| London Fog 1966 album dal vivo | |
|---|---|
| Artista | The Doors |
| Pubblicazione | 16 dicembre 2016 |
| Durata | 32:04 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 9 |
| Genere | Rock |
| Etichetta | Bright Midnight Archives Rhino Records |
| Produttore | Bruce Botnick |
| Registrazione | maggio 1966, London Fog, Los Angeles |
| The Doors - cronologia | |
| Recensione | Giudizio |
|---|---|
| AllMusic | 👁 Image 👁 Image 👁 Image 👁 Image 👁 Image |
| Classic Rock | 👁 Image 👁 Image 👁 Image 👁 Image 👁 Image |
| PopMatters | (mixed) |
| Relix | (favorevole) |
London Fog 1966 è un album dal vivo del gruppo musicale The Doors registrato nel locale notturno London Fog di Los Angeles nel maggio 1966, e pubblicato ufficialmente dalla Bright Midnight Archives/Rhino Records il 16 dicembre 2016.
Fu registrato da una spettatrice tra il pubblico, Nettie Peña, prima che i Doors pubblicassero l'omonimo album di debutto il 4 gennaio 1967. Considerata la prima registrazione dal vivo conosciuta dei Doors, London Fog 1966 include versioni preliminari di brani che sarebbero apparsi in album successivi e reinterpretazioni di standard blues.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Pochi mesi dopo la formazione, i Doors ottennero il loro primo concerto fisso nel febbraio o marzo 1966 al London Fog, un nightclub sulla Sunset Strip.[1] La band guadagnava 5 dollari a notte, suonando per un pubblico relativamente esiguo; nuovo nel mondo dei concerti, Jim Morrison cantava spesso dando le spalle al pubblico.[1] Ray Manzarek osservò che il London Fog era il luogo in cui il gruppo "divenne un'entità collettiva".[2] Oltre che in alcune cover di standard blues, il più delle volte i Doors affinarono il loro suono distintivo al materiale che in seguito apparve nei loro primi due album – The Doors e Strange Days – aggiungendo anche assoli improvvisati per estendere i tempi del set.[1]
Nel maggio 1966 la studentessa di cinema dell'UCLA Nettie Peña registrò alcuni concerti dei Doors nel locale notturno London Fog con un registratore a bobina. Due delle canzoni suonate dalla band in quell'occasione erano You Make Me Real (che sarebbe poi apparsa in Morrison Hotel) e Strange Days (che sarebbe poi apparsa nell'album omonimo Strange Days).[3] Le registrazioni rimanenti dell'album sono interpretazioni di standard blues, tra cui Rock Me Baby di B.B. King, Lucille di Little Richard e Baby, Please Don't Go di Big Joe Williams, che fu registrata dai Them nel 1964 e divenne quindi uno standard rock. Tuttavia, "in realtà si sente solo metà dell'esibizione di quella sera", disse John Densmore alludendo alle prime versioni di Light My Fire e The End eseguite durante quel concerto.[4]
Pubblicazione
[modifica | modifica wikitesto]Il disco fu pubblicato su etichetta Rhino Records il 16 dicembre 2016; contiene le prime registrazioni dal vivo conosciute dei Doors.[4] Annunciando l'uscita del disco nel dicembre 2016, The Guardian lo descrisse come "genuinamente importante" in confronto alla quantità di materiale dal vivo dei Doors che era stato distribuito nel corso degli anni.[5]
Tracce
[modifica | modifica wikitesto]- Lato 1
- Tuning (I) – 0:41
- Rock Me Baby – 5:35 (B.B. King)
- Baby, Please Don't Go – 5:27 (Big Joe Williams)
- You Make Me Real – 2:48 (Jim Morrison)
- Lato 2
- Tuning (II) – 0:13
- Don't Fight It – 4:40 (Steve Cropper, Wilson Pickett)
- I'm Your Hoochie Coochie Man – 5:16 (Willie Dixon)
- Strange Days – 3:46 (John Densmore, Robby Krieger, Ray Manzarek, Jim Morrison)
- Lucille – 3:44 (Albert Collins, Richard Penniman)
Formazione
[modifica | modifica wikitesto]- Jim Morrison – voce, armonica, maracas
- Ray Manzarek – organo, tastiera, basso e voce, voce solista in I'm Your Hoochie Coochie Man
- Robby Krieger – chitarra elettrica
- John Densmore – batteria
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Weidman, 2011, pp. 58–59
- ↑ Weidman, 2011, pp.=58–59
- ↑ The Doors' 'London Fog 1966′ Uncovers Previously Unreleased Early Live Performances, su Ultimate Classic Rock. URL consultato il 22 luglio 2017.
- 1 2 The Doors Release Limited Edition 'London Fog 1966', su Billboard. URL consultato il 22 luglio 2017.
- ↑ The Doors: London Fog 1966, su The Guardian. URL consultato il 22 luglio 2017.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Rich Weidman, The Doors FAQ: All That's Left to Know About the Kings of Acid Rock, Backbeat Books, 2011, ISBN978-1-61713-017-5.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) London Fog 1966, su Discogs, Zink Media. 👁 Modifica su Wikidata
- (EN) London Fog 1966, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation. 👁 Modifica su Wikidata
- (EN) London Fog 1966, su Metacritic, Red Ventures. 👁 Modifica su Wikidata
