| Edmund Emil Kemper III | |
|---|---|
| Altri nomi | Ed Kemper, Big Ed |
| Soprannomi | Il killer delle studentesse Co-ed Killer |
| Nascita | Burbank, 18 dicembre 1948 |
| Vittime accertate | 10 |
| Periodo omicidi | 27 agosto 1964; 7 maggio 1972 - 20 aprile 1973 |
| Luoghi colpiti | Santa Cruz |
| Metodi uccisione | Strangolamento, assalto con arma bianca e arma da fuoco |
| Altri crimini | Incendio doloso, atti di necrofilia, mutilazione e cannibalismo, vilipendio e occultamento di cadavere |
| Arresto | 24 aprile 1973 |
| Provvedimenti | 8 ergastoli |
| Manuale | |
Edmund Emil KemperIII, detto Ed (Burbank, 18 dicembre1948), è un serial killerstatunitense, autore di omicidi di numerose giovani donne tra il 1972 e il 1973 e dell'omicidio dei nonni nel 1964.
Conosciuto anche semplicemente come «Ed Kemper»[1] o il "Killer delle studentesse", è uno degli assassini seriali più efferati della storia americana. Attivo nei primi anni settanta, iniziò la sua vita criminale sparando ad entrambi i suoi nonni quando aveva quindici anni. Successivamente Kemper uccise e smembrò sei autostoppiste nella zona di Santa Cruz. Infine assassinò sua madre e una delle amiche di lei, prima di costituirsi egli stesso alla polizia poche ore dopo gli omicidi.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Giovinezza
[modifica | modifica wikitesto]Kemper era l'unico figlio maschio nato dall'unione tra Edmund Emil Kemper Jr. e Clarnell Strandberg. Da bambino era estremamente brillante, ma manifestò sintomi di disturbi psichici fin dalla giovane età: si divertiva a torturare e uccidere gli animali, faceva strani giochini sessuali con le bambole delle sorelle ed era un piromane; una volta, quando sua sorella gli disse di dare un bacio a un'insegnante, ebbe una crisi di rabbia e le rispose: «Per baciarla dovrei prima ucciderla».[2] Kemper era molto attaccato al padre e rimase devastato dal divorzio dei suoi genitori avvenuto nel 1957, essendo stato affidato alla madre, che lo portò a vivere nel Montana. Aveva un rapporto pessimo con sua madre, Clarnell, poiché lei trattava il padre con sufficienza e disprezzo, sbeffeggiandolo per il suo lavoro manuale. Clarnell voleva che suo figlio diventasse più forte del padre, che riteneva debole, e voleva scongiurare qualsiasi possibilità che diventasse omosessuale. Inoltre, la madre era spaventata dalle tendenze sadiche del figlio e, di conseguenza, lo trattava in maniera più severa rispetto alle sue sorelle. Clarnell faceva spesso dormire il figlio chiuso in cantina, perché temeva che potesse violentare la sorella più piccola.[3]
Nell'estate del 1963 Kemper scappò di casa per andare a cercare il padre in California. Una volta lì, scoprì che il padre si era risposato e non voleva avere più niente a che fare con lui; Kemper padre piazzò il figlio dai nonni, Edmund e Maude Kemper, affinché si occupassero di lui. I nonni vivevano in un ranch sulle montagne nel North Fork, in Arizona. Kemper trovò deprimente vivere lì, specialmente perché detestava sua nonna e il modo in cui lei trattava suo nonno, che gli ricordava molto sua madre. Il 27 agosto 1964 Kemper sparò alla nonna mentre era seduta al tavolo della cucina intenta a scrivere le pagine conclusive del suo libro di fiabe. Quando suo nonno rincasò, Kemper sparò anche a lui. Poi telefonò alla madre, che lo convinse a chiamare la polizia. Interrogato, disse che «voleva solo sentire cosa si provasse a uccidere la nonna» e che uccise anche il nonno perché sapeva che si sarebbe arrabbiato con lui per quello che aveva fatto e perché non voleva causargli il dolore di sapere che sua moglie era morta.[4]
Kemper fu internato nell'Ospedale Psichiatrico Criminale di Atascadero, dove divenne amico del suo psicologo e diventò persino suo assistente. Come risultato dei test su di lui effettuati, si scoprì che possedeva un quoziente d'intelligenza di 136; in un secondo test che gli fecero fare ottenne un QI di 145. Grazie alla sua intelligenza, si guadagnò la fiducia dello psicologo ed ebbe accesso ai risultati dei test sugli altri prigionieri.
