Disambiguazione – "Lavanda"rimanda qui.Se stai cercando altri significati, vedi Lavanda (disambigua).
Lavandula L., 1753 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Lamiaceae, dall'aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza a spiga. È l'unico genere della sottotribù Lavandulinae Endl., 1838.[1][2][3]
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome comune "lavanda" con il quale siamo abituati a chiamare queste piante (ma anche quello scientifico Lavandula) è stato recepito nella lingua italiana dal gerundio latino del verbo "lavare" (lavandus, lavanda, lavandum = "che deve essere lavato") per alludere al fatto che queste specie erano molto utilizzate nell'antichità (soprattutto nel Medioevo) per detergere il corpo.[4]
Il nome scientifico del genere è stato proposto per la prima volta dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (Aix-en-Provence, 5 giugno 1656 – Parigi, 28 dicembre 1708)[5] e fissato definitivamente da Linneo (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum - 2: 572. 1753"[6] del 1753.[7] Il nome scientifico della tribù è stato definito dal botanico italiano, di origine franco-inglese Théodore Caruel (1830 – 1898) nella pubblicazione "Flora Italiana. Firenze - 6: 53. Sep 1884." del 1884.[8][9]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Lavandula latifolia
Lavandula angustifolia
Lavandula dentata
Lavandula stoechas
Le specie di questo genere hanno un portamento arbustivo o subarbustivo o cespitoso-arbustivo oppure raramente erbaceo di breve durata. Queste piante sono fortemente aromatiche. L'indumento può essere glabro o variamente pubescente talvolta con peli stellati. La forma biologica prevalente (almeno per le specie della flora spontanea italiana) è nano-fanerofite (NP), ossia sono piante perenni e legnose, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 30cm e i 2 metri.[5][10][11][12][13][14][15]
Radici
[modifica | modifica wikitesto]Le radici sono perlopiù legnose.
Fusto
[modifica | modifica wikitesto]I fusti in genere sono eretti e ramificati oppure semplici; non sono rigidi con cortecce bruno-rossastre oppure sempreverdi.
Foglie
[modifica | modifica wikitesto]Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto; spesso si trovano fascicolate alla base della pianta. Le foglie sono colorate di verde cinereo. La lamina può essere intera lineare, lanceolata o pennatifida/pennatosetta.
Infiorescenza
[modifica | modifica wikitesto]Le infiorescenze sono terminali con i fiori raggruppati in sottili spighe tirsoidi alla fine di lunghi scapi. Nell'infiorescenza sono presenti delle brattee persistenti a volte anche colorate e disposte in modo opposto o a spirale; mentre le bratteole sono minute o assenti. Il numero dei fiori disposti a verticilli varia da 2 a 10 oppure uno solo ma in questo caso senza bratteole. I fiori sono sessili o pedicellati.
Fiori
[modifica | modifica wikitesto]I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice sono a 5 parti).
- Il calice gamosepalo è del tipo da attinomorfo a bilabiato o pentalobato (in questo caso la struttura è 3/2). I lobi sono più o meno uguali; se il tipo di calice è bilabiato allora il labbro superiore talvolta è allargato o raramente è modificato in una specie di appendice; mentre quello inferiore è più o meno dentato. La parte iniziale tubolare ha delle forme ovoidi-cilindriche ed è percorso da 13 o 15 nervature. Il calice è persistente e si dilata leggermente alla fruttificazione.
- La corolla gamopetala è debolmente o fortemente bilabiata oppure è pentalobata (con struttura 2/3) con lobi di varie forme. Il portamento dei lobi in genere è patente. Il tubo della corolla o è appena eccedente il calice oppure può essere 3 volte più lungo ed è comunque dilatato alle fauci. I colori variano da blu-violetto a porpora o bianco, raramente porpora scuro o giallastro.
- Androceo: gli stami sono quattro didinami (il paio anteriore è più lungo), sono declinanti e inclusi nel tubo corollino. I filamenti sono glabri. Le antere sono reniformi e sono confluenti. Il disco del nettare normalmente è formato da 4 lobi. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato.
- Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[16] Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme. Lo stigma è bilobato o privo di lobi e capitato.
