| Le Point | |
|---|---|
| Stato | 👁 Francia (bandiera) Francia |
| Lingua | francese |
| Periodicità | Settimanale |
| Genere | rivista |
| Formato | tabloid |
| Fondatore | Pierre Billard, Michel Bracciali, Olivier Chevrillon, Jacques Duquesne, Robert Franc, Claude Imbert, Philippe Ramond, Georges Suffert e Henri Trinchet |
| Fondazione | 25 settembre 1972 |
| Sede | Parigi |
| Editore | Artemis |
| Tiratura | 427813 (2013) |
| Direttore | Étienne Gernelle |
| ISSN | 0242-6005 (WC· ACNP), 1950-7461 (WC· ACNP) e 2491-3677 (WC· ACNP) |
| Sito web | www.lepoint.fr/ |
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Le Point è un settimanale francese. È uno dei principali tre in Francia[1] ed è storicamente di centro-destra (al 2002).[2]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il settimanale Le Point è stato fondato nel 1972[3] da un team di giornalisti che avevano lasciato, un anno prima, il direttore de L'Express, Jean-Jacques Servan-Schreiber. Dopo la vittoria della sinistra alle elezioni del 1981, Le Point lasciò il gruppo Hachette per preservare la propria autonomia. Il giornale entrò a far parte del gruppo cinematografico Gaumont, presieduto da Nicolas Seydoux.[4] Nel 1992, Nicolas Seydoux vendette le sue azioni alla Générale Occidentale. Il 17 ottobre 1997 il giornale è stato acquistato per quasi 200 milioni di franchi da François Pinault, amministratore delegato della holding Artémis, e amico intimo di Jacques Chirac.[5]
Nel 2025, la stampa francese riportò che un giornalista di Le Point aveva contattato un volontario della Wikipedia in francese, minacciando di rivelarne i dati personali in un articolo di Le Point se non avesse modificato la voce di Wikipedia sulla pubblicazione al fine di rimuovere ogni menzione di vicinanza fra Le Point e la destra identitaria francese.[6][7]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]Premio di giornalismo
[modifica | modifica wikitesto]Il premio Albert-Londres della stampa scritta è stato assegnato ad Alain Louyot nel 1985, a Olivier Weber nel 1992, a Caroline Puel nel 1997 e a Claire Meynial nel 2016.[8]
Il premio Jean-Luc-Lagardère del giornalismo dell'anno è stato conferito ad Anna Bitton-Cabana, nel 2009, per l'articolo «Sarkozy-Villepin, storia segreta di un odio».[9] Marc Nexon lo ha ricevuto nel 2011 per l'articolo «Il genio che si è ritirato dal mondo».[10] Pierre-Antoine Delhommais ne è stato destinatario l'anno successivo per l'articolo «E se catturassimo La Gioconda…», e Kamel Daoud lo ha ricevuto nel 2016 per le sue cronache in Le Point e in Le Quotidien d'Oran.[11]
Nell'ambito del Premio Bayeux Calvados-Normandie dei corrispondenti di guerra, il premio speciale Ouest-France Jean-Marin è stato assegnato nel 1996 a Olivier Weber per il suo articolo «Cecenia, i russi nel pantano».[12]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (FR) Marc Baudriller, Franz-Olivier Giesbert quitte Le Point au bon moment, in Challenges, 17 gennaio 2014. URL consultato il 23 giugno 2023 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2023).
- ↑ Alexandra Hughes e Keith A Reader, Encyclopaedia of Contemporary French Culture, Routledge, 11 marzo 2002, p.432, ISBN978-1-134-78866-8. URL consultato il 22 novembre 2014.
- ↑ BnF - La presse à la Une, su expositions.bnf.fr. URL consultato il 30 agosto 2024.
- ↑ Michel Jamet, Le «Point» un new-magazine à l'état pur, in Communication et langages, vol.52, n.1, 1982, pp.91-106, DOI:10.3406/colan.1982.1467. URL consultato il 30 agosto 2024.
- ↑ (FR) François Pinault rachète «Le Point» à Havas pour près de 200 millions, su Les Echos, 17 ottobre 1997. URL consultato il 30 agosto 2024.
- ↑ (FR) Wikipédia publie une lettre ouverte pour dénoncer les "menaces" d'un journaliste du "Point", su Franceinfo, 18 febbraio 2025. URL consultato il 20 febbraio 2025.
- ↑ (FR) Wikipédia publie une lettre ouverte en réponse aux «menaces» d’un journaliste du «Point», in Ouest-France.fr, 18 febbraio 2025. URL consultato il 20 febbraio 2025 (archiviato dall'url originale il 19 febbraio 2025).
- ↑ (FR) Palmarès, su La Scam: Société civile des auteurs multimédia. URL consultato il 16 aprile 2025.
- ↑ (FR) Piotr Smolar parmi les lauréats du Prix Louis-Hachette 2009, 12 febbraio 2010. URL consultato il 16 aprile 2025.
- ↑ (FR) Lauréats Prix Louis Hachette pour la presse écrite 2011, su Lagardère - Lagardere.com - Groupe. URL consultato il 16 aprile 2025.
- ↑ (FR) LIBERATION, Kamel Daoud, journaliste de l'année, su Libération. URL consultato il 16 aprile 2025.
- ↑ (FR) Archives 1996, su Prix Bayeux Calvados-Normandie. URL consultato il 16 aprile 2025.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) Sito ufficiale, su lepoint.fr. 👁 Modifica su Wikidata
- Le Point (canale), su YouTube. 👁 Modifica su Wikidata
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