge Basaglia.[20] Nel 1973 la rivista Re Nudo organizza il convegno Oltre l'Underground allo scopo di passare da una fase di dispersione minoritaria dei movimenti a una vera e propria forza controculturale di direzione comunista, provocando la scissione dell'ala neo-situazionista di Gianni Emilio Simonetti e Guido Vivi che nel 1971 pubblicano l'iconico volume (giudicato da un magistrato “espressione di un atteggiamento sovversivo, inconcepibile e imperdonabile” e per questo stampato in Francia) ...Ma l'amor mio non muore per la Arcana Edizioni di Fernanda Pivano e Raimondo Biffi, casa editrice che porta in Italia il beat e la controcultura letteraria statunitense, stampa i saggi dei pensatori italiani più radicali, e produce volumi sulla storia e critica del rock e del pop, divenendo riferimento per l'ambiente hippy e alternativo.[21] Nel 1974 nascono da questo variegato panorama le Feste del Proletariato Giovanile al Parco Lambro, documentate anche cinematograficamente nel 1976 da Alberto Grifi in Festival del proletariato giovanile al Parco Lambro[22] (con la presenza degli Area di Demetrio Stratos, della Pfm, dei Napoli Centrale, e di Lucio Dalla, Giorgio Gaber, Francesco De Gregori, Pino Daniele, Angelo Branduardi, Alberto Camerini e molti altri), dopo che dal 1971 si erano tenuti in Lombardia vari festival pop sotto l'egida di Re Nudo, con la partecipazione di artisti come Pino Masi, Claudio Rocchi, i Garybaldi di Bambi Fossati, Eugenio Finardi, Donatella Bardi, Franco Battiato. Nel 1976 il Festival del Parco Lambro diventò teatro dell'esplosione delle contraddizioni interne al movimento giovanile, con scontri sia all'interno dei giovani stessi e sia nei confronti della polizia. Intanto Mauro Rostagno fonda Macondo, locale alternativo, sede di laboratori creativi, e anche casa editrice d'Arte. Nel 1975-76, come reazione al monopolio dell'etere dello Stato Italiano, che proibiva stazioni radio di libera espressione, come anche le pubblicazioni non sottoposte a preventiva approvazione dei Tribunali (divieto vigente ancora oggi), nasce il fenomeno delle Radio Libere, che saranno uno dei principali motori della controcultura, già nel fatto stesso di essere illegali. In realtà il primo a violare la legge sull'emittenza era stato Danilo Dolci, che nel 1970 trasmise illegalmente 26 ore di denunzie al sistema circa l'assistenza mancata ai terremotati del Belice.[23][24] Nel 1977 giunge in Italia il Punk.[25][26] In particolare in Italia il punk assume una posizione politicizzata saldandosi con l'anarchismo (creando il cosiddetto punx e il punk-hardcore) sino all'occupazione del Virus di Milano nel 1982 che diventerà la "sede" fisica del punk-core italiano. L’influenza britannica portò anche l’idea del Do It Yourself (DIY), per cui i gruppi musicali rifiutavano qualsiasi legame con il mercato musicale e tendevano a produrre e distribuire i dischi in totale autonomia, ponendo anche dei limiti di prezzo al disco stesso (spesso veniva stampata la frase “Non pagare più di lire….” e il prezzo): il risultato fu la nascita della Virus Diffusioni che produceva, promuoveva e distribuiva dischi e prodotti editoriali della scena punk italiana. Nascono così , insieme alle autoproduzioni, le autodistribuzioni, come Attack, TVOR on vinyl, Belfagor, Blu Bus, e molte altre che contribuirono alla produzione di numerosi gruppi musicali, mentre in ogni realtà locale si producono punkzine. Nel 1984 l'Amministrazione provinciale milanese commissiona al CSERDE (Centro Studi e Ricerche sulla Devianza e l’Emarginazione) un’indagine sociologica con lo scopo di conoscere, capire e “classificare” i nuovi fenomeni giovanili Il giorno della conferenza stampa, un gruppo di giovani punk decisero di tagliarsi il petto con delle lamette distribuendo un volantino che iniziava con la frase: «Questo è il mio sangue: analizzatelo! Forse scoprirete quali sono i miei veri bisogni». In seguito, in occasione della tavola rotonda, i punk organizzarono l’occupazione del teatro di Porta Romana, esibendo anche lo striscione “CSERDE – Come Sappiamo Essere Rivoluzionari Distruggendo Esperienza” e proponendo un dibattito autogestito. Parte anche il progetto “Punkaminazione”, piattaforma attorno alla quale si organizzò la rete punk italiana, con informazioni su concerti, manifestazioni e spazio per interventi politici (da cui, per esempio, la manifestazione dei punx italiani a Comiso per contestare la base missilistica americana).