Frutti
[modifica | modifica wikitesto]Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule glabre e lisce. Le nucule sono provviste di areole ed hanno delle varie forme, dimensioni e colori. La deiscenza è basale o laterale.
Biologia
[modifica | modifica wikitesto]Riproduzione
[modifica | modifica wikitesto]Queste specie si riproducono per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri(impollinazione entomogama).[11][17]
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaisoma), che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.[18]
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]Le specie del genere Lavandula sono diffuse nel bacino del Mediterraneo (anche nell'areale della Macaronesia), nell'Africa del Nord e nell'Asia dalla Penisola Arabica fino all'India.[10] L'habitat è quello tipico da temperato a subtropicale.
Specie della zona alpina
[modifica | modifica wikitesto]Delle 5 specie spontanee della flora italiana 2 vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle specie alpine.[19]
| Specie | Comunità vegetali | Piani vegetazionali | Substrato | pH | Livello trofico | H2O | Ambiente | Zona alpina |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Lavandula angustifolia | 9 | montano collinare | Ca-Si | neutro | basso | arido | B9 C2 F2 G3 | IM CN |
| Lavandula latifolia | 12 | collinare | Ca-Ca/Si | basico | basso | arido | G3 | IM CO |
Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). | ||||||||
Tassonomia
[modifica | modifica wikitesto]La famiglia delle Lamiaceae comprende circa 250 generi e quasi 7000 specie ed è suddivisa in 12 sottofamiglie. Il genere Lavandula appartiene alla sottofamiglia Nepetoideae, tribù Ocimeae, ed è l'unico genere della sottotribù Lavandulinae Endl., 1838.[13][20][21][2][3]
Il genere comprende una quarantina di specie e viene suddiviso in sette sezioni.[10] Di queste solamente tre (con 5 specie) interessano la flora spontanea italiana (vedere il paragrafo "Specie della flora italiana").
All'interno della sottofamiglia, in base a ricerche filogenetiche di tipo molecolare, il genere risulta in posizione basale e quindi "gruppo fratello" del resto della sottofamiglia.[22]
Il numero cromosomico delle specie di questo genere è 2n = 18, 24, 30, 36, 42 e 54.[10]
Specie
[modifica | modifica wikitesto]Il genere Lavandula comprende le seguenti specie:[1]
- Lavandula angustifolia Mill., 1768
- Lavandula antineae Maire, 1929
- Lavandula aristibracteata A.G.Mill., 1985
- Lavandula atriplicifolia Benth., 1848
- Lavandula austroapennina N.G.Passal., Tundis & Upson
- Lavandula bipinnata (Roth) Kuntze, 1891
- Lavandula bramwellii Upson & S.Andrews, 2004
- Lavandula buchii Webb & Berthel., 1844
- Lavandula canariensis (L.) Mill., 1768
- Lavandula citriodora A.G.Mill., 1985
- Lavandula coronopifolia Poir., 1789
- Lavandula dentata L., 1753
- Lavandula dhofarensis A.G.Mill., 1985
- Lavandula erythraeae (Chiov.) Cufod., 1969
- Lavandula galgalloensis A.G.Mill., 1985
- Lavandula gibsonii J.Graham, 1839
- Lavandula hasikensis A.G.Mill., 1985
- Lavandula lanata Boiss., 1838
- Lavandula latifolia Medik., 1784
- Lavandula macra Baker, 1894
- Lavandula mairei Humbert, 1927
- Lavandula maroccana Murb., 1922
- Lavandula minutolii Bolle, 1860
- Lavandula multifida L., 1753
- Lavandula nimmoi Benth., 1848
- Lavandula nooruddinii A.Patzelt & A.Al Hinai
- Lavandula pedunculata (Mill.) Cav., 1801
- Lavandula pinnata Lundmark, 1780
- Lavandula pubescens Decne., 1834
- Lavandula qishnensis Upson & S.Andrews, 2004
- Lavandula rejdalii Upson & Jury, 2002
- Lavandula rotundifolia Benth., 1833
- Lavandula saharica Upson & Jury, 204
- Lavandula samhanensis Upson & S.Andrews, 2004
- Lavandula setifera T.Anderson, 1860
- Lavandula somaliensis Chaytor, 1937
- Lavandula stoechas L., 1753
- Lavandula sublepidota Rech.f., 1979
- Lavandula subnuda Benth., 1848
- Lavandula tenuisecta Coss. ex Ball, 1878
- Lavandula viridis L'Hér., 1789
Ibridi
[modifica | modifica wikitesto]Sono noti i seguenti ibridi naturali:[23]
- Lavandula × alportelensis P.Silva, Fontes & Myre
- Lavandula × cadevallii Sennen
- Lavandula × cavanillesii D.Guillot & Rosselló
- Lavandula × ginginsii Upson & S.Andrews
- Lavandula × heterophylla Viv.