Kemper venne scarcerato nel 1969, dopo aver scontato una pena di meno di cinque anni di detenzione. Contro il parere di molti dottori dell'ospedale psichiatrico, venne riaffidato alla madre. Kemper riuscì a convincere gli psichiatri di stare bene e di essersi lasciato alle spalle i suoi problemi giovanili. Fece una serie di lavori estemporanei prima di trovare un impiego nel dipartimento dei lavori pubblici (sezione autostrade) dello Stato della California. All'epoca, era alto più di due metri e pesava circa 136kg ed era noto come un giovane rispettabile e serio, tanto da aver stretto una solida amicizia con il capo della polizia della sua città, che lo aveva soprannominato affettuosamente «Big Ed» e lo invitava spesso a casa sua.
Omicidi e vittime
[modifica | modifica wikitesto]Tra il maggio 1972 e il febbraio del 1973, Kemper commise una serie di omicidi, raccogliendo dalla strada giovani autostoppiste, portandole in zone rurali isolate e uccidendole. Accoltellava o strangolava le vittime per poi portarne i cadaveri nel suo appartamento, dove abusava dei corpi per poi sezionarli. Uccise così sei studentesse (di cui quattro della UC Santa Cruz e una del Cabrillo College). Spesso usciva a caccia di vittime quando litigava con sua madre.
Mary Ann Pesce e Anita Luchessa
[modifica | modifica wikitesto]Il 7 maggio 1972 Kemper stava guidando nei pressi del campus universitario del Fresno State College, quando diede un passaggio a due studentesse diciottenni di nome Mary Ann Pesce e Anita Luchessa, che stavano facendo l'autostop per raggiungere la Berkeley University. Dopo aver guidato per circa un'ora, si diresse in una zona di campagna vicino Alameda, dove fermò la macchina e strangolò entrambe le ragazze. Non contento accoltellò ripetutamente sia Pesce sia Luchessa con un grosso coltello da cucina che aveva comprato in una ferramenta proprio per l'occasione. Kemper trasportò i cadaveri a casa della madre, portò i corpi in camera sua e scattò macabre foto pornografiche delle ragazze. Quella stessa notte, Kemper fece a pezzi i cadaveri e infilò i resti di Pesce in una valigia, che poi abbandonò sul ciglio della strada vicino alle montagne. Si servì della testa decapitata di Luchessa per praticare sesso orale, prima di gettare i resti della ragazza in una scarpata.
Aiko Koo
[modifica | modifica wikitesto]La notte del 14 settembre 1972 Kemper raccolse dalla strada la quindicenne Aiko Koo, che aveva deciso di fare l'autostop fino a casa per non dovere aspettare l'autobus. Minacciandola con una pistola, Kemper fermò l'auto a lato della strada e strangolò a morte la ragazza. Piazzò quindi il corpo nel bagagliaio della sua auto e guidò indietro fino alla casa materna. Nella sua stanza, violentò e dissezionò il cadavere.
Cindy Schall
[modifica | modifica wikitesto]Il 7 gennaio 1973 Kemper diede un passaggio alla studentessa diciannovenne Cindy Schall. Fermò l'auto in una zona isolata e le sparò con una pistola calibro 22, più precisamente una S&W Model 41 che aveva comprato sottobanco. Come sempre portò il corpo a casa della madre e lo smembrò. Rimosse anche il proiettile dal cranio della ragazza e seppellì la testa in giardino con il viso rivolto verso le finestre della camera della madre per farle uno scherzo. Successivamente motivò il fatto affermando che lei voleva sempre che le persone la guardassero.[5]
Rosalind Thorpe e Alice Liu
[modifica | modifica wikitesto]Il 5 febbraio, dopo una discussione con la madre, Edmund uscì di casa in cerca di potenziali vittime. Incontrò la ventiquattrenne Rosalind Thorpe e la ventitreenne Alice Liu. Thorpe entrò per prima nell'auto, convincendo Alice a salire dopo di lei. Appena arrivato in una zona “sicura“, egli sparò a entrambe le ragazze e dopo ripeté il solito rituale di portare i corpi in camera, per poi violentarli e smembrarli.
