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Coordinate: 46°40′07.23″N 11°35′54.38″E46°40′07.23″N, 11°35′54.38″E (Velturno)
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Velturno
comune
(IT) Velturno
(DE) Feldthurns
👁 Velturno – Veduta
Velturno – Veduta
Localizzazione
Stato👁 Italia (bandiera)
Italia
Regione👁 Image
Trentino-Alto Adige
Provincia👁 Image
Bolzano
Amministrazione
SindacoPatrick Delueg(SVP)dal4-5-2025
Lingue ufficialiItaliano, Tedesco
Territorio
Coordinate46°40′07.23″N 11°35′54.38″E46°40′07.23″N, 11°35′54.38″E (Velturno)
Altitudine851ms.l.m.
Superficie24,58 km²
Abitanti3 101[1](31-12-2025)
Densità126,16 ab./km²
FrazioniCaerna/Garn, Giovignano/Tschiffnon, San Pietro Mezzomonte/Schrambach, Snodres/Schnauders
Comuni confinantiBressanone, Chiusa, Funes, Varna
Altre informazioni
Cod. postale39040
Prefisso0472
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT021116
Cod. catastaleL724
TargaBZ
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona F, 3 799 GG[3]
Nome abitanti(IT) velturnesi
(DE) Feldthurner[4]
Cartografia
👁 Velturno – Mappa
Velturno – Mappa
Posizione del comune di Velturno nella provincia autonoma di Bolzano
Sito istituzionale
Modifica dati su Wikidata· Manuale

Velturno (intedescoFeldthurns) è un comune italiano di 3 101 abitanti[1] della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige.

Geografia fisica

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Il paese si trova su una soleggiata altura che si estende dal Monte Ponente (Pfeffersberg), sopra Bressanone, fino al Rio Tina (Tinnebach), presso Chiusa, l'antico confine diocesano fra Bressanone e Trento.

Il territorio comunale è impreziosito da masi contadini e antiche residenze, con lo sfondo di frutteti, noceti e castagneti.

Le origini del paese risalgono alla preistoria; a questa risalgono le scoperte archeologiche rinvenute nella zona Tanzgasse.

Attorno al 1112 i signori di Velturno avevano la loro sede nel castello di Ziern (sul Pflegerbühel). Il Castello di Velturno venne fatto costruire dal cardinale Christoph von Madrutz nel 1578 e è stato ampliato dal suo successore Johann Thomas von Spaur. Il castello è ornato da rivestimenti sui muri e sui soffitti, che fanno parte dei capolavori rinascimentali, particolarmente pregiati all'interno del cosiddetto Fürstenzimmer (stanza dei principi).[5]

Sono da ricordare infine le residenze medievali Bachmann[6], Raffenberg[7] e appunto Ziern-Pflegerbühel/-bichl (non più esistente)[8].

Il toponimo è attestato come "Velturnes" nel 985-993 e nel 1173 come "Velturnis" e la tesi più accreditata è che sia di origine preromana[9][10] e vada ricercata nella lingua retica forse in nomi personali come Velturna[11] o Φelzuries.[12] Va confrontata con nomi come il Maso Veltir di Funes (Bz), con l’onomastica etrusca, Velthina, Velthur, velthre, Velathri (Volterra) e con toponimi e oronimi della Carnia, Veltri, Vieltra e Vieltris.[13]

Il toponimo della frazione di Schrambach/S. Pietro Mezzomonte è attestata nel 1100-1110 come Scranbach, nel 1140 come Scraginbach e nel 1238 come Schrembach.[14]

Schnauders/Snodres è attestato nel 1215 come Nuders e Schnauders e nel 1309 come Snauders.[15]

Garn/Caerna è attestato nel 1184-1188 come Caerne e nel 1228-1230 come Gaerne.[16]

Tschiffnon/Gioviniano è attestato nel 1284 come Schivenan, nel 1370 come Schifnon e nel 1447 come Tschifnon ed è un nome prediale (bene di un Juveanus).[17]

Lo stemma è d'argento troncato: nel primo sono raffigurate due torri rosse merlate, il secondo è scaccato di rosso. Lo stemma è un'arma parlante e fa riferimento a quello usato nel 1607 dal castello dei Vescovi di Bressanone che simbolizza il nome del comune in lingua tedesca; significa torre (Thurn) sopra il campo (Feld). Lo stemma è stato adottato nel 1966.[18]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Ripartizione linguistica

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La sua popolazione è per la quasi sua totalità di madrelingua tedesca:

%Ripartizione linguistica (gruppi principali)[19]
98,02%madrelingua tedesca
1,60%madrelingua italiana
0,38%madrelingua ladina

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[20]

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2000 2005 Anton Dorfmann SVP Sindaco
2005 2009 Herbert Dorfmann SVP Sindaco
2009 in carica Konrad Messner SVP Sindaco
  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p.699.
  5. Jürgen Schönwälder, Das Fürstenzimmer von Schloss Velthurns, Bolzano, Athesia, 2011. ISBN 978-88-8266-764-1
  6. Bitterli-Waldvogel, Inventario dei castelli sudtirolesi: Bachmann Archiviato il 28 maggio 2009 in Internet Archive.
  7. Bitterli-Waldvogel, Inventario dei castelli sudtirolesi: Raffenberg Archiviato il 28 maggio 2009 in Internet Archive.
  8. Bitterli-Waldvogel, Inventario dei castelli sudtirolesi: Pflegerbichl Archiviato il 28 maggio 2009 in Internet Archive.
  9. AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  10. Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 99s. ISBN 88-7014-634-0
  11. Hans Fink, 1000 Jahre Feldthurns: 975–1975. Ein Südtiroler Dorfbuch. Feldthurns 1975, S. 12–13.
  12. Diether Schürr: Feltre, Pfelders, Feldthurns und das Zeugnis rätischer Inschriften. In: Archivio per l’Alto Adige, 99–100/2005–2006, S. 381–403.
  13. Maurizio Puntin, Su un ipotetico strato toponimico non indoeuropeo del Friuli, in Il mestri dai nons. Saggi di toponomastica in onore di Cornelio Cesare Desinan, a cura di F. Finco e F. Vicario, Udine, 2010, pp. 405-433.
  14. Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 424. ISBN 88-7014-634-0
  15. Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 421. ISBN 88-7014-634-0
  16. Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 118. ISBN 88-7014-634-0
  17. Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 482. ISBN 88-7014-634-0
  18. (EN) Heraldry of the World: Feldthurns, su ngw.nl (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2012).
  19. Astat Risultati Censimento linguistico - 2024 Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige - Dicembre 2024
  20. Dati tratti da:
  • (DE) Hans Fink, 1000 Jahre Feldthurns 975–1975. Ein Südtiroler Dorfbuch, herausgegeben anläßlich der ersten urkundlichen Erwähnung des Ortes um 975, Velturno, 1975.
  • Lorenzo Dalri, L'area megalitica e la statua-stele eneolitiche di Velturno – loc. Tanzgasse, in "Notizie archeologiche Bergomensi", 2, 1994, pp.15–35.
  • (DE) Leo Andergassen, Schloss Velthurns – die fürstbischöfliche Sommerresidenz (= Burgen, 6), Ratisbona, Schnell & Steiner, 2010. ISBN 978-3-7954-2305-6
  • (DE) Andreas Gottlieb Hempel, Feldthurns – ein Südtiroler Dorfbuch, Verlag A. Weger, Bressanone 2013. ISBN 978-88-6563-077-8

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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