[27].Altri momenti di controcultura sono stati i campeggi antinucleari del 1983-1984, il movimento degli studenti delle scuole superiori tra 1985 e 1986, e i primi centri sociali di fine anni Ottanta (Forte Prenestino a Roma nel 1986, El Paso a Torino nel 1989), il Movimento della Pantera del 1990 e quello studentesco del 1995-96 contro le riforme Ruberti e Berlinguer, il Movimento No Global del 2000..[28]
Letteratura
[modifica | modifica wikitesto]La controcultura degli anni '60 e dei primi anni '70 ha generato la propria forma di letteratura, inclusi fumetti e cartoni, talvolta definiti come stampa underground. Negli Stati Uniti, ciò include il lavoro di Robert Crumb e Gilbert Shelton e comprende Fritz il gatto; il disegno della copertina dell'album Cheap Trills; e in diversi paesi contributi a International Times, The Village Voice e Oz magazine. Verso la fine degli anni '60 e i primi anni '70, questi fumetti e riviste erano disponibili per l'acquisto nei negozi specializzati insieme a oggetti come perline, incenso, carta da sigaretta, abbigliamento tinto, poster Day-Glo, libri, ecc. Verso la fine degli anni '60 e i primi anni '70, alcuni di questi negozi che vendevano articoli hippie divennero anche caffè dove gli hippie potevano passare il tempo, chiacchierare, fumare cannabis, leggere libri, ecc., come ad esempio Gandalf's Garden in King's Road, Londra, che pubblicava anche una rivista omonima. Un altro negozio di libri hippie/anarchico simile era Mushroom Books, nascosto nella zona di Lace Market a Nottingham.
Nel 1956 Allen Ginsberg pubblica il poema Howl (Urlo). considerato scandaloso e poco dopo messo al bando per oscenità, creando dissenso tra i difensori del Primo Emendamento, sino a che il giudice Clayton W. Horn. dichiarò che il poema possedeva un aspetto di importanza sociale. Nel 1957 segue la pubblicazione di On The Road di Jack Kerouac, cui segue l'esplosione del fenomeno Beat.[29] Nel 1959 esce lo sconvolgente romanzo di cut-up di William S. Borroughs The Naked Lunch. Nel 1968, con l'uscita di A scuola dallo stregone, esplode la diffusione dei libri antropologici di Carlos Castaneda, che divenendo un best-seller negli ambienti della controcultura[30] integreranno nella cultura psichedelica una direzione etnico-sciamanica opposta al freddo pragmatismo sistemico e al dogmatico scientismo iperdeterministico della cultura occidentale. Tom Robbins, autore della controcultura degli anni ’70, è stato inserito dalla rivista Writer’s Digest tra i 100 migliori scrittori del XX secolo nel 2000. Autore di oltre undici bestseller, tra cui i classici Another Roadside Attraction (1971), Even Cowgirls Get the Blues (adattato nel 1993 in un film diretto da Gus Van Sant, con Uma Thurman e Keanu Reeves, e narrato dallo stesso Robbins) e Jitterbug Perfume. Il 16 luglio 1963, in quella che descrisse come “la giornata più gratificante della mia vita”, prese LSD per la prima volta. Questa esperienza con gli psichedelici, raccontò, lo spinse a licenziarsi dal Seattle Times. Robbins trasformò lo spirito ottimista degli hippy anni ’60 in storie bizzarre e giocose.[31] Aldous Huxley, con “The Doors of Perception”, esplorò le possibilità filosofiche offerte dagli stati alterati di coscienza. Lo storico delle religioni rumeno Mircea Eliade, al tempo docente nei campus statunitensi, intervistato sull'uso di psicotropi allucinogeni da parte della popolazione giovanile, pur dalle sue posizioni "di destra" dichiarerà che gli studenti stavano recuperando i riti iniziatici perduti della cultura umana originaria e reintroducendo il concetto di "cibo per la mente" necessario quanto il cibo per il corpo, ma cancellato culturalmente dai proibizionismi ideologici della cultura dominante.[32]
