| Castello di Wewelsburg | |
|---|---|
| Stato attuale | 👁 Germania (bandiera) Germania |
| Land | Renania Settentrionale-Vestfalia |
| Città | Büren |
| Coordinate | 51°36′24.38″N 8°39′05.15″E |
| Informazioni generali | |
| Stile | barocco |
| Costruzione | 1603-1609 |
| Primo proprietario | Dietrich von Fuestenberg |
| Condizione attuale | aperto al pubblico |
| Sito web | www.wewelsburg.de/de/index.php |
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Wewelsburg (pronunciati [ˈveːvəlsˌbʊɐ̯k]) è un castello situato nella località di Büren nella Renania Settentrionale-Vestfalia (Germania). Il castello ha la sagoma di un triangolo.[1]
È conosciuto per essere stato dal 1934 il centro ideologico e mistico delle SS, scelto da Heinrich Himmler, capo delle SS e poi ministro dell'Interno[2] del Terzo Reich.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il castello di Wewelsburg sorge sul luogo anticamente denominato Wifilisburg e sede di un fortilizio probabilmente già utilizzato tra IX e X secolo per difendere l'area dalle incursioni degli Ungari. Il cronista sassone Vitichindo di Corvey riteneva che il fortilizio sorgesse nei pressi sito che si riteneva essere il luogo della Battaglia della foresta di Teutoburgo, combattuta appunto nelle vicinanze della frazione della città di Büren nel circondario di Paderborn. Un castello fu qui certamente edificato dal conte Friedrich von Arnsberg ma dopo la sua morte, nel 1123/1124 i contadini che egli aveva vessato per anni, assaltarono e demolirono l'intera costruzione. Nel 1301 il conte Ottone I di Waldeck decise di vendere il castello (ereditato da sua madre Mechthild, figlia del conte Goffredo III di Arnsberg), al principe-vescovo di Paderborn.[3] In quest'occasione il documento di vendita riporta come la fortezza fosse posta in cima ad una collina e che fosse composta da due strutture separate, la Bürensches Haus e la Waldecksches Haus.
Nel 1384, il castello ed il feudo di Wewelsburg vennero concessi ai signori di Brenken, i quali li mantennero tra i propri possedimenti per i due secoli successivi sino al 1589, quando il principe-vescovo Dietrich IV von Fürstenberg decise di riscattarne la proprietà per la diocesi.
Tra il 1603 ed il 1609, fu quindi il vescovo di Paderborn a promuovere l'intera ricostruzione dell'edificio nelle forme attuali che ricalcano quelle rinascimentali tedesche. Certamente il von Fürstenberg ed i suoi successori lo utilizzarono come residenza di caccia e come alternativa al palazzo arcivescovile; la ballata "Kurt von Spiegel" della poetessa Annette von Droste-Hülshoff, ambientata appunto a Wewelsburg, fa riferimento all'utilizzo del castello come residenza di caccia del principe vescovo locale. Il castello subì un assedio durante la Guerra dei Trent'anni ad opera di Carl Gustav Wrangel e delle sue armate nel 1646 il che, unitamente ai danni subiti poi nel corso della seconda guerra mondiale, ha compromesso fortemente ciò che oggi resta della struttura originaria. A questo periodo risale anche la sala degli interrogatori ed alcune celle sotterranee al castello che vennero utilizzate nel 1631 per due processi sommari a due gruppi di streghe che qui si tennero.
A seguito della Guerra dei Trent'anni, il principe-vescovo Dietrich Adolf von der Recke avviò il restauro dell'intera struttura che si concluse nel 1660, ma era ormai chiaro che il castello di Wewelsburg avesse perso il proprio ruolo di residenza secondaria dei vescovi locali. L'ultima visita documentata di un vescovo di Paderborn alla fortezza risale al 1718 e tra XVIII e XIX secolo, il castello poté essere mantenuto solo in minima parte a causa dei pesanti debiti di stato. Nel 1752/53 le prigioni del castello vennero concesse come carcere civile e dal 1759 divennero una prigione militare, essenzialmente per i disertori dell'esercito del principato. Il castello ebbe un proprio governatore (balivo) sino al 1821.
Nel 1802, con la secolarizzazione del Sacro Romano Impero, il castello passò sotto la proprietà della Prussia e tredici anni dopo è stato colpito da un incendio che ne distrusse la Torre Nord.[4]
Il periodo nazista
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1924 il castello passò di proprietà al distretto di Büren. Nel 1925 il complesso venne completamente ristrutturato per farne un museo, un ristorante ed un ostello; sei anni più tardi, la Torre Nord cominciò a dare segni di cedimento strutturale tanto che furono approntati dei cavi di ancoraggio per evitarne il crollo.
