Gli oli essenziali o oli eterici sono prodotti ottenuti per distillazione in corrente di vapore (o manipolazione meccanica, unicamente nel caso delle scorze degli agrumi) a partire da materiale vegetale dotato di aromi, ricco cioè in composti organici volatili (VOC) profumati. I VOC vengono sintetizzati dalle piante, e sembrano svolgere diversi ruoli ecologici per la pianta. Si è ipotizzato che possano svolgere funzione allelopatica, di attrazione degli impollinatori, di difesa antimicrobica e di difesa dagli erbivori. Gli oli essenziali sono anche usati in alcune medicine alternative, come ad esempio l'aromaterapia. L'efficacia di vari oli essenziali o di molecole da essi estratte è stata dimostrata per la sindrome dell'intestino irritabile e per casi di dispepsia [1], per i disturbi del sonno [2], per l'ansia[3], per alcune infezioni batteriche [4].
Caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]Gli oli essenziali sono miscele di composti organici volatili, che possono essere ottenuti per distillazione in corrente di vapore o, esclusivamente nel caso dell'epicarpo dei frutti del genere Citrus, per manipolazione meccanica, da un'unica tipologia di vegetale, del quale conservano il caratteristico odore. Dal punto di vista chimico sono caratterizzati dalla presenza quasi ubiquitaria e quantitativamente dominante di terpeni e terpenoidi, anche se altre classi chimiche sono presenti, seppure normalmente in quantità minori e tassonomicamente più segregate, come i derivati del percorso dell'acido shikimico (ad es. i fenilpropeni come l'eugenolo), i polichetidi, i derivati organici idrocarburici contenenti azoto o zolfo.[5] Sono molto abbondanti in certe famiglie di vegetali e la quantità contenuta in una pianta dipende dalla specie, dal clima e dal tipo di terreno. Talvolta diverse parti della stessa pianta possono produrre oli essenziali diversi a causa della presenza di sostanze chimiche differenti o di concentrazioni diverse delle stesse sostanze. Una volta estratti si presentano solitamente come sostanze liquide, volatili e con odore aromatico. Solitamente portano il nome della pianta dalla quale provengono. Nella maggior parte dei casi si tratta di miscugli liquidi a temperatura ambiente, anche se non mancano i casi di prodotti semisolidi (come nel caso del'olio essenziale di Mentha canadensis, che contiene fino all'85% di mentolo, un alcol monoterpenico solido a temperatura ambiente) o raramente solidi (come nel caso dell'olio essenziale derivato dal rizoma dell'Iris x germanica e dell'Iris pallida). La loro densità è spesso minore di quella dell'acqua, sulla quale galleggiano, anche se esistono oli essenziali a densità superiore a quella dell'acqua (Cinnamomum verum corteccia, Gaultheria procumbens), oppure a densità comparabili (Illicium verum, Pogostemon cablin, Amyris balsamifera). Sono solubili in solventi organici e insolubili o pochissimo solubili in acqua, ma grazie alla loro lieve idrofilia possono trasmetterle il proprio odore; nonostante il loro alto punto di ebollizione (150-300°C), la codistillazione con acqua permette di portare la miscela all'ebollizione, e quindi di vaporizzare gli olii essenziali, a temperature inferiori ai 100°C. Gli oli essenziali si trovano in strutture secretorie e di stoccaggio sia superficiali (tricomi ghiandolari) sia sottocutanee (cavità o canali secretori, laticiferi, ghiandole o lacune oleifere), sono in genere incolori o di colore giallo pallido o giallo arancione, a parte quelli ottenuti per manipolazione meccanica degli agrumi, che sono fortemente colorati, a seconda del colore della buccia dell'agrume. Anche gli olii essenziali ottenuti per distillazione possono essere fortemente colorati, se contengono composti azulenici (ad es. camazulene), che possono essere di colore blu o verde-blu. Se esposti a fattori di degradazione (ossigeno, acqua, calore, luce) tendono, nel breve termine, ad ossidare (formazione di perossidi.), e nel medio o lungo termine a resinificare.
Tecnologia di produzione degli oli essenziali
[modifica | modifica wikitesto]Gli oli essenziali come li conosciamo oggi sono un prodotto relativamente moderno. Nonostante il concetto di estrazione in corrente di vapore sia abbastanza antico e probabilmente sia stato sviluppato dai tecnologi arabi più di mille anni fa, questa tecnologia non fu inizialmente utilizzata per isolare gli oli essenziali, bensì per ottenere le acque aromatiche, che erano considerate le vere "essenze" delle piante. Soltanto con il progredire della tecnologia fu possibile isolare con sempre maggior efficienza gli oli essenziali e incominciare ad utilizzarli.