- Lavandula × intermedia Emeric ex Loisel. (L. angustifolia × L. latifolia)
- Lavandula × limae Rozeira
- Lavandula × losae Sánchez Gómez, Alcaraz & García Vall.
Specie della flora italiana
[modifica | modifica wikitesto]Per meglio comprendere ed individuare le varie specie della flora italiana l'elenco seguente utilizza il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue una specie dall'altra):[12]
- Gruppo 1A: l'infiorescenza è sormontata da un ciuffo di brattee sterili violette (sect. Stoechas);
- Gruppo 2A: la lamina della foglia ha il contorno intero;
- Lavandula stoechas L. - Lavanda selvatica: l'altezza delle piante varia da 3 a 12 dm; il ciclo biologico e perenne; la forma biologica è nano-fanerofite (NP); il tipo corologico è Steno-Mediterraneo; l'habitat tipico sono le macchie basse e le garighe a cisti; la distribuzione sul territorio italiano va da Nord a Sud ma sempre sulle coste tirreniche fino ad un'altitudine di 600 ms.l.m..
- Gruppo 2B: la lamina della foglie varia da dentata a pennatosetta;
- Lavandula dentata L. - Lavanda dentata: l'altezza delle piante varia da 3 a 10 dm; il ciclo biologico e perenne; la forma biologica è nano-fanerofite (NP); il tipo corologico è Paleosubtropicale (Arabico-Macarones); si tratta di una pianta coltivata per la profumeria e raramente inselvatichita.
- Gruppo 1B: l'infiorescenza è priva del ciuffo di brattee;
- Gruppo 3A: la lamina delle foglie è intera; l'infiorescenza è formata da diversi fiori all'ascella di ciascuna brattea (sect. Spica);
- Gruppo 4A: la forma delle brattee è rombico-acuminata e alla base sono presenti 5 - 7 nervature;
- Lavandula angustifolia Miller - Lavanda vera: l'altezza delle piante varia da 3 a 12 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è nano-fanerofite (NP); il tipo corologico è Steno-Mediterraneo - Occidentale; l'habitat tipico sono le macchie basse e le garighe; la distribuzione sul territorio italiano è discontinua dal Nord a Sud ma sempre sulle coste tirreniche fino ad un'altitudine di 1800 ms.l.m..
- Gruppo 4B: la forma delle brattee è strettamente lineare-lanceolata;
- Lavandula latifolia Medicus - Lavanda latifoglia: l'altezza delle piante varia da 3 a 8 dm; il ciclo biologico e perenne; la forma biologica è nano-fanerofite (NP); il tipo corologico è Steno-Mediterraneo - Occidentale; l'habitat tipico sono i pendii aridi e cespugliosi; la distribuzione sul territorio italiano è relativa Nord-Ovest fino ad un'altitudine di 1000 ms.l.m..
- Gruppo 3B: le foglie sono di tipo 1-2-pennatosette; i fiori sono solitari all'ascella di ciascuna brattea (sect. Pterostoechas);
- Lavandula multifida L. - Lavanda dell'Egitto: l'altezza delle piante varia da 3 a 10 dm; il ciclo biologico e perenne; la forma biologica è camefita fruticosa (Ch frut); il tipo corologico è Steno-Mediterraneo - Occidentale; l'habitat tipico sono le garighe e l'incolti aridi; la distribuzione sul territorio italiano è relativa Sud-Ovest (Sicilia compresa) fino ad un'altitudine di 600 ms.l.m..
Specie Euro-mediterranee
[modifica | modifica wikitesto]In Europa e nell'areale del Mediterraneo sono presenti le seguenti specie:[24]
- Lavandula angustifolia Mill., 1768 - Distribuzione: Italia (lavanda vera), Francia e Spagna.