In Italia la Controcultura viene sviluppata a partire dai tardi anni '60 attraverso fanzines e riviste indipendenti, fumetto underground, satira. Già nel 1959 l'editore Cino Del Duca aveva pubblicato il Manifesto degli Arrabbiati, panorama dei giovani americani che rifiutavano di adeguarsi a intruppamenti e conformismi. Nel 1967 l'editrice Sugar porta in Italia l'opera di William Borroughs, in contemporanea all'uscita della canzone Proposta (Mettete dei fiori nei vostri cannoni) interpretata al Festival di Sanremo da I Giganti. Guanda pubblica invece in italiano l'opera di Marcuse.[33] Mondo Beat di Melchiorre Gerbino, Urlo Beat e Pianeta Fresco di Fernanda Pivano fanno sorgere i fenomeni dei "capelloni" e delle "fughe da casa", oltre a proporre il concetto dell'happening permanente.[34]. Un altro dei principali iniziatori delle pubblicazioni controculturali fu Matteo Guarnaccia a partire dal suo Insekten Sekte (1969), antesignano dell'esperienza di Skizzo (1975), subito seguito dal Puzz di Max Capa, dalla rivista Re Nudo di Andrea Valcarenghi (1970), sino poi a Cannibale (Pazienza, Liberatore, Mattioli, Tamburini). Iniziano anche a circolare le pubblicazioni dell'area artistico-politica dell'Internazionale Situazionista nata nel 1966, in particolare la rivista S, (1967). Nel 1969 inizia le pubblicazioni anche il giornale Potere Operaio, espressione dell'omonima formazione politica extraparlamentare, seguito poi da molti fogli analoghi, voci dei vari gruppi, tra cui Rosso "Giornale dentro il Movimento". Negli anni '70 esplode il fenomeno della edizioni pirata, fuori dal circuito di controllo delle leggi sulla stampa. Marcello Baraghini interpreta a suo modo il fenomeno creando le edizioni Stampa Alternativa.[35] Nel 1971 e sino al 1977 viene edito L'erba voglio di Elvio Fachinelli e Lea Melandri, sull'onda del grande successo dell'omonimo libro edito da Einaudi. Nel 1971 a Milano nasce la Libreria Calusca di Primo Moroni, centro di editoria controculturale. Nel 1976 Angelo Quattrocchi porta invece le tematiche della rivoluzione sessuale sulle pagine di Fallo! delle Edizioni Ottaviano. Parallelamente nascono A/Traverso, quaderno dell'omonimo collettivo, che poi pubblica anche Zut, "foglio di agitazione dadaista contro la reazione culturale per la liberazione della rabbiosa espressione creativa dei marginalizzati", e Ombre Rosse dell'editore Savelli Savelli pubblica anche molti dei testi fondanti l'ala marxista del movimento controculturale giovanile, in particolare i libri Porci con le ali, La strage di Stato e In caso di golpe.[36] Si giunge così al Movimento del 77, che produce innumerevoli periodici di breve durata, tra cui Finalmente il cielo è caduto sulla terra (Bologna), Schizzo (Torino), Controinformazione (Milano). Con gli anni '80 arriva il fenomeno della Primo Carnera Editore con Il Male e Frigidaire (Sparagna con la ex scuderia di Cannibale). Nel 1988 nasce la Shake Edizioni Underground che con la rivista Decoder diventa riferimento del cyberpunk, anche alla luce di William Burroghs e del suo La Rivoluzione Elettronica.[37] Nello stesso anno Primo Moroni e Nanni Balestrini pubblicano con SugarCo il voluminoso LOrda d'Oro, sorta di enciclopedia dei movimenti e delle produzioni dell'ondata rivoluzionaria del ventennio precedente.[38][39] Negli anni 90 permane il fenomeno delle fanzines e delle pubblicazioni indipendenti aleatorie ma insistenti, soprattutto in ambiti universitari o politici, tra quelli che erano sin lì stati definiti "extraparlamentari", in alcuni casi anche con periodici stabili per varie annate (tra i quali Tuttosquat di Torino e Senzapatria di Bologna), e si iniziano a pubblicare libri antologici o di nuova critica al sistema (per esempio la AAA Edizioni di Falso è vero: plagi, cloni, campionamenti e simili, 1998, o le Edizioni dell'Arengario con Vent'anni di controcultura, dalla Beat Generation al Movimento del '77 (2000).[33].