Clarnell Strandberg Kemper e Sally Hallett
[modifica | modifica wikitesto]Venerdì 20 aprile 1973 Edmund uccise la madre nel sonno colpendola con un martello. Successivamente la decapitò, ne violentò il corpo e mise la testa sulla mensola del caminetto, dove la usò come bersaglio per le freccette[6]. Infine le strappò le corde vocali e le gettò nel tritarifiuti.[6] «Mi sembrava appropriato» commentò dopo il suo arresto, «dato che non aveva fatto altro che urlare, strillare e infierire contro di me per anni».[7] Non avendo ancora placato il suo istinto omicida, invitò per cena la migliore amica di sua madre, la cinquantanovenne Sally Hallett. Appena la donna arrivò, la strangolò e uscì di casa.
Kemper guidò verso est cercando di uscire dalla California, credendo di essere soggetto di una caccia all'uomo. Quando però si accorse, tramite la radio, che la notizia non era in realtà circolata e che nessun agente era sulle sue tracce, si scoraggiò, fermò l'auto, chiamò la polizia e confessò gli omicidi.
Cannibalismo
[modifica | modifica wikitesto]Interrogato in carcere, ammetterà di aver compiuto anche atti di cannibalismo su almeno una delle sue vittime. Kemper dichiarò infatti: «Effettivamente ho divorato in parte la mia terza vittima. Ho tagliato dei pezzetti di carne che avevo messo nel congelatore. Una volta scongelata, ho cotto la carne in un pentolino con delle cipolle. Poi ho aggiunto della pasta e del formaggio».[8]
Detenzione
[modifica | modifica wikitesto]Al processo si dichiarò infermo di mente, ma venne giudicato colpevole di otto omicidi. Fu richiesta la pena di morte ma, essendo stata sospesa all'epoca, fu condannato all'ergastolo. Kemper non ha mai mostrato nessun segno di rimorso e non ha mai chiesto scusa ai genitori e parenti delle sue vittime. Anzi è parso addirittura orgoglioso del suo acume criminale e del fatto che, per arrestarlo, la polizia abbia dovuto attendere che fosse lui stesso a costituirsi. Dal 1973, anno della condanna, Ed Kemper si è laureato e insegna informatica in carcere e partecipa attivamente a un programma di trascrizione di opere letterarie in alfabeto Braille per i ciechi. Queste attività gli hanno procurato diversi premi dall'amministrazione carceraria americana. Edmund Kemper resta comunque recluso dal 1973 nella California State Prison, di Vacaville, California.
Nella cultura di massa
[modifica | modifica wikitesto]Edmund Kemper compare nel libro Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano (Mind Hunter: Inside FBI’s Elite Serial Crime Unit) e nel suo adattamento televisivo Mindhunter, nel quale il serial killer è interpretato dall'attore Cameron Britton. Britton ricevette una nomination al Premio Emmy nella categoria "Miglior attore non protagonista in una serie drammatica" grazie al ruolo.[9]
Estratti dalle interviste di Kemper sono stati utilizzati in numerose canzoni, principalmente in ambito metal estremo, incluse Love // Hate dei Dystopia, The Glorious Dead dei Gorefest, di Abomination Unseen dei Devourment, Forever dei The Berzerker, Severed Head dei Suicide Commando e Crave degli Optimum Wound Profile. Egli viene inoltre citato in molte altre canzoni, come Edmund Kemper Had a Horrible Temper dei Macabre, Fortress dei System of a Down, Temper Temper Mr. Kemper dei The Celibate Rifles, Murder dei Seabound, Edmund Temper degli Amigo the Devil e Killfornia (Ed Kemper) dei Church of Misery. Inoltre, nel manga Monster di Naoki Urasawa, appare un personaggio chiaramente ispirato a Kemper, sia per le sue fattezze che per le abitudini omicide.