- Lavandula antineae Maire, 1929 - Distribuzione: Algeria
- Lavandula atriplicifolia Benth., 1848 - Distribuzione: Egitto
- Lavandula bramwellii Upson & S. Andrews, 2004 - Distribuzione: Isole Canarie
- Lavandula buchii Webb & Berthel., 1844 - Distribuzione: Isole Canarie
- Lavandula canariensis Mill., 1768 - Distribuzione: Isole Canarie
- Lavandula coronopifolia Poir., 1789 - Distribuzione: dal Magreb fino all'Israele
- Lavandula dentata L., 1753 - Italia (lavanda dentata), Magreb, Spagna e Israele
- Lavandula lanata Boiss., 1838 - Distribuzione: Spagna
- Lavandula latifolia Medik., 1784 - Distribuzione: Italia (lavanda latifoglia), Francia e Spagna.
- Lavandula mairei Humbert, 1927 - Distribuzione: Marocco
- Lavandula maroccana Murb., 1922 - Distribuzione: Marocco
- Lavandula minutolii Bolle, 1860 - Distribuzione: Isole Canarie
- Lavandula multifida L., 1753 - Distribuzione: Italia (lavanda dell'Egitto), Penisola Iberica, Mareb e Egitto
- Lavandula pedunculata (Mill.) Cav., 1801 - Distribuzione: Marocco, Spagna e Anatolia
- Lavandula pinnata Lundmark, 1780 - Distribuzione: Isole Canarie e Madera
- Lavandula pubescens Decne., 1834 - Distribuzione: Egitto e Sinai
- Lavandula rejdalii Upson & Jury, 2002 - Distribuzione: Marocco
- Lavandula saharica Upson & Jury, 2004 - Distribuzione: Algeria
- Lavandula stoechas L., 1753 - Distribuzione: Italia (lavanda selvatica), Europa occidentale, Magreb, Grecia, Anatolia e Asia mediterranea
- Lavandula tenuisecta Coss. ex Ball, 1878 - Distribuzione: Marocco
- Lavandula viridis L'Hér., 1789 - Distribuzione: Penisola Iberica
Sinonimi
[modifica | modifica wikitesto]L'entità di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[10][24]
- Chaetostachys Benth.
- Fabricia Adans., 1763
- Isinia Rech. f., 1952
- Lavendula L.
- Sabaudia Buscal. & Muschl., 1913
- Stoechas Mill., 1754
- Styphonia Medik., 1791
Proprietà terapeutiche e cosmetiche
[modifica | modifica wikitesto]Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
La lavanda è conosciuta fin dai tempi più antichi per le sue proprietà antiemetiche, antisettiche, analgesiche, battericide, vasodilatatorie, antinevralgiche, per i dolori muscolari ed è considerata un blando sedativo. L'olio essenziale di lavanda è l'olio eterico più utilizzato in profumeria.
In aromaterapia, viene utilizzata come antidepressivo, tranquillizzante, equilibrante del sistema nervoso, come decongestionante contro i raffreddori e l'influenza. Inoltre viene ritenuta efficace per abbassare la pressione arteriosa, per ridurre i problemi digestivi ed è miscelata con altre sostanza omeopatiche per curare il mal di schiena e il mal d'orecchie.[25]
Qualche goccia di olio essenziale, aggiunta nell'acqua del bagno, aiuta a rilassare. Per uso cosmetico, se utilizzata nell'ultimo risciacquo, quando si lavano i capelli, oltre che dare un profumo delizioso, aiuta a combattere i capelli grassi.
I fiori di lavanda, contrariamente a tante altre specie, conservano a lungo il loro aroma anche se secchi. È infatti consuetudine mettere dei sacchetti di tela nei cassetti per profumare la biancheria. La pianta, che era già nota agli antichi, veniva usata anche per la preparazione di talismani e portafortuna, legati a pratiche magiche ed esoteriche.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della lavanda.
Alcune specie
[modifica | modifica wikitesto]- Lavandula angustifolia
- Lavandula stoechas
- Illustrazione: Lavandula angustifolia
- Fiori di lavandula
- Spiga fiorita di lavandula
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) Lavandula, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 2 dicembre 2025.