Possono essere contenuti in varie parti della pianta:
- sommità fiorite (lavanda, rosmarino, timo);
- fiori (camomilla, arancio, gelsomino, violetta);
- foglie (basilico, eucalipto, verbena);
- frutti (anice, finocchio, pepe, ginepro, vaniglia);
- scorza di frutti (arancio, bergamotto, limone);
- radici e rizomi (iris, zenzero).
Le metodologie di estrazione accettate nella definizione ISO di olio essenziale[6] sono la distillazione in corrente di vapore (che si distingue poi in distillazione nella quale il materiale è immerso in acqua e distillazione nella quale il materiale è sospeso sopra la fonte di vapore), la spremitura a freddo (delle bucce o epicarpo dei frutti del genere Citrus), e la distillazione a secco o distruttiva (usata ad esempio per ottenere l'olio di cade a partire da Juniperus oxycedrus).
L'olio essenziale è quindi un prodotto fitochimico selettivo, nel senso che un particolare gruppo fitochimico (definito da un peso molecolare di solito inferiore a 300 Da e dall'essere apolare) è scelto e selettivamente rimosso dalla pianta. Vale la pena sottolineare quanto sia selettivo il processo di ottenimento degli olii essenziali, dato che isola una componente minoritaria della pianta (mediamente dallo 0,01% al 2%). I VOC contenuti nelle piante sono la fonte degli oli essenziali come prodotto, ma non sono completamente sovrapponibili a essi dal punto di vista chimico, dato che gli oli essenziali contengono solo le molecole volatili alle condizioni di estrazione e idrofobiche (le molecole volatili e idrofile si perdono nelle acque aromatiche), e che alcune molecole presenti negli olii essenziali sono degli artefatti del processo di distillazione (come nel caso degli azuleni).
Distillazione in corrente di vapore
[modifica | modifica wikitesto]La tecnica della distillazione in corrente di vapore viene utilizzata per estrarre gli oli essenziali dalle piante meno sensibili al calore. Si utilizzano di preferenza piante fresche, in modo da ridurre la perdita di VOC per evaporazione e da favorire la distillazione. L'inserimento dell'acqua come codistillante permette di abbassare la temperatura di ebollizione dei VOC dal ventaglio 150-300°C che si trova nella distillazione a secco, ad una temperatura immediatamente inferiore ai 100°C (come da legge di Dalton). Il prodotto ottenuto è una miscela di acqua e composti organici, che possono essere separati con facilità per differenza di densità e di polarità.
Spremitura a freddo
[modifica | modifica wikitesto]La tecnica della spremitura a freddo o manipolazione meccanica a freddo viene utilizzata per ottenere gli oli essenziali dalle bucce dei frutti del genere Citrus.
Uso antico degli oli essenziali
[modifica | modifica wikitesto]Non esiste un uso antico degli oli essenziali, se per antichità ci riferiamo all'antichità classica. I profumi o gli oli profumati di cui si parla nei documenti di origine mesopotamica ed egizia, e poi greco-romana, sono da intendersi come oleoliti (estrazione delle essenze tramite macerazione in olio) o come resine grezze (ad esempio incenso, mirra, sandalo, ecc.). Gli utilizzi medico-religiosi o razionali delle piante aromatiche in antichità si riferiscono all'utilizzo della pianta in toto e non all'olio essenziale.
Uso moderno degli oli essenziali
[modifica | modifica wikitesto]Le pratiche descritte non sono accettate dalla medicina, non sono state sottoposte a verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Potrebbero pertanto essere inefficaci o dannose per la salute. Le informazioni hanno solo fine illustrativo. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.
Lo stesso argomento in dettaglio: Aromaterapia.
Attenzione: gli oli essenziali sono miscele complesse e concentrate di sostanze chimiche. L'uso senza la supervisione di un medico può essere pericoloso. L'applicazione di oli essenziali puri sulla pelle può portare a infiammazioni e lesioni della cute e la loro ingestione (a seconda del tipo di olio e della quantità ingerita) è potenzialmente mortale. Bisogna, infatti, considerare che l'indice terapeutico degli oli essenziali, ovvero il rapporto tra la dose tossica e quella terapeutica, è molto basso e ciò significa che anche piccoli aumenti del dosaggio terapeutico possono produrre fenomeni tossici di varia gravità.[7] [8]
La somministrazione per bocca è comunque sconsigliata nella prima infanzia, in gravidanza, allattamento e nei soggetti affetti da gravi epatopatie e/o insufficienze renali. Particolare attenzione inoltre andrà posta nella somministrazione contemporanea con farmaci interferenti col sistema enzimatico Citocromo P450, per possibili reazioni avverse indesiderate.