Nel 1934, dietro suggerimento di Karl Maria Wiligut, Heinrich Himmler firmò un contratto di affitto del castello per 100 anni per la cifra simbolica di 100 marchi con il circondario di Paderborn, inizialmente intendendo ristrutturare il castello per farne una "Reichsführerschule SS", una scuola per i dirigenti nazisti (i cosiddetti SS "Führerkorps"). Già l'anno precedente l'architetto Hermann Bartels era stato interpellato per presentare un progetto di rifacimento della struttura per scopi che attendessero al Partito Nazista.
L'idea di Himmler, per quanto costosa, si tramutò infine nella volontà di fare di Wewelsburg un novello "Castello del Graal" e prestigioso luogo di incontro per i dirigenti delle SS, facendone un luogo sacro per il nazismo e per i nazisti più radicati nell'antica teosofia. Nelle intenzioni di Himmler, il castello era il luogo dove far rinascere il mito dei cavalieri della Tavola Rotonda del ciclo arturiano, i quali dovevano essere impersonati da dodici ufficiali delle SS. Questi dodici cavalieri sarebbero stati il seguito di Himmler durante riti sconosciuti praticati all'interno del castello. Benché ci siano i presupposti per ritenere che questi incontri avvenissero regolarmente, l'unica riunione documentata fu quella del giugno 1941 quando Himmler vi convocò gli alti funzionari delle SS per illustrare loro la campagna di Russia e i suoi obbiettivi bellici.
Il castello divenne invece la base spirituale delle SS e della teosofia nazista: esso fu sede degli iniziati con il SS-Ehrenring, l'anello cerimoniale delle SS concesso personalmente da Himmler ai più meritevoli del corpo, che doveva poi essere restituito al castello al momento della morte dell'insignito. I dodici cavalieri iniziati personalmente da Himmler avrebbero poi avuto il privilegio di veder sepolte le proprie ceneri nella cripta del castello.[5]
Per capire l'importanza che questo luogo rivestiva nella logica spirituale di Himmler e del nuovo ordine voluto dal nazismo, gli storici successivi alla seconda guerra mondiale hanno avanzato diverse ipotesi: non solo il reichsfuhrer sarebbe stato influenzato dalla leggenda che voleva questo castello sorto nei pressi del luogo della famosa battaglia di Teutoburgo che rappresentò la battaglia finale tra mondo e cultura orientale e occidentale, ma anche per il legame col mondo medievale e nello specifico con le personalità storiche di Enrico I e Ottone I del Sacro Romano Impero che lo storico Albert Brackmann aveva descritto in un suo saggio popolare dell'epoca come i primi veri e propri politici tedeschi. Nel 1939, dopo l'inizio dell'invasione della Polonia, Brackmann, su richiesta esplicita delle SS, aveva scritto un saggio sulla ricostruzione dell'Europa che poneva la rinascita tedesca proprio nel medioevo e si riferiva ai nazisti come ai continuatori di quella traduzione. Di questo saggio, 7000 copie vennero distribuite alla Wehrmacht nel solo 1940 e certamente scritti come questi risultarono fondamentali nell'ottica di Himmler. Il saggio storico riportava inoltre le vittorie dei tedeschi sugli "slavi" (i popoli ad est) e giustificava quindi implicitamente l'aggressione della Polonia anche su basi storiche, oltre a quella che divenne poi nota come operazione Barbarossa.
