| Mario Abbiate | |
|---|---|
| Ministro dell'industria e del commercio del Regno d'Italia | |
| Duratamandato | 21 maggio 1920– 3 giugno 1920 |
| Capo del governo | Francesco Saverio Nitti |
| Predecessore | Dante Ferraris |
| Successore | Giuseppe De Nava |
| Deputato del Regno d'Italia | |
| Duratamandato | 24 marzo 1909– 29 settembre 1913 |
| Legislatura | XXIII |
| Gruppo parlamentare | Radicale |
| Coalizione | Liberal-democratica |
| Circoscrizione | Vercelli |
| Sito istituzionale | |
| Senatore del Regno d'Italia | |
| Duratamandato | 27 dicembre 1919– 25 giugno 1946 |
| Legislatura | XXV,XXVI,XXVII,XXVIII,XXIX,XXX |
| Tipo nomina | Categoria: 21 |
| Sito istituzionale | |
| Deputato della Consulta Nazionale Italiana | |
| Duratamandato | 25 settembre 1945– 25 giugno 1946 |
| Legislatura | CN |
| Gruppo parlamentare | Liberale |
| Senatore della Repubblica Italiana | |
| Duratamandato | 8 maggio 1948– 24 giugno 1953 |
| Legislatura | I |
| Gruppo parlamentare | Misto |
| Tipo nomina | III disp. transitoria Cost.ne |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partitopolitico | Partito Radicale storico |
| Titolodistudio | Laurea in Giurisprudenza |
| Professione | Avvocato |
Mario Abbiate (Genova, 14 febbraio1872 – Milano, 5 giugno1954) è stato un politico, sindacalista e avvocatoitaliano. Fu ministro dell'Industria, Commercio e Lavoro del Regno d'Italia nel Governo Nitti II.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Mario Abbiate nasce a Genova il 14 febbraio 1872. I genitori sono Giuseppe Abbiate, che a 17 anni fugge dal Seminario di Vercelli per seguire come volontario Giuseppe Garibaldi nella spedizione dei Mille, ed Erminia Montalenti, entrambi di Caresana in provincia di Vercelli. A Caresana sono proprietari di un'importante impresa agricola specializzata nella coltivazione del riso.
Mario Abbiate segue gli studi in Giurisprudenza alla Sapienza - Università di Roma, dove si laurea a 20 anni. Successivamente, si trasferisce a Milano, dove esercita la professione di avvocato presso lo studio dell'onorevole Carlo Canetta. Nel 1900 è chiamato a far parte della Federazione Nazionale delle Società di Mutuo Soccorso e della Lega Nazionale delle Cooperative. Nel 1903 è nominato nel Consiglio Superiore del Lavoro. In questo organismo riceve l'incarico dell'inchiesta sulle zolfare della Sicilia e sul lavoro notturno dei fornai.
Rappresenta l'Italia nei Congressi internazionali della Mutualità nel 1903, 1905, 1907 e diviene nel 1906 segretario generale della Federazione internazionale della Mutue. Nel 1909 è eletto deputato di Vercelli nelle file della coalizione liberal-democratica, sconfiggendo il candidato conservatore. Nelle successive elezioni politiche del 1913 è sconfitto dal candidato socialista. Alla camera ha fatto parte del gruppo Radicale.
Nel 1917 i coniugi Mario Abbiate e Rosa Cambiaghi acquistano da Edoardo Rossi la Villa a Buscate del XVII secolo con annessi possedimenti e impiantano una solida impresa agricola che introduce la coltivazione della risaia nella zona (approfittando delle disponibilità di acqua del Canale Villoresi) e l'allevamento intensivo del bestiame (Stallone). Il 6 ottobre 1919 Mario Abbiate è nominato Senatore del Regno. Aderisce al gruppo parlamentare dell'Unione democratica sociale.
Nel 1920 viene nominato Ministro dell'Industria e del Commercio nel Governo Nitti II. Nello stesso anno passa al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Dura in carica pochi giorni fino alle dimissioni di Nitti del 15 giugno 1920. Nel novembre del 1924 aderisce all'Unione Nazionale di Giovanni Amendola, ed entra a far parte del costituendo gruppo parlamentare. Deciso oppositore del regime fascista dai banchi del Senato: il 26 giugno 1924, denuncia nell'aula di Palazzo Madama le responsabilità di Mussolini per l'omicidio di Giacomo Matteotti[1], unendo la sua denuncia a quella di due soli altri senatori[2], i quali votarono contro la fiducia al Governo conferita a grande maggioranza dei presenti[3].
Nel 1946 è nominato nella Consulta Nazionale; partecipa al grande dibattito sulla nuova Carta costituzionale. Nella I legislatura repubblicana entra a far parte del Senato della Repubblica in base alla III disposizione transitoria della Costituzione. Diventa presidente della società Montecatini succedendo all'ing. Donegani. Nel periodo 1948-53 è nominato presidente delle Assicurazioni Generali. Muore nel 1954 ed è sepolto nella cappella di famiglia del cimitero di Caresana.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Atti parlamentari: Tornata 26 giugno 1924, p. 123 e segg.
- ↑ Gli altri due furono Carlo Sforza e Luigi Albertini. Cfr. Carlo Sforza, L'Italia dal 1914 al 1944 quale io la vidi, Roma, Mondadori, 1945, pag. 129
- ↑ Bruno Vespa, Perché l'Italia diventò fascista (e perché il fascismo non può tornare), Milano, Mondadori, 2019, p. 195.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Mario Abbiate, su storia.camera.it, Camera dei deputati. 👁 Modifica su Wikidata
- Mario Abbiate, su Senato.it - I legislatura, Parlamento italiano. 👁 Modifica su Wikidata
- ABBIATE Mario, su Senatori d'Italia, Senato della Repubblica. 👁 Modifica su Wikidata
| Predecessore | Ministro dell'industria e del commercio del Regno d'Italia | Successore | 👁 Image |
|---|---|---|---|
| Dante Ferraris | 21 maggio 1920 - 3 giugno 1920 | Giuseppe De Nava |
| Predecessore | Ministro del lavoro del Regno d'Italia | Successore | 👁 Image |
|---|---|---|---|
| nessuno | 3 giugno 1920 - 15 giugno 1920 | Arturo Labriola |
| Controllo di autorità | VIAF (EN)299066670· ISNI (EN)0000 0004 0284 598X· SBN LO1V134826· BAV 495/330553· J9U (EN,HE)987007305034705171 |
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- Deputati della XXIII legislatura del Regno d'Italia
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