Nella giurisprudenza islamica, il mahr (inaraboممهر?; inpersianoمهريه; lingua turca mehir; lingua swahili mahari; o anche mehr, meher, mehrieh, o mahriyeh) è l'obbligazione, espressa in forma di numerario, o di gioielli, o di beni mobili o immobili versati dal marito alla moglie al momento della celebrazione del loro matrimonio.[1]
Corrisponde grosso modo al mohar biblico[2][3][4][5][6] che indicava un dono ritualmente offerto dallo sposo alla sposa, o ai suoi genitori, per il matrimonio (cioè il "prezzo della sposa").
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Spies, O., Mahr, in P. Bearman, Th. Bianquis, C.E. Bosworth, E. van Donzel e W.P. Heinrichs (a cura di), Encyclopaedia of Islam, vol.6, 2nd, Brill, 2012, pp.78-79, DOI:10.1163/1573-3912_islam_SIM_4806.
- ↑ Genesi 34:12, su laparola.net.
- ↑ Esodo 22:16-17, su laparola.net.
- ↑ Deuteronomio 20:7, su laparola.net.
- ↑ Deuteronomio 22:29, su laparola.net.
- ↑ Osea 2:19-20, su laparola.net.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) mahr, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. 👁 Modifica su Wikidata
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