Col finire del secondo conflitto mondiale, quando comprese che la sconfitta era ormai inevitabile, Himmler ordinò a Heinz Macher con quindici dei suoi uomini di distruggere personalmente il castello di Wewelsburg, solo due giorni prima che la 3ª Divisione di fanteria americana occupasse la zona, il 2 aprile 1945. I rapporti militari ufficiali dell'epoca variano dalla distruzione quasi completa al danneggiamento grave solo della torre nord, ma ad ogni modo il reichsfuhrer non riuscì a cancellare la memoria di questo luogo.[6]
La scuola delle SS
[modifica | modifica wikitesto]I membri principali della Scuola delle SS a Wewelsburg[7] erano:
- Heinrich Himmler
- Manfred von Knobelsdorff (Comandante)
- Siegfried Taubert (Comandante)
- Karl Elstermann von Elster, Stabsführer (rimpiazzato poi da Paul Hübner)
- Walter Muller, Hauptsturmführer
- Josef "Pepi" Schneid, Hauptsturmführer
- Walter Franzius, architetto
- Karl Lasch
- dr. Hans-Peter de Courdes
- dr. Bernhard Frank, SS-Comandante dell'Obersalzberg
- dr. Heinrich Hagel, medico e Obersturmbannführer
- Wilhelm Jordan
- Elfriede Wippermann
Le attività che vi venivano svolte erano le seguenti:
- studio della preistoria
- studio della storia medievale e del folklore popolare
- costruzione della "Biblioteca delle Schutzstaffeln di Wewelsburg"
- rafforzamento dell'ideologia nazionalsocialista nel villaggio di Wewelsburg[8]
I mutamenti architettonici
[modifica | modifica wikitesto]A livello strutturale, Heinrich Himmler rimase da subito colpito dalla forma "a freccia" del castello, che contrariamente ad altre costruzioni della medesima tipologia e della medesima epoca, seguiva l'asse nord-sud invece del più consueto est-ovest. Tale vettore risultava per Himmler profondamente significativo e intuì che quello dovesse divenire il nuovo centro spirituale e teosofico della Germania nazista.[9]
A partire dal 1936 volle rafforzare il ruolo di Wewelsburg come centro rappresentativo e ideologico delle SS. Nel 1938, Siegfried Taubert fu incaricato di ristrutturare il castello coinvolgendo in quest'opera anche l'Ahnenerbe. I lavori vennero eseguiti dal Reichsarbeitsdienst (RAD) apportò le modifiche al castello grazie alla manovalanza fornita dai prigionieri dei campi di concentramento di Niederhagen e della Sassonia ed ebbero luogo tra il 1939 ed il 1943, sotto la direzione dell'architetto Hermann Bartels e dell'esoterista austriaco Karl Maria Wiligut.[10][11]
Secondo i piani di Heinrich Himmler, il castello doveva essere il "centro del nuovo mondo" ("Zentrum der neuen Welt") dopo la "vittoria finale". Per questo motivo, era stata progettata la realizzazione di un muro circolare del diametro di un chilometro attorno al castello che però non venne mai realizzata.[12] I rifacimenti comportarono nuovo mobilio all'interno e la ristrutturazione di tutte le stanze, alcune delle quali vennero decorate con ornamenti delle SS. L'esterno venne reso più simile ad un vero e proprio castello medievale, rimuovendo l'intonaco che in precedenza ricopriva al struttura e mettendo a nudo i mattoni di pietra della struttura; vennero nel contempo resi più profondi i fossati attorno al forte e venne costruito un nuovo ponte levatoio d'accesso.
La torre nord
[modifica | modifica wikitesto]Nella torre nord del castello sono ancora oggi presenti due stanze che vennero create dalle SS con precisi intenti simbolici; la torre stessa venne denominata "Centro del Mondo" dagli architetti che la riprogettarono. La prima stanza, la Obergruppenführersaal (letteralmente "Camera dei generali")[13] doveva essere un vero e proprio salone di rappresentanza. Il pavimento, rivestito di marmo, venne decorato al centro con un mosaico di forma circolare con marmo verde scuro a richiamare la forma del simbolo esoterico del Sole Nero (Schwarze Sonne)[14]; questo simbolo faceva parte del misticismo nazista e di alcune correnti dell'etenismo il che contribuì a far divenire particolarmente popolare il termine di "Sole Nero" per definire il mosaico di Wewelsburg, utilizzato poi anche altrove[15] Dopo la Seconda Guerra Mondiale il disco d'oro puro che ornava il centro del mosaico venne rimosso.
Una seconda stanza, nel seminterrato, era originariamente destinata alla preghiera in onore dei membri defunti delle SS secondo il rito neopagano voluto da Himmler; questa stanza è tuttavia rimasta incompiuta.[16].
Dopo la seconda guerra mondiale
[modifica | modifica wikitesto]I danni che il castello subì durante il periodo della guerra furono presto riparati ed il castello tornò operativo nel 1949, dopo che il territorio fu bonificato dagli esplosivi. Tra il 1973 ed il 1975 venne restaurata la torre nord. A partire dal 1950, il castello tornò al distretto di Büren e dal 1975 a quello di Paderborn, ospitando un ostello della gioventù con 204 camere e una palestra, oltre ad un museo di storia locale.
