La scheda elettorale è lo strumento materiale fondamentale con cui si esprime la propria preferenza in occasione di votazioni. Si tratta in genere di un foglio prestampato in cui sono indicati i nomi dei candidati, i loro eventuali partiti e/o coalizioni, ed altri eventuali riferimenti utili per la votazione.
In caso di referendum, invece, sono espresse delle caselle con delle opzioni (generalmente “Sì” o “No”).
Espressione della preferenza
[modifica | modifica wikitesto]Scheda valida
[modifica | modifica wikitesto]L'elettore può esprimere la propria preferenza indicando, con un segno (in genere una croce) o uno scritto (nel voto di preferenza), o entrambi, la propria scelta. Il voto avviene in una cabina (solitamente detta cabina elettorale), o in un qualsiasi altro luogo che permetta una scelta libera e segreta.
Schede bianche e nulle
[modifica | modifica wikitesto]Bianche
[modifica | modifica wikitesto]Qualora l’elettore non compilasse nulla e la consegnasse lo stesso, la scheda si definirebbe “bianca” (sebbene alcuni paesi la considerino comunque come valida ed altri considerino la scelta “Nessuno dei precedenti”, presente in alcune elezioni, come valida o bianca).
Nulle
[modifica | modifica wikitesto]Qualora invece l’elettore la compilasse o la modificasse in un modo non conforme alle regole elettorali, quest’ultima si definirebbe “scheda nulla”.
In alcuni casi, anche laddove la preferenza sia correttamente espressa, dato che questa può risultare ambigua (es. Omonimia antroponima), alcune leggi elettorali tendono a dichiarare la nullità per semplificare le procedure, generalmente a seguito di un fallito tentativo di ricostruzione secondo buona fede della volontà del votante, portando così, in alcuni casi, anche al contenzioso elettorale. In altri casi invece, le leggi elettorali adottano diverse procedure volte a conservare maggiormente il voto (es. ripartire proporzionalmente le schede ambigue tra tutte le possibili opzioni, come in Giappone, creando “voti frazionati”) o prevedere ex-ante delle scritture alternative per identificare meglio i candidati e ricondurvi i voti ambigui (es. Alessandra Rossi detta Ale, Francesco Rossi detto Ciccio, Carlo Alberto Camillo Salustri detto Trilussa, Anna De Angelis detta De’ Angeli), come in Italia.
Nei riguardi del loro trattamento generale, invece, alcune giurisdizioni come il Regno Unito addirittura considerano questa tipologia di voti come “da cestinare immediatamente senza scrutinio”, non computandoli neanche nei dati elettorali, tra cui la partecipazione al voto.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Fin dall'antichità si è sempre cercato di permettere all'elettorato la possibilità di scegliere liberamente la propria preferenza.
Dal punto di vista storico e concettuale, le prime "schede elettorali" possono essere individuate nelle ostracon (ὀστρακον), piccoli frammenti di terracotta in cui si esprimeva il nome del cittadino da ostracizzare.
Ma la nascita della scheda vera e propria è riconducibile alla Lex Gabinia del 139 a.C., con cui si istituisce il voto per iscritto, attraverso l'uso di una tavoletta, detta tabella. Altre furono le cosiddette Leges tabellariae: si ricordano la Lex Cassia del 137 a.C. e la Lex Papiria del 131 a.C. Oltre all'innovazione del voto per iscritto, si introduceva anche la particolarità (straordinaria per l'epoca) del voto segreto.
Altro metodo di voto era la ballota, praticato a Venezia, che consisteva nell'esprimere la propria preferenza fra due scelte attraverso delle palline colorate; la diffusione di quest'uso ha ancora oggi evidenti discendenze etimologiche per il termine ballottaggio in italiano, ballot e ballot paper in inglese, e ballottage in francese.
Schede elettorali per paese
[modifica | modifica wikitesto]Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) ballot, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. 👁 Modifica su Wikidata
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 67840· LCCN (EN)sh85011336· J9U (EN,HE)987007282432105171 |
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