Qualità degli oli essenziali
[modifica | modifica wikitesto]La qualità di un olio essenziale (come di qualsiasi estratto di piante medicinali) dipende dalla qualità delle piante usate e dalle capacità del distillatore. Un metro di giudizio parziale, ma che ci può dare una prima indicazione, è la qualità dell'etichettatura. Una etichettatura completa e professionale dovrebbe comprendere:
- nome botanico (e nome comune)
- eventuale caratterizzazione chemotipica
- parte della pianta usata
- luogo di raccolta
- metodo di estrazione
- data di estrazione
- data di scadenza
- eventuali operazioni effettuate sull'olio grezzo (deterpenazione, ecc.)
- cautele (uso interno, bambini, gravidanza, ecc.)
In caso di dubbio, il fornitore deve essere in grado di mostrare documentazione che attesti l'originalità del prodotto.
Un'analisi effettuata in laboratorio per valutare l'efficacia di un olio essenziale è l'aromatogramma.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Ahmed Madisch, Stephan Miehlke e Joachim Labenz, Effectiveness of Menthacarin on symptoms of irritable bowel syndrome, in Wiener Medizinische Wochenschrift, vol.169, n.5, 1º aprile 2019, pp.149–155, DOI:10.1007/s10354-018-0635-1. URL consultato il 15 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Mohadeseh Ostovar, Mohammad Hamed Khademizadeh e Foroogh Namjoyan, A systematic review and meta-analysis of clinical trials on lavender for sleep disorders in older adults, in Experimental Gerontology, vol.211, 2025-11, pp.112919, DOI:10.1016/j.exger.2025.112919. URL consultato il 15 gennaio 2026.
- ↑ Ling Tan, Fei-fei Liao e Lin-zi Long, Essential oils for treating anxiety: a systematic review of randomized controlled trials and network meta-analysis, in Frontiers in Public Health, vol.11, 1º giugno 2023, DOI:10.3389/fpubh.2023.1144404. URL consultato il 15 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Irlan Freires, Carina Denny e Bruna Benso, Antibacterial Activity of Essential Oils and Their Isolated Constituents against Cariogenic Bacteria: A Systematic Review, in Molecules, vol.20, n.4, 22 aprile 2015, pp.7329–7358, DOI:10.3390/molecules20047329. URL consultato il 15 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Halldor Thormar (a cura di), Lipids and Essential Oils as Antimicrobial Agents, John Wiley & Sons, 2011.
- ↑ (EN) European, American and International Standards online, su iTeh Standards. URL consultato il 16 gennaio 2026.
- ↑ - Dal sito del Centro Clinico di Medicina Naturale della Usl 11 di Empoli, su servizi.usl11.tos.it. URL consultato il 15 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2009).
- ↑ Alessandro Camporese, Oli essenziali e malattie infettive. Terapia antimicrobica ragionata con gli oli essenziali, Tecniche Nuove, 1998, ISBN88-481-0530-0.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- F.Firenzuoli. Gli oli essenziali, Tecniche Nuove ed., Milano, 2002.
- P.Campagna. Farmaci vegetali, Minerva Medica ed. Torino, 2008.
- Giuliana Fassina, Eugenio Ragazzi. Lezioni di farmacognosia. Droghe vegetali, 1995
- P.Campagna. Lezioni di aromaterapia, Corso di perfezionamento Univ. di Viterbo, 2012.
- Valnet Jean-Duraffourd Christian-Lapraz Jean C., Cura delle malattie con piante e aromi, Giunti, 2004.
