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Vignetta satirica sull'espansionismo statunitense nel Pacifico, lo Zio Sam attraversa le Americhe brandendo un grosso bastone, metafora della forza militare statunitense, con la scritta "Dottrina Monroe 1824-1905". La didascalia recita: "Espansione! Il lungo tratto della pattuglia occidentale".

La dottrina Monroe è una posizione di politica estera degli Stati Uniti d'America che si poneva in opposizione al colonialismo europeo nell'emisfero occidentale. In base a essa, qualsiasi intervento, o ingerenza, negli affari politici delle Americhe, da parte di potenze straniere, si configurava come un atto potenzialmente ostile nei diretti confronti degli Stati Uniti d'America. La dottrina è stata centrale nella cosiddetta grande strategia statunitense nel XX secolo.

Fu enunciata alla nazione nel 1823 in un messaggio ideologico che il presidente degli Stati Uniti d'America, James Monroe, espresse nel discorso sullo stato dell'Unione da lui pronunciato innanzi al Congresso di quell'anno, in cui diede forma ed espressione all'idea della supremazia degli Stati Uniti d'America nel continente americano.

Monroe affermò in quel discorso che qualsiasi intromissione di potenze straniere negli affari politici del continente americano sarebbe stata considerata come un atto ostile nei confronti degli stessi Stati Uniti d'America. Inoltre, per Monroe, i processi di indipendenza dell'America Latina non potevano essere repressi da nessuna potenza europea (dalla Spagna soprattutto).

Contesto storico

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Rapporti politici tra Stati Uniti d'America e Europa all'inizio del XIX secolo

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A quel tempo, si era conclusa in Europa la stagione della Rivoluzione francese, proseguita nel periodo napoleonico, e le forze della Restaurazione si erano ricompattate nella coalizione anti-liberale definita dalla Santa Alleanza. Monroe sosteneva che l'Europa non avrebbe dovuto più accampare pretese non solo sugli Stati Uniti d'America, ma su tutto il continente americano, compresa l'America Latina, che in quel tempo aveva avviato tentativi di affrancamento dalla madrepatria spagnola, attraverso una serie di rivolte sfociate poi in guerre d'indipendenza. Stringendo legami commerciali e diplomatici con Messico, Colombia, Brasile, Venezuela e Cile, gli Stati Uniti d'America decisero di istituire un rapporto privilegiato con i paesi liberatisi dalla dominazione coloniale, a danno dei quali non avrebbero accettato, da parte della Santa Alleanza, interventi diretti a reprimere i movimenti di indipendenza. Poiché, all'epoca, gli Stati Uniti d'America erano privi di significativi mezzi militari, influì più la diplomazia del Regno Unito il potere dissuasivo della sua potente marina da guerra che la "chiassosa arroganza"[1] di Monroe. La dottrina fu comunque confermata per molto tempo dai successivi presidenti statunitensi, quando gli Stati Uniti d'America erano ormai in grado di metterla in opera.

Rapporti col Regno Unito dopo la guerra d'indipendenza americana

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Thomas Jefferson definì l'inizio di questa dottrina come "una cordiale amicizia con l'Inghilterra" (soprattutto dopo la guerra anglo-americana di dieci anni prima). Egli espose il suo pensiero in questi termini:

«La Gran Bretagna è la nazione della Terra che in maggior misura ci può danneggiare; e, avendola al nostro fianco, non avremo più nulla da temere.»

(Thomas Jefferson)

La dottrina Monroe, elaborata dopo la raggiunta indipendenza americana, garantiva agli Stati Uniti un adeguato isolazionismo basato sulla speciale relazione con la madrepatria inglese. La Gran Bretagna, potenza mondiale e, a quel tempo, detentrice del massimo potere marittimo, era la sola che poteva dare agli USA la possibilità di godere dell'equilibrio di potenza continentale e quindi di mantenersi "isolata", senza subire intromissioni nella propria sfera d'influenza e senza, allo stesso tempo, neppure interferire in alcun modo nelle vicende del vecchio continente.

La guerra di secessione americana e la rivoluzione messicana

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La dottrina Monroe attraversò una crisi temporanea durante la guerra civile americana, allorché, approfittando del conflitto fra gli Stati nordamericani, Napoleone III, col pretesto di esigere il pagamento di debiti, intraprese una spedizione in Messico e fondò un Impero messicano ponendo sul trono del paese Massimiliano d'Asburgo come imperatore. Tale impresa va inquadrata nel progetto dell'imperatore francese di fondare un blocco latinoamericano cattolico da contrapporre agli Stati Uniti, anglosassoni e protestanti. Terminata la guerra civile, tuttavia, gli Stati Uniti si ricompattarono e, di fronte alle forti richieste del segretario di Stato William H. Seward, Napoleone III dovette richiamare il contingente francese dal Messico.