L'ex corpo di guardia delle SS posto nel cortile del castello ospita una sezione di storia contemporanea del museo distrettuale, il Memoriale e Luogo della Memoria di Wewelsburg 1933-1945, con la mostra permanente "Ideologia e Terrore delle SS", l'unica presentazione museale completa al mondo della storia delle Schutzstaffel (SS) e del partito nazista.
Nel 2006 e nel 2007 ha ospitato l'annuale Internacia Seminario, un incontro della gioventù esperantista.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Vedi fotografia aerea
- ↑ (EN) Wewelsburg 1933–1945. Cult- and terror place of the SS (PDF), su lwl.org, p.214.
- ↑ History of Wewelsburg Castle
- ↑ Russell, Schneider 2007,p. 10.
- ↑ Tombetti 2005,p. 123.
- ↑ Russell, Schneider 2007,p. 69.
- ↑ Reitlinger 1969,p. 38.
- ↑ Russell, Schneider 2007,p. 35.
- ↑ (EN) Julian Strube: Die Erfindung es esoterischen Nationalsozialismus im Zeichen der Schwarzen Sonne. In: Zeitschrift für Religionswissenschaft, 20(2), 2012: pp. 223–268.
- ↑ (EN) IVM.org Archiviato il 9 giugno 2011 in Internet Archive.
- ↑ (EN) Wolfgang Sofsky, The Order of Terror: The Concentration Camp, trans. William Templer (Princeton, NJ: Princeton University Press, 1997), p. 122.
- ↑ Reitlinger 1969,p. 54.
- ↑ vedi foto, su fotolog.com. URL consultato il 19 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 10 marzo 2016).
- ↑ vedi foto Archiviato il 12 dicembre 2013 in Internet Archive.
- ↑ Ad esso si riferisce l'interrogazione a risposta scritta 4-03282 presentata il 16 giugno 2009 (seduta n.188 della Camera dei deputati) in ordine alla simbologia adottata dalla Guardia Nazionale Italiana (da non confondere con quella creata dopo l'unità d'Italia), movimento neo nazista italiano per Tombetti 2005,p. 88.
- ↑ Russell, Schneider 2007,p. 60.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Gerald Reitlinger, Storia delle SS, Milano, Longanesi, 1969.
- Stuart Russell e Jost W. Schneider, La fortezza di Heinrich Himmler, Roma, Thule Italia, 2007 [1989], ISBN978-88-902781-0-5.
- Pierluigi Tombetti, I grandi misteri del nazismo. La lotta con l'ombra, Milano, SugarCo, 2005.
- Pierpaolo Tavino, Niederhagen - Il Segreto Perduto, Italia, CreateSpace Independent Publishing Platform, 2015.
- Marco Dolcetta, Nazionalsocialismo esoterico: studi iniziatici e misticismo messianico nel regime hitleriano, Milano, Castelvecchi, 2003.
I seguenti romanzi sono in parte ambientati nel castello di Wewelsburg:
- (IT) Mila Fois, Black Camelot - La Camelot Nera, CreateSpace Independent Publishing Platform, 2015, ISBN978-1517789589.
- (IT) James Rollins, L'Ordine del Sole Nero, Casa Editrice Nord, 2007.
- (SV) Jan Wallentin, Strindbergs stjärna, Albert Bonniers Förlag, 2010.[1]
- Paolo Di Reda e Flavia Ermetes, La formula segreta delle SS, Newton Compton, 2013.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (NL,EN,DE) Sito ufficiale del castello di Wewelsburg, su Kreismuseum Wewelsburg.
- (DE) Mostra permanente "SS - Ideologia e terrore", su Gruppo di lavoro sui monumenti e i luoghi della memoria nazisti della Renania Settentrionale-Vestfalia.
- (DE) Il monumento e luogo della memoria Wewelsburg 1933-1945, su Gruppo di lavoro sui monumenti e i luoghi della memoria nazisti della Renania Settentrionale-Vestfalia.
- 👁 Filmato audio
Nazismo ed esoterismo: il castello di Wewelsburg - Stefano Masella BN PODCAST, 16 febbraio 2017. URL consultato il 19 marzo 2017.
| Controllo di autorità | VIAF (EN)127867684· LCCN (EN)n82127254· GND (DE)4199190-4· J9U (EN,HE)987007559714605171 |
|---|
- ↑ Di Reda, Ermetes 2013,p. 20.
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