- Buchbauer G, Jirovetz, L, Jager W et al., (1993), Fragrance compound and essential oils with sedative effects upon inhalation. J Pharm Sci, 82(6): 660-664
- De Blasi V, Debrot S, Menoud PA, Gendre L, Schowing J., (1990), Amoebicidal effect of essential oils in vitro. J Toxicol Clin Exp;10(6):361-73
- Deans, SG e Ritchie, G, (1987), Antibacterial properties of plant essential oils. International Journal of Food Microbiology, 5:165-180
- Deans, SG e Svoboda, KP, (1990b), Essential oil profiles of several temperate and tropical aromatic plants: their antimicrobial and antioxidative properties., Proceedings of the 75th Symposium of the Research Institute for Medicinal Plants, Budakalasz, Hungary: 25-27
- Ferley, JP, Poutignat, N, Zmirou, D, et al., (1989), Prophylactic aromatherapy for supervening infections in patients with chronic bronchitis. Statistical evaluation conducted in clinics against a placebo, Phytother Res, (3):97-100
- Giacchetti, D, Taddei, E e Taddei, I, (1988), Pharmacological activity of essential oils on Oddi's sphincter, Planta Medica, 54(5):389-392
- Janssen, A.M., Scheffer, J.J. e Svendson, A.B., (1987), Antimicrobial activity of essential oils: literature review. Aspects of the test methods., Planta Medica 53(5):395-398
- Janssen, MA, Scheffer JJC, Parhan-Van Atten, AW e Svendson, AB, (1988), Screening of some essential oils for their activities on dermatophytes Pharmaceutisch Weekblad (Scientific Edition); 10:277
- Kabara, JJ, (1984), Aroma preservatives: essential oils and fragrances as antimicrobial agents. In JJ Kabara (ed), Cosmetic and drug preservation: principles and practice, 1. New York, Marcel Dekker: 237-273
- Knobloch, K, Pauli, A, Iberl, B, Weigand, H e Weis, N, (1989), Antibacterial and antifungal properties of essential oil components, Journal of Essential Oil Research, 1:119-128
- Knobloch, K, Weis, N e Weigand, H, (1986), Mechanisms of antimicrobial activity of essential oils, Planta Medica 52:556-557
- Lis-Balchin M, Deans SG, Eaglesham E, (1998), Relationship between bioactivity and chemical composition of commercial essential oils, Flavour and Fragrance Journal; 13:98-104
- Melzig, M e Teuschen, E, (1991), Investigations of the influence of essential oil and their main components on the adenosine uptake by cultivated endothelial cells, Planta Medica 57(1):41-42
- Moleyar V e Narasimaham P, (1992), Antibacterial activity of essential oil components, International Journal of Food Microbiology. 16(4):337-34
- Pattnaik S, Subramanyam, VR, Bapaji, M et al., (1997), Antibacterial and antifungal activity of aromatic constituents of essential oils, Microbios. 89(358):39-46
- Pauli, A e Knobloch, K, (1987), Inhibitory effects of essential oil components on growth of food-contaminating fungi, Zeitschrift fur Lebensmittel-Untersuschung and Forschung; 185(1):10-13
- Perrucci, S, Mancianti, F, Cioni, P.L., et al., (1994), In vitro antifungal activity of essential oils against some isolates of Microsporum canis and Microsporum gypseum, (letter) Planta Medica, 60(2):184-187
- Shapiro, S, Meier, A e Guggenheim, B, (1994), The antimicrobial activity of essential oils and essential oil components towards oral bacteria. Oral Microbiology and Immunology; 9(4):202-208
- Taylor, B.A., et al., (1985), Calcium antagonist activity of menthol on gastrointestinal smooth muscle, BrJ Clin Pharmacol, 20:293P-294P
- Taylor, B.A., Luscombe, C.K. e Duthie, H.L., (1984), Inhibitory effect of peppermint and menthol on human isolated coli Gut, 25:A1168
- Van den Berghe, DA, Leven, M, Mertens, Fvlietnick, AJ e Lammens, E, (1978), Screening of higher plants for biological activities: antiviral activity., Lloydia 41:463-471
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]- 👁 Collabora a Wikizionario
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «olio essenziale» - 👁 Collabora a Wikimedia Commons
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sull'olio essenziale
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Essenziali, oli, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. 👁 Modifica su Wikidata
- Virgilio MASSERA e Carlo RODANO, ESSENZIALI, OLI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932. 👁 Modifica su Wikidata
- Essenziale, olio, in Dizionario di medicina, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010. 👁 Modifica su Wikidata
- (EN) essential oil, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. 👁 Modifica su Wikidata
- (EN) Opere riguardanti Essential oil, su Open Library, Internet Archive. 👁 Modifica su Wikidata
| Controllo di autorità | GND (DE)4000637-2· J9U (EN,HE)987007555296405171· NDL (EN,JA)01010558 |
|---|