- 1 2 (EN) Zhao F.et al., An updated tribal classification of Lamiaceae based on plastome phylogenomics, in BMC Biology, 19(1), 2021, pp.1–27, DOI:10.1186/s12915-020-00931-z.
- 1 2 (EN) Olmstead R., A Synoptical Classification of the Lamiales (PDF), 2021.
- ↑ David Gledhill 2008,pag. 232.
- 1 2 Motta 1960,vol. 2, pag. 636.
- ↑ BHL - Biodiversity Heritage Library, su biodiversitylibrary.org. URL consultato il 29 dicembre 2015.
- ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 29 dicembre 2015.
- ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 29 dicembre 2015.
- ↑ Crescent Bloom Database, su crescentbloom.com. URL consultato il 29 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- 1 2 3 4 5 Kadereit 2004,pag. 225.
- 1 2 3 Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it, 7 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- 1 2 Pignatti 1982,vol. 2, pag. 500.
- 1 2 3 Judd 2007,pag. 504.
- ↑ Strasburger 2007,pag. 850.
- ↑ eFloras - Flora of China, su efloras.org. URL consultato il 30 dicembre 2015.
- ↑ Musmarra 1996.
- ↑ Pignatti 1982,vol. 2, pag. 437.
- ↑ Strasburger 2007,pag. 776.
- ↑ Aeschimann et al. 2004,vol. 2, pag. 160.
- ↑ (EN) Li, B., Cantino, P.D., Olmstead, R.G., Bramley, G.L.C., Xiang, C.L., Ma, Z.H., Tan, Y.H. & Zhang, D.X., A large-scale chloroplast phylogeny of the Lamiaceae sheds new light on its subfamilial classification, in Scientific Reports, 6(34343), 2016, pp.1–18, DOI:10.1038/srep34343.
- ↑ (EN) Li, B.O. & Olmstead, R.G., Two new subfamilies in Lamiaceae, in Phytotaxa 313(2): 222-226., 2017, DOI:10.11646/phytotaxa.313.2.9.
- ↑ Kaufmann et al. 1994.
- ↑ Lavandula, su The Plant List. URL consultato il 27 febbraio 2012.
- 1 2 EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 30 dicembre 2015.
- ↑ "Aromaterapia", di Sheila Lavery, Gruppo Editoriale Armenia, Milano, 1997, pagg. 22-23
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Ingrid e Peter Schonfelder, Guida alle Piante Medicinali, Ricca editore, Roma, 2012, ISBN 978 88 66940012
- Frédéric de Gingins-Lassaraz Histoire naturelle des lavandes 1827
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore. Volume 2, 1960.
- David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato il 30 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p.850, ISBN88-7287-344-4.
- Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.
- Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
- (EN) Olmstead R., A Synoptical Classification of the Lamiales (PDF), 2021.
- Kadereit J.W, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales., Berlin, Heidelberg, 2004, p.225.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 2, Bologna, Edagricole, 1982, p.500, ISBN88-506-2449-2.
- D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, p.160.
- F.Conti, G.Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p.119, ISBN88-7621-458-5.
- Martina Kaufmann & Michael Wink, Molecular systematics of the Nepetoideae (family Labiatae): Phylogenetic implications from rbcL gene sequences (PDF), in Naturforsch, vol.49, 1994, pp.635-645.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) lavender, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. 👁 Modifica su Wikidata
- (EN) Lavandula, su Catalogue of Life. 👁 Modifica su Wikidata
- (EN) Lavandula, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility. 👁 Modifica su Wikidata
- (EN) Lavandula, su npgsweb.ars-grin.gov. 👁 Modifica su Wikidata
- (EN) Lavandula, su International Plant Names Index. 👁 Modifica su Wikidata
- (EN) Lavandula, su ITIS. 👁 Modifica su Wikidata
- Vecchi rimedi ed infusioni :Lavanda, su les-tisanes.chez-alice.fr.
- Museo della Lavanda in Provenza, su museedelalavande.com.
- Lavandula eFloras Database
- Lavandula IPNI Database
- Lavandula EURO MED - PlantBase Checklist Database
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 21592· LCCN (EN)sh85075112· J9U (EN,HE)987007558011605171· NDL (EN,JA)00577234 |
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