Primi omicidi
[modifica | modifica wikitesto]Il 27 agosto 1964, all'età di 15 anni, Kemper uccise sua nonna Maude Matilda (Hughey) Kemper (1897–1964) con un fucile dopo una discussione, sparandole una volta alla testa e due volte alla schiena,[10] poi accoltellandola più volte.[11][12] Quando il nonno di Kemper, Edmund Emil Kemper Sr. (1892–1964), tornò a casa, Kemper gli sparò mortalmente nel vialetto.[13] Kemper telefonò a sua madre, che gli disse di chiamare la polizia. Kemper lo fece e aspettò che arrivassero le forze dell'ordine.[14]
Kemper disse alla polizia che "voleva solo vedere cosa si provasse ad uccidere la nonna", e in seguito disse di aver ucciso suo nonno poiché si sarebbe arrabbiato con lui.[14][15] I crimini di Kemper furono considerati incomprensibili per un quindicenne, e gli psichiatri del tribunale gli diagnosticarono una schizofrenia paranoide . Fu mandato all'Atascadero State Hospital, una struttura di massima sicurezza nella contea di San Luis Obispo che ospita detenuti malati di mente.[16]
Prigionia (1964–1969)
[modifica | modifica wikitesto]Ad Atascadero, gli psichiatri e gli assistenti sociali della California Youth Authority non erano d'accordo con le diagnosi degli psichiatri del tribunale. I loro rapporti affermavano che Kemper non mostrava "alcun volo di idee, nessuna interferenza con il pensiero, nessuna espressione di deliri o allucinazioni e nessuna prova di pensieri bizzarri".[16] Osservarono anche che era intelligente e introspettivo. I test iniziali misurarono il suo QI a 136, più di due deviazioni standard sopra la media.[14] A Kemper fu nuovamente diagnosticata una condizione meno grave, un "disturbo dei tratti della personalità, di tipo passivo-aggressivo".[16] Successivamente, durante la sua permanenza ad Atascadero, gli fu fatto un altro test del QI, che produsse un risultato più alto di 145.[10][17]
Kemper divenne molto popolare tra i suoi psichiatri poiché si rivelò un detenuto modello e venne formato per somministrare test psichiatrici ad altri detenuti.[14][16] Uno psichiatra in seguito disse: "Era un ottimo lavoratore[,] e questo non è tipico di un sociopatico . Era davvero orgoglioso del suo lavoro." [16] Kemper divenne anche un membro dei Jaycees mentre era ad Atascadero e affermò di aver sviluppato "alcuni nuovi test e alcune nuove scale sul Minnesota Multiphasic Personality Inventory", in particolare una "Scala di Aggressività Manifesta", durante il suo lavoro con gli psichiatri di Atascadero. Dopo il suo secondo arresto, Kemper disse che essere in grado di capire come funzionavano questi test gli permetteva di manipolare i suoi psichiatri, ammettendo di aver imparato molto dai molestatori sessuali a cui somministrava i test.[16]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Edmund Kemper, known as the Coed Butcher — Time Bomb, su crimelibrary.com (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2015).
- ↑ Pinketts,p. 682.
- ↑ Understanding the Borderline Mother - Helping Her Children Transcend the Intense, Unpredictable, and Volatile Relationship. Jason Aronson. pp. 129–131, 136, 139, 141, 144, 278
- ↑ Newton,p. 161.
- ↑ Newton,p. 162.
- 1 2 Pinketts,p. 685.
- ↑ Pinketts,p. 698.
- ↑ Pinketts,pag. 688.
- ↑ Mindhunter (2017– ) Full Cast & Crew, su imdb.com. URL consultato il 4 ottobre 2019.
- 1 2 Cheney, 1976
- ↑ David K. Frasier, Murder Cases of the Twentieth Century: Biographies of 280 Convicted or Accused Killers, McFarland, 2007, ISBN978-0-7864-3031-4.
- ↑ Donald T. Lunde, Murder and Madness, San Francisco Book Co., 1976, ISBN0-913374-33-4.
- ↑ Edmund Kemper Biography, su biography.com, 27 aprile 2017. URL consultato il 4 ottobre 2019.
- 1 2 3 4 Ramsland, Incomprehensible, su crimelibrary.org.
- ↑ Edmund Kemper: The Co-Ed Killer, su crimeandinvestigation.co.uk, 30 giugno 2017.
- 1 2 3 4 5 6 Vronsky, 2004
- ↑ Sue Russell, Lethal Intent, Pinnacle, 2002, p.511, ISBN978-0-7860-1518-4.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Michael Newton, Dizionario dei Serial Killer, Roma, Newton & Compton Editori, 2004, ISBN88-541-0183-4.
- Andrea G. Pinketts, L'Enciclopedia dei serial killer, Milano, Flamingo Edizioni, 1997.
- Concetta Seila Mammoccio, Ti farò perdere la testa. La vera storia di Edmund Emil Kemper III, Independently published, 2024, ISBN 979-8880483921.
- Margaret Cheney, The Co-ed Killer, Walker, 1976, ISBN0-8027-0514-6.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Intervista ad Edmund Kemper tratta dal documentario "Murder - No Apparent Motive." (1984), su youtube.com.
- Interviste d’archivio con Kemper, 1974, su truecrime.net.
| Controllo di autorità | VIAF (EN)316438495· BNF (FR)cb13337344v (data) |
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