Arti visive e concettuali
[modifica | modifica wikitesto]Alcuni generi tendono a sfidare le società con il loro contenuto che è inteso a mettere in discussione apertamente le norme all'interno delle culture e persino a creare cambiamenti solitamente verso un modo di pensiero più moderno. Molto spesso, le fonti di queste controversie possono essere trovate nell'arte, come nel caso di Marcel Duchamp, la cui opera Fontana era destinata a essere "un attacco calcolato alle convenzioni più basilari dell'arte" nel 1917. Negli anni '50 italiani, Enrico Baj incontra il situazionista Asger Jorn e inizia un percorso stilistico che giunge poi ai Generali e alle Parate militari interpretati in taglio antimilitarista, e poi alla enorme composizione de I Funerali dell'Anarchico Pinelli del 1972.[40] Il collage, ovvero la tecnica artistica democratica per definizione, utilizzata da Dada nella primitiva forma dei détournement di artisti quali Hannah Höch, Kurt Schwitters e Raoul Hausmann, viene sostanzialmente ripreso solo pochi decenni dopo dalla grafica psichedelica di artisti come l’inglese Martin Sharp o il Peter Blake di Sgt.Peppers Lonely Art Club Band.[6] Sempre nell'arte visiva psichedelica vanno citati: Victor Moscoso[41], uno dei maestri del poster psichedelico con combinazioni di lettering curvilineo, colori fluorescenti e immagini oniriche che divennero simbolo della scena musicale di San Francisco; e Wes WIlson[42], considerato l’inventore del caratteristico stile di lettering psichedelico, dove le lettere sembrano fluire e trasformarsi che realizzò poster iconici per band come i Grateful Dead, Doors, Jefferson Airplane, Van Morrison, Byrds.[43] Il Movimento del Settantasette viene immortalato in innumerevoli fotografie b/n di Tano D'Amico, poi anche raccolte in vari contesti editoriali, tra cui soprattutto il volume È il '77, edito da I Libri del No nel 1978. L'arte visiva punk, con la sua natura iconoclasta,i graffiti ribelli e i manifesti dallo stile grezzo e diretto e le immagini spesso estremamente provocatorie è emblematica movimento che va ben oltre la musica con il suo messaggio di rottura e anticonformismo.[44] Artisti controversi come Banksy basano gran parte delle loro opere sui media e sulla cultura dominante per presentare opere che di solito scuotono gli spettatori spingendoli a riflettere in modo più dettagliato sulla loro opera e sui temi che vi sono dietro. Un ottimo esempio si trova in Dismaland, il progetto più grande di "anarchismo" mai organizzato ed esposto, che mostra diverse opere come una "carrozza di zucca trainata da cavalli dell'iconica principessa Disney, che sembra rievocare la morte della principessa Diana".
Cinematografia
[modifica | modifica wikitesto]Con la fine della anni '60 nella cinematografia nascono i film indipendenti e autoprodotti. Scrive Fabio Gel Greco: "L'atto di fare cinema con mezzi propri, rifiutando le convenzioni linguistiche e produttive del potere, è in sé un gesto di ribellione. Questo cinema non solo parla di dissenso, ma è dissenso, sfidando l’ortodossia ideologica e smascherando quella che può essere definita la “menzogna di Stato” o la semplificazione storica imposta. Il rifiuto delle strutture narrative tradizionali non è solo una scelta stilistica, ma una dichiarazione politica contro la standardizzazione culturale". A questo nuovo cinema ultra-indipendente si affiancano produzioni più convenzionali nei finanziamenti, ma non nei soggetti e nelle argomentazioni, che anzi radicalizzano le tematiche quanto la cinematografia più underground. Nel 1965 Marco Bellocchio nel suo I pugni in tasca affronta in maniera cruda la violenza giovanile. Del 1966 è Chappaqua (Nastro d'Argento a Venezia nello stesso anno), di Conrad Rooks, ideato con WIlliam Burroughs, Allen Ginsberg, Peter Orlovsky, Ed Sanders, sull'allucinato (e non risolutorio) ricovero in una clinica per disintossicazioni di un ragazzo rimasto in "trip" dopo un abuso di cubetti di zucchero all'LSD durante un concerto.