Nel gennaio 2026, il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump ordina l'operazione Absolute Resolve per arrestare il presidente del Venezuela Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores. Il nome "Donroe" è coniato da un articolo del New York Post.[2][3]

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Vignetta satirica del 1896: lo Zio Sam si frappone con il fucile tra europei e latinoamericani

Il messaggio implicito di Monroe era che, da quel momento in poi, il continente americano non sarebbe stato più oggetto di colonizzazione europea. Gli USA avrebbero considerato ogni tentativo di estendere il sistema politico continentale europeo a qualsiasi territorio dell'emisfero occidentale come pericoloso per la loro pace e sicurezza e che ogni tentativo di controllo del destino degli stati delle Americhe sarebbe stato interpretato come esplicita manifestazione di inimicizia verso gli USA. Con un linguaggio più moderno ciò significa che la dottrina Monroe annunciava al mondo che gli USA erano decisi a preservare la propria integrità territoriale, soprattutto contro le pretese e le rivendicazioni sulla costa nordoccidentale del Pacifico, e l'indipendenza politica degli stati del Nuovo Mondo, che un intervento europeo non sarebbe stato gradito. Il messaggio fu accolto in Europa con sorpresa, indignazione e indifferenza, anche perché, al momento della diffusione del messaggio, gli Stati Uniti, che erano ancora una potenza minore, intimavano al mondo di non intromettersi nelle vicende delle Americhe nonostante avessero una marina equiparabile, per dimensioni e di fuoco, tutt'al più alla marina cilena.[4]

Considerata la primissima formulazione teorica dell'imperialismo statunitense, essa fu ripresa in occasione dell'annessione del Texas a seguito della guerra messico-statunitense. La dottrina, dapprima intesa dai suoi ideatori come un proclama ideale degli Stati Uniti contro il colonialismo, in seguito fu rivista da Theodore Roosevelt e intesa nel senso di affermazione dell'egemonia statunitense sul continente americano (cfr. corollario Roosevelt). In seguito, insieme con il Manifest Destiny, essa fu posta a fondamento dell'idea di protettorato USA in tutta l'area centroamericana e caraibica, e, infine, durante la guerra fredda, per giustificare interventi politici e militari statunitensi in America centrale e meridionale (cfr. la questione cubana e la crisi dei missili di Cuba) .

Nella cultura di massa

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«Oggi [...] le terre anche loro son libere, salvo alcuni scampoli come le colonie francesi e inglesi, e il campicello di Monroe, chiuso da un leggiadro filo spinato»
  1. Maldwyn Allen Jones, Storia degli Stati Uniti, Milano 2005, pp. 146-147.
  2. Che cos’è la Dottrina Monroe, la chiave per capire l’attacco USA al Venezuela, su fanpage.it.
  3. Da Monroe a Donroe, su ilpost.it.
  4. Mario del Pero, Libertà e impero. Gli Stati Uniti e il mondo 1776-2016, Editori Laterza, p.112, ISBN978-88-581-2827-5.
  • (EN) Samuel Flagg Bemis, John Quincy Adams and the Foundations of American Foreign Policy, 1949.
  • (EN) Leonard Axel Lawson, The Relation of British Policy to the Declaration of the Monroe Doctrine, Columbia University, 1922.
  • (EN) Frederick Merk, The Monroe Doctrine and American Expansionism, 1843-1849, New York, Knopf, 1966.
  • (EN) Gretchen Murphy, Hemispheric Imaginings: The Monroe Doctrine and Narratives of U.S. Empire, Duke University Press, 2005. Il contesto culturale della doctrine.
  • (EN) Dexter Perkins, The Monroe Doctrine, 1823-1826, 3 voll., 1927.
  • (EN) Joel S. Poetker, The Monroe Doctrine, Columbus, Ohio, Charles E. Merrill Books, 1967.
  • Giacomo Gabellini, Dottrina Monroe, Diarkos Editore, 2024, ISBN978-88-3616-178-2.
  • Marco Mariano, L'America nell'"Occidente", Storia della dottrina Monroe (1823-1963), Carocci Editore 2013.
  • Walter Russell Mead, Il serpente e la colomba, Storia della politica estera degli Stati Uniti d'America, Garzanti 2005.
  • Nico Perrone, Il manifesto dell'imperialismo americano nelle borse di Londra e Parigi, in Belfagor (rivista), 1977, III. Le reazioni delle borse europee.
  • Nico Perrone, Progetto di un impero. 1823. L'annuncio dell'egemonia americana infiamma la borsa, Napoli, La Città del Sole, 2013 ISBN 978-88-8292-310-5

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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