Edgar Zilsel (Vienna, 11 agosto 1891 – Oakland, 11 marzo 1944) è stato un filosofo e sociologo austriaco naturalizzato statunitense.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nato in una famiglia ebraica, fu un esponente del Circolo di Vienna, coltivò l'epistemologia e cercò di coniugare nella sua attività di studioso il positivismo logico con il marxismo. Pur essendo un neopositivista, rimproverò al Circolo di Vienna di aver generato un empirismo astratto incapace di confrontarsi con la storia: egli soleva riferirsi al Wiener Kreis come ad una "empirical school without empirical research"[1]. Fu autore di studi fondamentali sul concetto di "genio" in ambito poetico, storico e sociologico. Come testimoniano numerosi biografi, Zilsel non ebbe una carriera accademica soddisfacente[2]. Dapprima impiegato presso un'agenzia assicurativa, vinse nel 1917 il concorso per il ruolo di docente presso le scuole superiori. Costretto ad abbandonare l'Austria dopo l'Anschluss, Zilsel si rifugiò con la famiglia negli Stati Uniti d'America dove approfondì lo studio della rivoluzione scientifica proponendo una nuova interpretazione di questo fenomeno. A differenza di Alexandre Koyré, lo studioso riteneva che la rivoluzione scientifica fosse il risultato dell'interazione sociale tra dotti e abili artigiani.[3] Albert Einstein scrisse una lettera di referenza per aiutare Zilsel a trovare una posizione accademica negli Stati Uniti d'America.
È considerato, insieme a Max Adler, uno dei più autorevoli esponenti del movimento marxista austriaco. Seguace del politico Otto Glöckel, si adoperò per la riforma del sistema scolastico austriaco.[4] I suoi scritti politici furono pubblicati sulla rivista socialista viennese "Der Kampf". Benché fosse marxista, Zilsel influenzò significativamente sociologi non marxisti come Robert K. Merton. Oltre alla storia della scienza, si è occupato anche di storia delle dottrine politiche: lo dimostrano i suoi saggi del periodo austriaco (scritti prima dell'esilio) sulle radici sociali del romanticismo, sul partito politico, sull'empirismo nelle scienze sociali, sulla concezione marxista della storia.
Durante la traversata verso gli Stati Uniti, sua moglie Ella Breuer, docente di inglese e tedesco nel Liceo femminile di Vienna, contrasse una grave malattia mentale che la portò ad essere ricoverata in un istituto americano per la salute mentale. Zilsel morì suicida a Oakland all'età di 53 anni.[5]
Ammiratore e lettore di Spinoza, Hume e Kant, sviluppò una gnoseologia razionalistica. Celebre è la polemica che vide Zilsel opporsi a Rudolf Carnap in merito alla questione delle proposizioni protocollari. Il problema fondamentale della filosofia teoretica di Zilsel consiste nello spiegare come la forma comunicabile e l'esperienza incomunicabile si relazionino tra loro. L'ultimo capitolo della sua tesi di dottorato tenta di spiegare come astratte teorie scientifiche possano essere applicate alla realtà empirica; in altre parole, vuole studiare come il "razionale" possa essere usato per spiegare l'"irrazionale". È il problema dell'applicazione (Anwendung) che Zilsel stesso ha accostato al problema dello schematismo trascendentale kantiano. L'irrazionale è un dato (gegeben) mentre il razionale non è posto ma è concepito come un compito (aufgegeben). Il processo conoscitivo è un processo di razionalizzazione che è concepito come infinito e mai concluso. Il dato irrazionale, all'interno del problema conoscitivo, può essere minimizzato ma mai eliminato. È il problema del rapporto tra matematica pura e matematica applicata: in che modo gli assiomi matematici posseggono una validità reale? In che modo possono essere applicati all'esperienza? Zilsel criticò Carnap perché riteneva che alla base del suo sistema vi fosse un'intuizione: la forma del sistema di costituzione non è mai completamente determinata dall'esperienza ma è sempre inficiata da elementi a priori. Questa, dal punto di vista di Zilsel, è una scusa per sostituire l'esperienza con un insieme di protocolli. Senza intuizione, l'intero processo non trascende la coerenza tra le frasi.[3]
In gioventù Zilsel si dedicò non solo alla scienza e alla filosofia ma anche allo studio dell'arte e della letteratura. Egli scrisse due opere sulla critica del concetto di genio (Geniebegriff) nelle quali criticava fortemente l'intuizionismo. Secondo Zilsel, Thomas Carlyle e David Friedrich Strauss pensavano che le religioni tradizionali dovessero essere sostituite dal culto del genio di Leonardo Da Vinci, Goethe, Mozart, Nietzsche e Wagner.[6] A giudizio dello studioso austriaco, credere nell'esistenza del genio significa affermare implicitamente che non tutti gli uomini sono di egual valore. La posizione di Zilsel è simile a quella espressa da Hegel nella prefazione della Fenomenologia dello spirito: l'intuizione è una forma di conoscenza immediata che non conduce a nulla, è una forma di conoscenza aristocratica e sapienziale che si sottrae alle esperienze di verifica.