[45] Nel 1968 Carmelo Bene gira Nostra Signora Dei Turchi con un linguaggio che spezza la tradizione filmica sin lì conosciuta. e contenuti decisamente anti-istituzionali (laicamente e religiosamente). Nello stesso anno in Sudamerica la situazione politica è decisamente autoritaria, e in Argentina esce il film-denuncia La Hora de los Hornos, di Fernando Solanas e Octavio Getino, mentre nel 1969 in Bolivia il film Blood of the Condor di Jorge Sanjinés denuncia la sterilizzazione forzata delle indigene da parte di una organizzazione statunitenze. Il 1969 è l'anno di Easy Rider di Dennis Hopper, con la colonna sonora contenente il brano-manifesto Born to be Wild. Nel 1972 esce Pink Flamingos di John Waters, esplorazione e celebrazione di tabù estremi, che fa del disgusto un vero atto di liberazione estetica.Viene associato alla controcultura il film Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman (1972).[2] Nel 1975 nasce il caso di Salò, o Le 120 Giornate di Sodoma, di Pier Paolo Pasolini: la ribellione, in questo caso estremo, non risiede nella speranza, ma nel portare alla luce la brutalità nascosta della società consumistica attraverso l’oltraggio, sfidando lo spettatore con l’orrore morale. Nel 1977 esce Eraserhead di David Linch. Nel 1978 Jubilee di Derek Jarman trasporta la Regina Elisabetta I nella Londra post-apocalittica e anarchica degli anni ’70, un paesaggio distopico popolato da bande punk. Nel 1984 Jim Jarmush fa uscire Stranger than Paradise, sorta di On The Road esistenziale in cui la resistenza dei protagonisti è nel rifiuto totale di partecipare al Sogno Americano, preferendo l’apatia come forma di dissenso. Il 1989 è l'anno di DoThe Right Thing di Spike Lee, sulla violenza urbana come risposta alla violenza poliziesca.[46]
Musica
[modifica | modifica wikitesto]La controcultura è molto evidente nella musica, in particolare sulla base della separazione dei generi in quelli considerati accettabili e conformi allo status quo e quelli che non lo sono. Poiché molti gruppi minoritari sono già considerati controcultura, la musica che creano e producono può riflettere le loro realtà sociopolitiche e la loro cultura musicale può essere adottata come espressione sociale della loro controcultura. La canzone popolare rivoluzionaria o di protesta ha origini antiche. Per l'Italia possiamo partire dall'800, con i canti antecendenti il 1870 e l'Unità, come A Torino Piazza San Carlo (1821, in risposta alla feroce repressione dei moti popolari a opera del re Carlo Felice), A tocchi a tocchi, Al 24 ma di settembre (1868, contro la pubblica esecuzione dei garibaldini Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti, ricordati poi anche nel film di Luigi Magni In Nome del Papa Re). Nel 1898 dopo le cannonate di Bava Beccaris si canta Il feroce monarchico Bava,[47] Vi sono i canti anarchici su testi di Pietro Gori (su tutti Addio Lugano Bella) e i canti socialisti e comunisti (L'internazionale, Bella Ciao).[48] Con il Novecento, negli anni '60 il movimento giovanile espressione della controcultura fonda se stesso sul rock psichedelico (Jefferson Airplanes, Grateful Dead, Jimi Hendrix, Janis Joplin. Doors e molti altri).[2] La musica psichedelica degli anni ’60 e ’70 ha avuto un’influenza profonda e duratura su numerosi generi musicali: la sperimentazione sonora e l’uso di tecniche innovative, come i riverberi, i loop e gli effetti elettronici, hanno aperto nuove strade creative. Il Rock Progressivo evolve il sound psichedelico arricchendolo con elementi orchestrali e arrangiamenti complessi. Jimi Endrix porta la chtarra a evoluzioni visionarie e potentemente espressionistiche,[43] I musicisti facevano cosa unica della produzione musicale e del messaggio pacifista o rivoluzionario, come nel caso eclatante della coppia John Lennon e Yoko Ono con il loro Bed-In contro la guerra del 1969 e la canzone Give Peace a chanche.[12] In Italia nasce la canzone di protesta (Paolo Pietrangeli, Ivan Della Mea, Giovanna Marini e molti altri tra gli interpreti e autori).[49] Gli anni '70 sono poi segnati dai due musical rock Jesus Christ Superstar e Hair, dando forma alla filosofia hiippy sia in chiave "mistica", scardinando la distinzione rigida di ciò che è sacro e ciò che è profano[50], che in chiave politica con la condanna al militarismo e la proposta del libero amore. Nel film Hair per la prima volta gli attori di colore vengono parificati a quelli bianchi nel ricevere ruoli da padrone o da servo.[51][52] Nel 1971 esce The Revolution Will Not Be Televised di Gil Scott-Heron. Nel 1977 i Sex Pistols con God Save the Queen si impossessano dell'inno nazionale britannico, deturpando il volto della regina Elisabetta II sulla copertina del singolo[53]. Bob Marley compone Get Up Stand Up[54] e I shot the sheriff, divenendo figura messianica per i Rastafariani.Nel 1979 i Pink Floyd pubblicano Another Brick in The Wall, e il noto film legato all'album, dove i bambini vengono immessi in un tritacarne dal Sistema. In Italia negli anni '70 prosegue la canzone di protesta e la canzone politica viene quasi "Imposta" agli autori dal fermento giovanile. Si cantano Borghesia, La Ballata del Pinelli, Il Galeone, e arrivano gli Inti Illimani con i loro inni guevaristi.[55] Nel 1972 esordisce il cantautore Claudio Lolli, i cui album diventeranno manifesti del movimento giovanile per il suo linguaggio musicale, volutamente scarno, antiretorico e antiaccademico, che si fa emblema del disagio esistenziale e collettivo, in particolare con Ho visto anche degli zingari felici del 1976, per poi trasportare sino al nuovo millennio il suo messaggio con l'album Dalla parte del torto del 2000.[56] Dopo un decennio di produzioni musicali sempre più patinate e funzionali al sistema, nel 1991 il rock torna a essere fenomeno di stimolazione controculturale con la nascita del grunge, l'uscita dell'album Nevermind dei Nirvana di Kurt Cobain, poi morto suicida. I suoi capelli spettinati, i jeans logori, in un'era di glamour, unito alle tematiche spiccatamente anarchiche e nichiliste dei suoi testi, diventa un simbolo di resistenza alla cultura di massa per i giovani che da essa si sentivano, o volevano essere, emarginati, e che si manifesteranno nelle rivolte di Seattle. Il singolo Smells like tenn spirit diventa l'inno di una generazione stanca della superficialità. Il contesto socio-politico e quello puramente musicale tornano a essere un tutt'uno come nella stagione della controcultura giovanile degli anni 60 e 70. Per reagire alla possibile assimilazione nel mainstream, il secondo album dei Nirvana, In Utero, 1993, inasprisce le sonorità per distanziarsi dal "gusto" di Mtv, e segnalare ai fans la volontà di ribadire estraneità e contrarietà al meccanismo dominante, il rifiuto dell’artificio e il ritorno alla verità nel senso più nietzschiano del termine, il grido contro il sistema che non è un comizio da un palco, è il grido dal basso di uno dei tanti coetanei refrattari alle masse, di chi sta lottando per non perdere del tutto la fiducia in se stesso e nel genere umano.[57][58][59][60] In Italia gli anni '80 e '90 forniscono vari riferimenti musicali di controcultura, specialmente nei Csoa e con le etichette indipendenti a essi associate, con la nascita e lo sviluppo di band e progetti quali i CCCP, gli Ustmamo, le Officine Schwartz, i CCC CNC NCN, MGZ e Le Signore, la scena hardcore punk,[61][62] Nel 1992 i Rage Against the Machine in Killing in the Name si scagliano contro il razzismo della polizia (“Alcuni di quelli che lavorano nelle forze dell’ordine sono gli stessi che bruciano le croci”), prima di arrivare al coro “Fuck you, I won’t do what you tell me”. Nel 1998, mentre i Governi del mondo occidentale iniziano a inasprire le misure anti-immigrazione, l'ex leader dei Mano Negra (band internazionale con base in Francia, punta del fenomeno delle innumerevoli band indies degli anni '90) Manu Chao incide il brano Clandestino, divenuto inno dei migranti, degli immigrati irregolari, di ogni categoria di emarginati e degli oppositori allo stile di vita dominante /definito nel testo quello "della Grande Babilonia").[63][64][65] Successivamente arrivano il rap e poi l'hip-hop degli esordi: Chuck D dei Public Enemy (che nel 1989 incidono Fight The Power) definì l’hip hop "la CNN dei neri" e dichiarò “La maggior parte dei miei eroi non è immortalata sui francobolli. Potere al popolo, senza indugio”.[53] Nel 2004 i Green Day pubblicano American Idiot contro l'amministrazione Bush e le guerre globali a meno statunitense del secondo millennio.