Secondo il politologo Johann Dvořák, Zilsel applicò alle sue ricerche il materialismo storico che gli permise di chiarire le concezioni scientifiche e filosofiche inquadrandole nel contesto sociale.[7] Zilsel elaborò una filosofia della storia all'insegna del concetto di progresso che fu da lui interpretato come il superamento, da parte dell'umanità, dell'intuizione intellettuale (prerogativa del genio) e come il raggiungimento della cooperazione scientifica. La filosofia della storia di Zilsel presenta innumerevoli convergenze con la teoria di Hegel.[8]
Benché fosse ateo, Zilsel riconobbe all'ebraismo ed al cristianesimo il merito di aver contribuito a generare il concetto di legge fisica.[9] La nozione scientifica di legge fisica si configura, nel suo pensiero, come una secolarizzazione degli ordini impartiti da Dio all'universo fisico: si pensi, ad esempio, al passo del Libro di Giobbe in cui Dio ordina al mare di fermarsi e di non oltrepassare un certo limite per consentire la vita sulla terraferma.
Peter Burke, Otto Neurath, Rudolf Carnap, Joseph Needham e numerosi altri studiosi sono stati fortemente influenzati dalla lettura e dallo studio delle opere di Zilsel[1]. Fu influenzato dalla Scuola di Francoforte.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Monika Wulz e Elisabeth Nemeth, Edgar Zilsel: Philosopher, Historian, Sociologist, collana Vienna Circle Institute Yearbook Series, 1st ed, Springer International Publishing AG, 2022, ISBN978-3-030-93686-0.
- ↑ Barbieri, 2025,p. 35.
- 1 2 (EN) Donata Romizi, Monika Wulz e Elisabeth Nemeth (a cura di), Edgar Zilsel: Philosopher, Historian, Sociologist, in Vienna Circle Institute Yearbook, 2022, DOI:10.1007/978-3-030-93687-7. URL consultato il 6 maggio 2025.
- ↑ Edgar Zilsel e Edgar Zilsel, The social origins of modern science, collana Boston studies in the philosophy of science, Kluwer, 2003, ISBN978-1-4020-1359-1.
- ↑ (EN) Peter Burke, Exiles and Expatriates in the History of Knowledge, 1500–2000, Brandeis University Press, 2017, p.5, ISBN978-1-5126-0038-4.
- ↑ Barbieri, 2025
- ↑ Johann Dvořák, Edgar Zilsel und die Einheit der Erkenntnis, collana Emigration - Exil - Kontinuität, Aktualisierte Neuauflage, LIT, 2023, ISBN978-3-643-51155-3.
- ↑ Barbieri, 2025,p. 149.
- ↑ Barbieri, 2025,pp. 126-127.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (DE) Johann Dvořák, Edgar Zilsel und die Einheit der Erkenntnis, Vienna, Löcker Verlag, 1981.
- Donata Romizi, Monika Wulz e Elisabeth Nemeth (a cura di), Edgar Zilsel: philosopher, historian, sociologist, Vienna, Springer, 2022.
- C. Barbieri, Edgar Zilsel. Ricerche di storia della scienza e della filosofia, prefazione di P. Savoia, Roma, Edizioni Efesto, 2025.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (DE) Edgar Zilsel (XML), in Dizionario biografico austriaco 1815-1950. 👁 Modifica su Wikidata
- (EN) Opere di Edgar Zilsel, su Open Library, Internet Archive. 👁 Modifica su Wikidata
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