Teatro
[modifica | modifica wikitesto]Il Teatro è stato da sempre, almeno in alcuni suoi aspetti, luogo di controcultura, se si pensa ad Aristofane e alle sue satire. Per quel che riguarda i tempi recenti, alla fine degli anni '40 Julian Beck e Judith Malina fondano il primo teatro di avanguardia controculturale, il Living Theatre.[66] Negli stessi anni, una delle prime occupazioni abusive in Italia fu attuata nel 1947 alla fondazione del Piccolo Teatro di Milano: Giorgio Strehler e Paolo Grassi si ritrovarono davanti alla porta sprangata del vecchio cinema Broletto, i cui camerini erano stati usati come celle di detenzione e mostravano ancora tracce di sangue sulle pareti, e Paolo Grassi sfonda l'ingresso per farne il primo Teatro Stabile italiano. Dagli anni '60 in poi, tematiche e linguaggi di autori e attori come Carmelo Bene, Leo de Berardinis, Giuliano Scabia, Giorgio Gaber con il suo teatro-canzone, Dario Fo e Franca Rame nella - anche in questo caso occupata abusivamente - Palazzina Liberty di Milano con il Collettivo teatrale "La Comune", sono espressione e ispirazione della controcultura italiana. In anni recenti il Teatro Valle di Roma, per essere salvato da speculazioni commerciali, è stato dal 2011 al 2014 luogo di ulteriore occupazione e incontro tra i maggiori artisti del settore, ospitando iniziative e performances 24 ore su 24 per quasi quattro anni.[67]
Assimilazione
[modifica | modifica wikitesto]Per una mera questiorne statistica è certo che, nella massa di persone e militanti che hanno compiuto l'intera esistenza in coerenza con la controcultura, alcuni degli artisti e militanti che ne fecero parte siano stati assimilati nella cultura dominante, Alcuni di essi senza abiurare i principi che essi stessi promulgarono non sono più una fonte di panico morale poiché non affrontano più argomenti palesemente controversi né sfidano pilastri della cultura attuale, altri hanno invece scelto di ingrossare le file del sistema che combatterono in gioventù.[68] Emblematico è il caso di Jerry Rubin, dapprima leader del Movimento negli anni '60 con la creazione del gruppo degli irriverentissimi Yippies, poi negli anni '80 divenuto icona Yuppie e grande investitore della Apple (d'altra parte fu lui stesso, quando ancora anticapitalista, a coniare il celeberrimo motto "Mai fidarsi di chi ha più di trent'anni"). Simile il caso italiano dell'editore Giulio Savelli, che dopo avere per un decennio prodotto la parte più consistente dei libri "controculturali" dagli anni 80 prende posizioni cristiano-liberali sino a essere eletto con Forza Italia nel 1996, per poi trasmigrare nell'UDR e nel CCD.[36] Vi sono d'altra parte anche esempi opposti: il cantautore Claudio Lolli inizia con la "mainstream" EMI, ma nel 1977, per l'album Disoccupate le strade dai sogni, sceglie di abbandonare l'etichetta per passare alla indipendente Ultima Spiaggia.[56] Anche se la musica può essere considerata controcultura, potrebbe godere effettivamente di molta popolarità, come si può notare dall'etichettatura dell'hip hop come genere di controcultura, nonostante sia uno dei generi di maggior successo commerciale e di alta classifica. Un caso molto singolare riguarda il musical Jesus Christ Superstar, denunciato di blasfemia dalla critica cattolica, ma poi risultato agli occhi dell'allora Pontefice Paolo VI un possibile veicolo della figura di Cristo per le giovani generazioni.[69]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Massimo Pietrasanta, Un'esperienza di gruppo di psicodramma all'interno di una comunità riabilitativa psichiatrica: la storia di Miriam, in GRUPPI, n.1, 2015-08, pp.41–51, DOI:10.3280/gru2015-001004. URL consultato il 4 dicembre 2025.
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- ↑ Skatèna, E’ morto Hakim Bey, l’anarchico teorizzatore delle T.A.Z. e padre ideologico degli hackers | Radio Città Aperta, su radiocittaperta.it, 24 maggio 2022. URL consultato il 6 dicembre 2025.
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Collegamenti esterni
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